Cura dei Denti: con la crisi economica è diventata un lusso

Gli italiani che ricorrono regolarmente alle cure dei denti sono il 39,7%, che equivalgono circa ad una persona su tre, sono questi i dati che sono venuti fuori dal rapporto Osservasalute, presentata a Roma nei giorni scorsi.

Pubblicato da Serena Vasta Giovedì 18 marzo 2010

La crisi economica arriva da tutte le parti, ormai lo abbiamo capito! La novità è che è proprio la crisi economica a mettere a rischio i nostri sorrisi perchè le cure dentistiche diventano sempre più care e non tutti possiamo permettercele, è stato stimato che circa un italiano su tre riesce a farle con il proprio budget. Ovviamente le cure ai denti in 9 casi su 10 sono a carico del cittadino, ed è probabile che nei pochi casi in cui sarebbe a carica dello stato neanche ci viene detto, i tempi sono duri per tutti ed anche per i nostri sorrisi ahimè!

Gli italiani che ricorrono regolarmente alle cure dei denti sono il 39,7%, che equivalgono circa ad una persona su tre, sono questi i dati che sono venuti fuori dal rapporto Osservasalute, presentata a Roma nei giorni scorsi.

La crisi economica ovviamente fa stringere la cinghia un pò su tutto, si lavora sempre sempre di più, si ha una vita sempre più sedentaria e fatta di pranzi rapidi e spesso non salutari, inoltre il crescente prezzo di frutta e verdura ci fa spesso desistere dal comprarla e come sappiamo, questi alimenti sono alla base della sana alimentazione.

Si registra dunque un crescente aumento di sovrappeso e obesità e anche una maggiore incidenza dei tumori, il Meridione e il Sud Italia stanno messi un pò peggio rispetto al Settentrione in cui si fa più sport e si è un pò più sani.

Walter Ricciardi, Direttore di Osservasalute ha dichiarato: “Il rapporto anche quest’anno conferma una progressiva divaricazione tra le diverse aree del Paese con le regioni del Centro-Sud che appaiono sempre più in difficoltà nel garantire adeguate risposte alle esigenze di salute dei propri cittadini. E le premesse per il futuro non sono rosee, perché all’aggravarsi dei fattori di rischio, cattiva alimentazione e sedentarietà in primis, non fa fronte né un’adeguata strategia preventiva, né una di diagnosi precoce e pronta risposta terapeutica da parte delle Regioni più in difficoltà. La speranza è che, come sembra stia avvenendo, il ‘rinato’ ministero della Salute svolga un ruolo sempre più attivo nel mitigare le diseguaglianze geografiche e sociali emergenti, attraverso una collaborazione con le Regioni non solo centrata su aspetti finanziari, ma anche di miglioramento della governance clinica delle organizzazioni sanitarie e delle strategie di prevenzione sia primaria che secondaria“.

Foto da:
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