Disturbo bipolare: mai trascure i sintomi

Negli ultimi anni si è parlato spesso di disturbo bipolare, ma in quanti possono dire di conoscere davvero questa patologia? Scopriamo insieme quali sono i sintomi e perchè è importante non trascurarli.

Pubblicato da Lucrezio.Bove Lunedì 15 novembre 2010

Disturbo bipolare: mai trascure i sintomi

Il disturbo bipolare, conosciuto anche come depressione bipolare, è un disturbo dell’umore che può compromettere la vita del paziente. Chi ne è affetto alterna fasi di profonda depressione a momenti di massima euforia ed entusiasmo (fase maniacale). Secondo le ultime stime, solo nel nostro paese la patologia colpisce tra le 600mila e le 900mila persone. In realtà, però, un dato affidabile non esiste. Il disturbo bipolare, infatti, non è facilmente diagnosticabile, non solo perché viene spesso confuso con altre malattie, ma anche perché i pazienti stessi accettano a fatica l’idea di essere malati.

Ma perché i malati tendono a rifiutare la diagnosi? Il dott. Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di Neuroscienze del Fatebenefratelli di Milano, spiega che una volta entrati nella fase maniacale “Niente fa più paura: gioco d’azzardo, sesso senza precauzioni, acquisti irresponsabili. Non si avverte più il bisogno di dormire e mangiare. E, mentre calano le capacità cognitive e di concentrazione, ci si sente superiori, padroni del mondo. Chi tenta di porre ostacoli alla realizzazione dei desideri, anche i più folli, viene visto come un nemico da aggredire. E nei casi di mania più gravi si rende addirittura necessario il ricovero. A chi, però, non piacerebbe sentirsi padrone del mondo? Passare qualche giorno da leone? Ecco perché questi pazienti sono difficili da “agganciare””.

Insomma, nella fase maniacale i pazienti rifiutano di farsi curare perché sono convinti di star bene, rischiando di farsi del male. Dopo la fase di massima euforia, però, insorge quella di depressione nera, durante la quale il paziente si rinchiude in casa, perde l’autostima e inizia a sentirsi in colpa per tutto quello che ha fatto precedentemente. Il rischio di suicidio aumenta in modo esponenziale.

Ma una volta diagnosticato il disturbo, esiste una terapia farmacologica efficace? Eugenio Aguglia, presidente della Società italiana di psichiatria spiega “Il litio funziona bene nella fase ipomaniacale, ma non in quella depressiva. Più indicato l’uso di farmaci stabilizzatori dell’umore, nati come anticonvulsivanti. Recenti studi hanno evidenziato l’efficacia degli antipsicotici atipici sulla depressione bipolare”. Ma con le cure finora utilizzate, difficilmente il paziente riesce a guarire completamente e spesso la terapia deve essere protratta per tutta la vita. Ai farmaci andranno ovviamente associate altre forme d’aiuto “dalla psicoeducazione dei familiari, alla psicoterapia”. E’ importante che tutti -paziente, specialista e famiglia- collaborino per tenere sotto controllo il problema. Trascurare i sintomi può avere ripercussioni spiacevoli.