Coloranti: la Coca Cola finisce sotto accusa

Secondo l'associazione americana Center for Science in the Public Interest, la Coca Cola conterrebbe dei coloranti ritenuti cancerogeni.

Pubblicato da Tiziana Martedì 22 febbraio 2011

Coloranti: la Coca Cola finisce sotto accusa

Nella Coca Cola sarebbero presenti dei coloranti ritenuti cancerogeni. La bevanda più famosa del mondo, così torna a far parlare di sé. Infatti, solo qualche giorno fa, la notizia della scoperta della ricetta della Coca Cola, aveva fatto il giro della rete. Secondo l’associazione americana Center for Science in the Public Interest (CSPI), la bibita conterrebbe delle sostanze pericolose per la salute. A finire sul banco degli imputati sono 2 composti chimici che determinano il tipico colore caramellato della bevanda.

Il CSPI, infatti, ha scoperto che la reazione chimica utilizzata per ottenere il caramello può causare il cancro. Il colore ambrato della Coca Cola, infatti, viene ottenuto industrialmente facendo reagire lo zucchero con ammoniaca e solfati, nello specifico, le sostanze incriminate sono il 2-methylimidazole (2-MEI) e il 4-methylimidazole, più volte finiti sotto accusa perché ritenuti cancerogeni. Alcuni studi di laboratorio su cavie animali, infatti, ha dimostrato come tali composti chimici fossero responsabili di malattie al fegato, ai polmoni e alla tiroide, una patologia tipicamente femminile.

La denuncia è stata subito presentata al Food & Drug Administration americana, l’organo preposto alla tutela della salute dei cittadini nel settore alimentare, che sempre secondo il CSPI, dovrebbe imporre alle aziende produttrici la rimozione del colorante al caramello.

L’azienda che produce la Coca Cola ha subito smentito tali teorie, anche perché non esiste alcuna prova scientifica che questi agenti chimici siano cancerogeni anche per l’uomo. Anche l’AssoBibe italiana, è dello stesso parere. Senza contare che i coloranti presenti nella Coca Cola, così come nelle altre bevande artificiali, rispettano le norme in in materia di sicurezza alimentare previste dalle autorità competenti.