Depressione: in Italia colpisce 1 anziano su 4

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    Depressione: in Italia colpisce 1 anziano su 4

    La depressione sta progressivamente divenendo un sintomo della vecchiaia. Il disturbo colpisce prevalentemente le donne che hanno varcato la soglia della menopausa, ma non risparmia neanche gli uomini avanti con gli anni. Attualmente, in Italia, un anziano su quattro è depresso. Purtroppo ancora oggi molti specialisti tendono a sottovalutare il problema. A loro volta, dopo una certa età, i pazienti sembrano rassegarsi di fronte alla malattia e raramente cercano una soluzione. In questo senso dovrà avvenire un intenso cambiamento culturale che coinvolga medici e pazienti. In caso contrario, la situzione attuale potrebbe aggravarsi ulteriormente.

    Ma cosa si nasconde dietro alla diffusione del male di vivere tra gli anziani? Ce lo spiega Eugenio Aguglia, presidente della Società italiana di psichiatria: “In primo luogo nella depressione dell’anziano c’è la non accettazione di un cambiamento che va di pari passo con l’avanzamento dell’età: la genesi sta nella difficoltà di reagire a tutta una serie di perdite che caratterizzano la terza età e si manifesta quindi come un episodio di tipo reattivo agli eventi più difficili di questa fase della vita. Queste perdite possono riguardare la riduzione delle capacità intellettive, della memoria, di reazione, oppure aspetti di tipo fisico-prestazionale (l’anziano non riesce più a svolgere i movimenti di un tempo), di tipo sessuale (riduzione delle funzionalità o impotenza), e ovviamente di tipo psicologico, in primo luogo la perdita del partner”.

    Non tutti riescono ad accettare pienamente gli acciacchi che insorgono con la terza età: la perdita della memoria, delle capacità intellettive, i difetti della vista e il calo generale delle prestazioni fisiche possono condurre l’anziano ad uno stato di intenso malessere psico-emotivo. Per quanto il problema stia divenendo sempre più comune, la depressione non può e non deve essere considerata come una malattia inscindibile dalla terza età. I medici, i familiari e i pazienti stessi devono sempre collaborare per identificare i sintomi della depressione e applicare la terapia adeguata.