Emergenza psichiatrica: nasce a Roma la prima struttura per i teenager

Da un'indagine del 2005 solo in Lazio ci sono 2500 adolescenti che registrano un disagio psicologico, più o meno grave. Per questo motivo è stato inaugurata a Roma, la prima residenza per la cura dei problemi psicologici nei teenager.

Pubblicato da Lucrezio.Bove Lunedì 29 marzo 2010

Emergenza psichiatrica: nasce a Roma la prima struttura per i teenager

E’ stata realizzata a Roma una residenza temporanea per l’emergenza psichiatrica dei ragazzi di età compresa tra i 12 e i 18 anni. Il target sono gli adolescenti che registrano un disagio psicologico molto grave, scaturito il più delle volte da situazioni socio-familiari particolari. L’iniziativa ha scopi terapeutico-riabilitativi e l’obiettivo di accrescere l’autostima dei pazienti, per permettere loro di ritrovare la serenità e il giusto equilibrio in ambito socio-affettivo. Presenti all’inaugurazione della struttura Luigina Di Liegro e Sveva Belviso, assessori alle politiche sociali per la regione Lazio e per il comune di Roma.

La Di Liegro ha spiegato che in tema di disagio psico-sociale negli adolescenti, in Lazio si sta “lavorando anche per fare prevenzione. Sia nelle scuole con un progetto finanziato dalla Regione sui problemi affettivi dei ragazzi, con i docenti e i genitori e poi anche sul bullismo” ed è proprio sulla prevenzione che è importante concentrare gli sforzi, perchè “quando il più fragile non riesce ad affrontare quello che la società presenta dobbiamo essere lì ad accogliere immediatamente e ad aiutare a rientrare in una società che riconosce le fragilità e non lasci mai soli”.

Ma c’è ancora tanto da fare: la stessa struttura romana, appena inaugurata, rende disponibili solo tre posti letto. La Belviso ha spiegato però che questo è solo “il primo progetto pubblico integrato sull’adolescenza psichiatrica. All’interno della nostra Regione non sono molti gli spazi disponibili per adolescenti psichiatrici. Sono 14 in tutta la regione Lazio, 6 al Bambin Gesù e 6/8 all’Umberto I. Questo vuol dire che un ragazzino che ha un problema acuto e vive a Latina deve comunque venire a Roma”. Speriamo che nel prossimo futuro vengano avviate ulteriori iniziative simili, anche perchè da un’indagine del 2005 il problema riguarda circa 2500 ragazzi solo nel Lazio, parole dell’assessore Belviso.

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