Donare un rene non accorcia la vita

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    Donare un rene non accorcia la vita

    Donare un organo mentre si è in vita è un gesto di grande umanità, così come donare il midollo ma anche iscriversi all’iado e diventare donari nel caso dovesse succedere qualcosa, credo siano cose non solo da ammirare ma anche da prendere ad esempio. A volte a bloccarci è la paura del dolore, di quello che accadrà dell’operazione, ma cosa può mai contare di fronte alla certezza che si sta per morire? La medicina ha fatto passi da gigante sulle donazioni di organi e sempre di nuove ne vengono fatte, oggi vi do una notizia molto interessante che riguarda i donatori di reni, è stato dimostrato che vivere con un rene solo con accorcia la vita, seppur il rene rimasto ha più lavoro da dover fare se la cava benissimo.

    La donazione dei reni può salvare la vita a tante persone, dato che ne abbiamo due e che con uno si può vivere è fatta spesso da persone in vita, per lo più familiari. Un tempo si credeva che donando un rene si ipotecasse anche un pezzo del nostro futuro ed invece non è così, un maxi studio durato 12 anni ha dimostrato che la longevità è uguale tra chi ha donato un rene e chi vive pacificamente con i due che madre natura gli ha dato.

    La ricerca è stata condotta su 80.347 donatori di rene che sono stati confrontati con 9mila non-donatori in modo da confrontare il tasso di morte dei due gruppi. E’ stato notato che i primi 90 giorni dopo l’espianto sono i più critici ed in questo lasso tempo ci sono stati 25 morti ma che su 80.347 sono davvero pochi, è stato inoltre riscontrato un pericolo maggiore per i i donatori maschi, afro-americani o ispanici, per tutti gli altri l’aspettativa di vita è esattamente uguale a quella dei non donatori.

    Il rene rimasto tende a ipertrofizzarsi e a diventare più grosso perchè deve fare il doppio del lavoro ma si adatta e svolge il suo dovere senza problemi.

    Foto da:

    davita.files.wordpress.com