Diabete: ragazza nuota da Capri a Napoli, è record

Col diabete si può vincere, nelle gare come nella vita: ce lo ha dimostrato Monica Priore che ieri ha stabilito un record europeo per i diabetici, nuotando da Capri a Napoli.

Pubblicato da Cinzia Iannaccio Lunedì 6 settembre 2010

Diabete: ragazza nuota da Capri a Napoli, è record

Ha 34 anni ed è di Brindisi. Monica Priore ieri ha nuotato per ben 7 ore da Capri a Meta di Sorrento: ben 21 Km contro un mare mosso, decisamente avverso, per stabilire un record. La traversata più lunga in Europa, effettuata da un diabetico. Già, perché questa campionessa combatte con i valori della glicemia e l’insulina da quando a soli 5 anni gli è stato diagnosticato un diabete di tipo 1. Non è nuova a queste imprese: già nel 2007 aveva attraversato a nuoto lo stretto di Messina e gareggia spesso con atlete professioniste non affette da diabete, vincendo. Il suo obiettivo però non è il podio.


In lei c’è la forza di chi vuole vincere contro pregiudizi e lanciare un messaggio a tutti quelli che si lasciano schiacciare dalla malattia, specie i bambini. La sua infanzia infatti è stata molto condizionata dal diabete.

Era l’unica bimba a frequentare il Centro Diabetologico di Brindisi, e questo la faceva sentire un’esclusa. Almeno fino all’adolescenza, quando ha capito che lo sport poteva aiutarla a sentirsi meglio, ad equipararsi alle sue compagne; prima la pallavolo e poi la grande passione: il nuoto.

Ma le cose non sono state facili: 20 anni fa non esisteva un medico, neppure diabetologo che si assumeva la responsabilità di firmare un certificato che autorizzava l’attività sportiva. L’attività fisica brucia gli zuccheri troppo velocemente. Ha dovuto barare per avere il suo certificato per l’agonismo: ha pericolosamente nascosto la sua malattia allo specialista.

Ma poi ce l’ha fatta. E continuare a vincere gare di nuoto per lei equivale a dire ogni giorno a tutti i bambini che ce la possono fare anche loro!

Lo sport, spiegano gli specialisti che la seguono nelle sue imprese è un importante carica psicologica, che aiuta ad affrontare meglio, con più serenità il diabete. Monica continua a controllare la glicemia almeno 12 volte al giorno e nella stessa gara l’ha misurata ogni 20 minuti. Numerosi sono gli atleti professionisti che soffrono di questa patologia, ma la tecnologia aiuta a misurare i valori e le quantità di insulina con più facilità e precisione.

Tutto dipende dalla conoscenza del proprio organismo. E’ un passaggio fondamentale che deve rientrare come parte integrante dell’allenamento. Queste sono le notizie che ci piace dare, queste sono le donne di cui ci piace parlare. Grazie Monica.