Conoscere gli alimenti: tutte le proprietà del riso

Una ricerca americana ha svelato che consumare riso integrale invece che bianco brillato aiuta a prevenire il diabete di tipo 2. Il motivo è che ha un più basso indice glicemico.

Pubblicato da Paola Perria Giovedì 21 aprile 2011

Conoscere gli alimenti: tutte le proprietà del riso

Quanto possiamo affermare di conoscere gli alimenti di cui ci nutriamo quotidianamente? Sicuramente, se siamo abituati a fare la spesa, controlliamo le etichette di provenienza, quando si tratta di prodotti confezionati, la date di scadenza e le modalità di conservazione. Cerchiamo di scegliere verdure e frutta fresche, magari, se siamo virtuosi e attenti all’ambiente, andiamo verso il biologico o almeno, verso una produzione a km zero. Pretendiamo che carni e pesci siano di qualità certificata, e compriamo condimenti privi di grassi idrogenati. Questo è l’identikit del perfetto consumatore. Eppure, anche la massaia più accorta, spesso ignora molte cose a proposito dei cibi che acquista e che cucina.

Parliamo, ad esempio, di riso. Per la stragrande maggioranza degli italiani, questo meraviglioso cereale, prodotto in grandi quantità anche in Italia, fa semplicemente rima con risotto. Quasi tutti acquistiamo il normale riso bianco brillato, e lo cuciniamo con la classica ricetta a base di soffritto, brodo e altri condimenti. Ma una ricerca americana, ci rivela che, invece, le nostre preferenze dovrebbero rivolgersi verso il riso integrale, o quello parboiled, perché in questo modo non solo potremo assorbire una maggiore quantità di proprietà nutritive preziose che il procedimento delle brillatura vanno via dal chicco, ma potremo anche proteggerci dal rischio di sviluppare il diabete di tipo II.

Il riso integrale e quello parboiled (sottoposto ad un trattamento termico a vapore che “fissa”minerali e vitamine nei chicchi) hanno un indice glicemico molto inferiore rispetto a quello bianco, sono più sostanziosi e protettivi. Lo rivela uno studio della Harvard School of Public Health di Boston pubblicato in Archives of Internal Medicine. I ricercatori hanno esaminato i dati conclusivi di tre grandi indagini alimentari condotte sulla popolazione americana (un campione di 200mila persone) in un arco di tempo tra i 14 e i 22 anni.

Ciò che emerso è proprio che il diabete 2 era molto meno diffuso in quelle fasce di popolazione abituate a consumare riso integrale. Per noi è difficile scegliere questo tipo di riso, poiché richiede tempi di cottura molto superiori a quelli del riso brillato e, con la nostra vita frenetica, si concilia davvero male. Però possiamo tranquillamente sostituirlo proprio con il parboiled, che ha più o meno lo stesso indice glicemico dell’integrale e cuoce in poco tempo.

Inoltre, poiché i tipi di riso sono tanti, possiamo anche alternarlo in base ai”colori”. Prendiamo il riso nero “venere”, ad esempio, che, come spiega la dott.ssa Mariangela Rondinelli, docente di Scienze e tecniche dietetiche applicate all’Università di Pavia: “il colore è dovuto alle antocianine, potenti antiossidanti che ci difendono dai radicali liberi”. Il riso bianco, naturalmente, non va scartato! E’ molto digeribile e ha un basso contenuto in fibre, perfetto, dunque, per chi soffre di colite e sindrome del colon irritabile.