Comicoterapia: perché ridere fa bene alla salute

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    Comicoterapia: perché ridere fa bene alla salute

    Ridere fa stare bene, anzi fa bene alla salute: la comicoterapia è una disciplina scientifica ormai riconosciuta. In Italia è presente dal 1990 e proprio in questi giorni festeggia il suo ventesimo compleanno. Siamo abituati a pensare ai Clown Dottori, con la storia di Patch Adams. E di fatto molto parte da li. La strada fatta in Italia però in questo ventennio è stata lunga. L’attore ed autore Leonardo Spina, incontrandosi con la psicoterapeuta Sonia Fioravanti, idearono un metodo tutto loro, originale che definirono da subito “Comicità è Salute”.

    Sappiamo tutte quanto un sorriso possa risolvere giornate difficili, allontanare dalla mente e dal cuore brutti pensieri, e magari metterci di buon umore. Inoltre vi abbiamo già raccontato di come la felicità faccia bene al cuore. Ma dietro c’è molto di più: La gelotologia italiana (questo il nome scientifico!) che parte da questa tecnica originale, è un misto di discipline artistiche, antropologiche e scientifiche.

    In particolare comprende una scienza molto particolare, dal nome complicatissimo: la PsicoNeuroEndocrino-Immunologia. Che significa? Semplice, quasi: che il nostro sistema immunitario è strettamente collegato con il sistema endocrino, neurologico e psichico. Per semplificare banalizzando: ridere e sorridere stimola anche il sistema immunitario, non solo i muscoli facciali. Ha la stessa funzione dei raggi del sole.

    La Federazione Internazionale !Ridere Per Vivere! ed il suo Istituto di Ricerca, Documentazione e Formazione Homo Ridens hanno lavorato con i loro Clown Dottori in molti campi, portando il nostro paese all’avanguardia nel mondo. La particolarità dei Clown socio-sanitari italiani sta nel metodo utilizzato, nella preparazione e nella professionalità, nei campi di applicazione e nei risultati ottenuti, che hanno prodotto un’infinita letteratura scientifica al riguardo.

    I Clown Dottori italiani sono partiti infatti dalle scuole, sono entrati nei reparti pediatrici degli ospedali, ma sono arrivati anche tra le tende dei terremotati d’Abruzzo. Non solo: si sono spinti nei quartieri difficili per donare sorrisi a chi non ne ha, hanno lavorato tra i portatori di handicap e con i loro familiari, si sono occupati di terza età. Hanno lavorato ovunque ci fosse bisogno di loro. Nell’immediato futuro arriveranno negli Hospice e nelle fattorie sociali. Allora: buon sorriso a tutti.

    Foto da:

    bellezzamediterranea.it