Coaching, ovvero lezioni di autostima

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    Coaching, ovvero lezioni di autostima

    Il coaching è un metodo per aiutare a credere maggiormente in se stessi, a darsi degli obiettivi e riuscire a portarli a termine senza uno stress esagerato. E’ di questi giorni la notizia di alcuni professionisti che si sono ustionati i piedi. Come prova finale del corso, dovevano camminare sui carboni ardenti: la tecnica non ha funzionato. In realtà bisogna saper scegliere adeguatamente il proprio coach, il proprio allenatore mentale. Il metodo, a parte questi inconvenienti della cronaca è molto diffuso e serio: lo hanno usato anche alcuni candidati alle presidenziali in America.

    Ma a noi preme parlarvene, perché è una pratica molto amata dalle donne: il 58% delle persone che si rivolgono a questi metodi appartiene al sesso femminile. Indovinate perché? Soprattutto per farsi spazio nel mondo professionale.

    E’ un importante modo per imparare a superare situazioni di stress, o prepararsi preventivamente a questo. Anche stati di ansia o destabilizzazione particolari possono essere superati grazie all’aiuto di un bravo “allenatore”. Notate bene la tecnica usa questi termini proprio perché nasce dal concetto sportivo, di preparazione, che in questo caso non è atletica e fisica, ma mentale, psicologica.

    Diverse le tecniche, anche in base agli obiettivi. In genere, dopo un approccio colloquiale che tende ad individuare le mete agognate, il coach stimola l’individuo a trovare in se la forza, i mezzi e le potenzialità.

    Si utilizza poi il training autogeno quale tecnica imparare a rilassarsi e controllarsi, ma anche lo yoga, la meditazione, la bioenergetica ecc. Una particolare tecnica che si usa per i manager è la cosiddetta Programmazione Neurolinguistica, che aiuta ad usare termini e schemi di comunicazione che rendono le menti altrui più suscettibili. Non solo donne in carriera comunque.

    La nuova tendenza vede anche molte mogli e mamme particolarmente attente, o che vogliono trovare nuovi stimoli, hanno bisogno di dare nuova linfa alla loro mente troppo legata alla famiglia. Oppure serve per aiutare a riacquistare fiducia in se stesse dopo una brutta delusione, magari d’amore.

    E’ un passo importante per chi si sente emotivamente e psicologicamente fragile: per quelle donne troppo melanconiche, magari timorose di cadere in una depressione. Sì, può essere una buona prevenzione se si ha il dubbio. Attenzione però amiche, perché anche il più bravo coach non può e non deve sostituirsi ad uno psicoterapeuta. Non confondete il vostro desiderio di reazione con una depressione già in corso.