Ghiandole ascellari: attenzione se si gonfiano

Le ghiandole linfatiche ascellari si gonfiano quando attivano una difesa immunitaria. Ma se nel tempo il gonfiore non passa, sono necessari accertamenti specifici.

Pubblicato da Cinzia Iannaccio Lunedì 14 giugno 2010

Ghiandole ascellari: attenzione se si gonfiano

Le ghiandole ascellari appartengono al sistema linfatico. Sono cioè parte integrante del nostro sistema immunitario. Quando c’è una reazione ad un virus o ad un batterio, queste, come quelle del collo e dell’inguine si gonfiano: sono grandi da pochi millimetri ad 1-2 cm in condizioni normali, ne esistono circa 600 in tutto il corpo (20-30 sotto l’ascella) ed hanno la forma di un fagiolo. Qui stazionano i globuli bianchi prima di attaccare gli agenti patogeni ritenuti pericolosi. I linfociti si moltiplicano ed ecco che il “fagiolo” aumenta di volume. Da qui inizia l’azione di filtro tipica del sistema immunitario.

Si tratta dunque di reazioni frequenti e benigne. Per lo più passeggere. Per le donne, una ghiandola ingrossata, che a volte provoca anche dolore è sinonimo di ansia. Sentire al tatto, in prossimità del seno, una sorta di nocciolina ci fa pensare subito a noduli pericolosi. Il principio poi non è così sbagliato, perché i linfonodi (così si chiamano queste ghiandole) non solo identificano gli agenti esterni come pericolosi, ma anche quelli interni, come possono essere le cellule precancerose.

Di fatto e per fortuna l’incidenza di questa casistica è solo dell’1%. In generale i linfonodi ingrossati sono sintomatici di infezioni, virali o batteriche, ma anche alcune pratiche per noi normali. La ceretta ad esempio può provocare un’infiammazione a causa di una microscopica lesione (può capitare di portare via un piccolo pezzo di pelle).

Anche la depilazione col rasoio o altri sistemi può provocare la stessa reazione. Colpevoli a volte anche le creme depilatorie, gli antiodoranti ed i deodorati. Spesso in questi casi anche un dermatologo, oltre il medico di fiducia, può risolvere il problema, con una terapia locale o sistemica.

Quando però, nel tempo, le ghiandole continuano ad essere gonfie, la zona si dimostra arrossata e calda, sarà importante eseguire un esame del sangue e/o un’ecografia, per andare a cercare la causa effettiva del rigonfiamento. Quel 1 % rimane in agguato. Occorre escluderlo.

Il tumore del seno colpisce in Italia una donna su 10, è il più diffuso cancro nel genere femminile. Diagnosticato per tempo, può essere debellato totalmente. Dopo i 40 anni sarà importante una mammografia. Nelle donne più giovani anche un’ecografia potrebbe bastare.

Non siamo qui per mettervi ansie, ma solo per ricordarvi di volervi bene, di ascoltare i segnali che il vostro organismo vi dà e di trarne le giuste valutazioni, sempre con l’aiuto di uno specialista, in questo caso: un senologo.

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