Chi soffre di stress vive più a lungo

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    Chi soffre di stress vive più a lungo

    Lo stress fa vivere più a lungo, sentenzia una ricerca americana. Partiamo da questa asserzione per approfondire un discorso che ha a che fare con le aspettative di vita dell’umanità (quella “fortunata”, che vive nelle nazioni più industrializzate come la nostra) e con il cosiddetto “elisir di lunga vita”. Dall’America, dalla Stanford University, arrivano i risultati della più imponente indagine mai effettuata su invecchiamento, qualità della vita e longevità. L’idea di “controllare” una fetta di popolazione americana dalla culla alla tomba (nello specifico 1500 persone, considerate campione medio) fu dello psicologo Lewis Terman, che a partire dal 1921 lanciò il suo ambizioso “Longevity Project”.

    Oggi, dopo 90 anni, arrivano i risultati, in uno studio firmato dagli esperti Howard Friedman e Leslie Martin, che sfatano una serie di luoghi comuni relativi, appunto, alla “ricetta” per vivere bene e a lungo. Il popolare adagio “Take it easy”, traducibile, grossomodo, con espressioni del tipo “prenditela comoda”, “non ti stressare”, viene ribaltato alla grande. Sono proprio gli individui che “si preoccupano” di più, che fanno il loro lavoro fino in fondo e con coscienza, che prendono precauzioni per tutto, che sono consapevoli di tutte le scelte che fanno e che se ne assumono peso e conseguenze, quelle che vivono più a lungo.

    Anche quelli che venivano considerati come rimedi, se possiamo dir così, all’invecchiamento precoce – matrimonio, sport, mangiare frutta e verdura ecc. – c’entrano ma fino a pag. 5. Nel senso che se scelte di questo tipo non corrispondono ad una reale presa di coscienza dell’individuo, se sono sentiti come una imposizione, il loro effetto benefico svanisce nel nulla. Fare sport va benissimo, se da’ anche piacere, se la persona sceglie consapevolmente il tipo di attività fisica più congeniale alla sua natura.

    Lo stress – nel senso di affrontare in prima persona, sempre, tutti gli impegni e gli imprevisti che riguardano la propria vita – se “voluto”, conseguenza di una volontaria e accettata impostazione dell’esistenza, è assolutamente la miglior polizza sulla vita che si possa stipulare. In pratica, non si vive di più perché si è imparato a fregarsene di tutto e di tutti, ma perché, quando era il momento, ci si è presi la responsabilità attiva di dare un indirizzo alla propria vita coerente con le singole aspirazioni, e lo si è mantenuto e coltivato in piena coscienza.

    Se vogliamo, si tratta di una ovvietà: felici e longeve, sono le persone che fanno quello che amano, che non fuggono dalla propria realtà, perché quella che vivono se la sono scelta, e gli piace proprio così com’è. Persone che selezionano i propri amici, il proprio partner, la propria attività, o almeno qualcuna di queste cose, in modo consapevole, non lasciandosi guidare da caso e dal destino. Quando è impostata bene la propria esistenza (è possibile cambiare rotta in qualunque momento), anche fare scelte più “salutiste” – alimentari, familiari, lavorative – viene più facile. E lo stress di ogni giorno, che include contrattempi, problemi, delusioni, è sempre ben accetto. Io concordo assolutamente, voi che ne pensate?