Dieta mediterranea: per l’Unesco è Patrimonio dell’Umanità

Lo scorso 16 novembra a Nairobi, l'UNESCO ha deciso di inserire la dieta mediterranea nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

Pubblicato da Lucrezio.Bove Venerdì 19 novembre 2010

Dieta mediterranea: per l’Unesco è Patrimonio dell’Umanità

La dieta mediterranea è ufficialmente patrimonio immateriale dell’umanità. Lo ha sancito, lo scorso 16 novembre, il Comitato intergovernativo dell’UNESCO riunitosi a Nairobi, in Kenya. Dopo una lunga discussione, la decisione è stata presa all’unanimità e “al momento della proclamazione c’è stata un’ovazione tra i delegati di tutti i 166 Stati presenti. Molti delegati si sono riuniti intorno alla delegazione italiana per le felicitazioni” ha spiegato Pier Luigi Petrillo, responsabile della delegazione del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali.

Per arrivare a questa proclamazione ci sono voluti tre lunghi anni. Il percorso, che si è concluso l’inserimento della dieta mediterranea nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, è infatti iniziato nel 2007, quando l’allora ministro dell’agricoltura Paolo De Castro ha presentato una richiesta congiunta con la Spagna. Da subito la dichiarazione italo-spagnola ha trovato l’approvazione di Grecia e Marocco, ma l’Albania era contraria e anche a Nairobi “ha fatto un intervento duro nei confronti delle candidature che possono avere valore commerciale come ad esempio la Dieta Mediterranea” ha spiegato Petrillo. Così anche lo scorso 16 novembre, la discussione ha rischiato di essere rinviata per l’ennesima volta. Fortunatamente le cose sono poi andate in modo diverso.

“Dopo giorni di trattative, il risultato sperato è arrivato. Questo prestigioso successo mi riempie d’orgoglio e rappresenta un traguardo storico per la nostra tradizione alimentare e per la cultura dell’intero Paese” ha dichiarato il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan. Se la proclamazione è arrivata solo lo scorso 16 novembre, l’aria del successo stava già dando i suoi frutti. Nei primi sette mesi dell’anno, infatti, le esportazioni all’estero dei prodotti alimentari made in Italy sono aumentate del 9 per cento. L’inserimento della dieta mediterranea nella lista dei Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità non potrà che rafforzare la fiducia nei prodotti della nostra terra, fornendo un valido sostegno all’economia del paese.