Chirurgia plastica: gli orrori sul corpo delle donne [FOTO]

L'altro volto, quello più orribile della sofferenza, della chirurgia plastica raccontato attraverso gli scatti della fotografa sudocoreana Ji Yeo.

Pubblicato da Camilla Buffoli Giovedì 27 marzo 2014

La chirurgia plastica e gli orrori sul corpo delle donne. Gli interventi per cambiare il proprio corpo, per modificarlo in una o più parti, non sono una passeggiata. Tutt’altro. I ritocchi, se non quelli più blandi, da eseguire in ambulatorio, comportano una serie di possibili effetti collaterali, un periodo di degenza e una sorta di riabilitazione, fatta di bende, tumefazioni, dolori e farmaci antidolorifici. È davvero sempre il caso di attraversare tutto questo solo per un po’ di bellezza o di giovinezza in più? Una fotografa sudocoreana, Ji Yeo, ha provato a dare una risposta o, meglio, a stimolare le fan del genere a trovarne una più sincera e plausibile con una serie di scatti che lasciano poco all’immaginazione.

L’artista orientale, nell’ambito del suo progetto “Recovery Room”, che ha già fatto il giro del mondo, ha provato a raccontare l’altro volto della chirurgia plastica. Quello che sta dietro i visi levigati, le rughe spianate e i nasi perfetti. Ha provato a dare una prospettiva nuova da cui osservare ritocchi e ritocchini. Lo ha fatto fotografando dieci donne nel periodo post operatorio, ritraendole quando erano coperte dalle bende e dalle fasce elastiche, quando avevano i volti tumefatti e le parti interessate dal ritocco doloranti.

Ne sono emersi ritratti vividi e toccanti. Ne è emerso un ritratto della chirurgia plastica dai contorni più preoccupanti e dai risvolti decisamente poco rassicuranti. Ne dovrebbe emergere una riflessione per tutti e per tutte: prima di decidere che un intervento di chirurgia plastica è assolutamente necessario, è meglio pensarci con attenzione, ponderare bene e analizzare con calma tutti gli aspetti della questione. E, se, oltre alle valutazioni e alle riflessioni, l’esigenza di modificare una parte del corpo rimane, perché no?

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