E se gli integratori alimentari facessero male alla salute anziché bene?

L'uso degli integratori è spesso spropositato e quindi pericoloso. Uno studio americano ha rilevato che ne fanno uso per lo più persone salutiste e dunque con un'alimentazione equilibrata che non necessita di integrazione. Una ricerca finlandese sulle donne invece ha rivelato alto rischio di mortalità laddove c'era addirittura una dipendenza!

Pubblicato da Cinzia Iannaccio Mercoledì 12 ottobre 2011

E se gli integratori alimentari facessero male alla salute anziché bene?

Chi non ha mai preso integratori alimentari? In gravidanza, per la caduta dei capelli, per tirarsi su in caso di astenia: acido folico, ferro, magnesio, zinco, vitamine con tutte le lettere dell’alfabeto. L’idea comune, visto che sono acquistabili senza ricetta medica e che li vendono anche al supermercato, è che sono utili e di sicuro proprio non fanno male. In realtà non è proprio così. Basti pensare ai casi di ipervitaminosi per fare un esempio. Le ricerche scientifiche che invitano alla prudenza sono molte. Due appena pubblicate.

La prima è del National Institutes of Health americano pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition, l’altra è dell’Università della Finlandia orientale, ed è stata pubblicata sulla rivista Archives of Internal Medicine. Entrambi arrivano a spiegare che una dieta equilibrata dal punto di vista nutrizionale basta ed avanza, a meno che non vi siano particolari patologie o condizioni (momentanee) stabilite dal medico curante che richiedono una necessità di “integrazione”.

Il problema infatti non risiede nell’uso delle vitamine o dei sali minerali, ma nel loro abuso. Lo studio finlandese in particolare, è stato condotto su 38 mila donne dai 50 ai 60 anni, ed ha evidenziato un maggiore rischio di mortalità tra le signore che ne assumevano in modalità “dose-dipendente”.