Erboristeria: le proprietà della calendula

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    Erboristeria: le proprietà della calendula

    Con il termine calendula si indica un genere di piante erbacee annuali o perenni, appartenenti alla famiglia delle Asteraceae. La tipologia più coltivata è senza dubbio la calendula officinalis (della quale parleremo oggi), più comunemente conosciuta con i nomi di Calendola, Fiorrancio o Garofano di Spagna. Questa piantina può raggiungere un’altezza compresa tra i 20 e 50 cm e fa degli splendidi fiori di color giallo-arancio che possono raggiungere i 7 cm di diametro. Utilizzata a scopo ornamentale, la calendula è nota anche per le sue proprietà benefiche e curative. Scopriamole insieme.

    La calendula è nota soprattutto per la sua azione antinfiammatoria. Nella medicina tradizionale, i fiori sono considerati vulnerari, antisettici e stiptici. In ambito erboristico e farmacologico vengono utilizzati per la preparazione di lozioni o pomate dall’effetto lenitivo e cicatrizzante, molto utili per la cura di piccole ferite, scottature o altre irritazioni della pelle di lieve entità (come eczemi ed esantemi).

    Sono poi disponibili preparati a base di calendula per uso interno, utilizzabili per la cura di alcuni disturbi dello stomaco. Il decotto, ad esempio, è prodotto con circa 50g di fiori essiccati per litro d’acqua ed è consigliato per alleviare i sintomi dell’ulcera gastrica. Le donne possono utilizzare i preparati di fiori di calendula anche per prevenire o alleviare i dolori legati al ciclo mestruale e per regolarizzarne il flusso. I collutori e i dentifrici a base di calendula sono molto efficaci per prevenire o accelerare la guarigione delle lesioni della mucosa boccale o delle gengive, come le fastidiosissime afte o le eruzioni associate a infezioni da Herpes Zoster.