Autopalpazione seno, come farla

L’autopalpazione del seno è un ottimo metodo di prevenzione contro il tumore al seno, la neoplasia più diffusa per quanto riguarda il sesso femminile. Questa pratica consente di analizzare, in modo autonomo, il seno ed eventuali suoi cambiamenti e anomalie. Scopriamo cos’è, come farla e come riconoscere i noduli.

Pubblicato da Elena Arrisico Martedì 17 aprile 2018

Autopalpazione seno, come farla
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L’autopalpazione del seno è una sana abitudine che serve come prevenzione, per riconoscere l’eventuale presenza di noduli che possono crearsi in questa delicata parte del corpo e, dunque, eventuali sintomi di tumore al seno. Per la precisione, si tratta di un massaggio che si fa in modo autonomo, per accertarsi che non vi siano noduli sospetti nel seno. Ma come farla? Cosa si sente, esattamente, in caso di problemi? Scopriamo cos’è, perché è importante e come riconoscere i noduli, grazie all’autopalpazione al seno.

Cos’è

L’autopalpazione del seno è un test di valutazione che, tramite un massaggio da effettuare in modo autonomo, permette di conoscere bene i propri seni, la loro anatomia e consistenza: è, infatti, di fondamentale importanza comprendere perfettamente le caratteristiche del seno, così da riuscire a notare ogni minimo cambiamento ed, eventualmente, segnalarlo al ginecologo.
L’autopalpazione periodica permette di conoscere l’aspetto normale del seno, notando qualunque cambiamento ed eventuali irregolarità: la presenza di un nodulo può, spesso, condurre alla scoperta di un tumore.
Nella maggior parte dei casi, l’autopalpazione porta a individuare cisti benigne, come fibroadenomi o cisti – in special modo, prima dei 30 anni di età – o mastosi – soprattutto, dopo i 40 anni – che dovranno essere tenuti sotto controllo. I più pericolosi sono i carcinomi, in quanto possono progredire e coinvolgere i tessuti vicino al seno o altre parti del corpo.
Questo esame, che ogni donna può eseguire in autonomia, non deve essere motivo di ansia, ma va vissuto come un ottimo modo per fare prevenzione: la prevenzione e la diagnosi sono, infatti, dei fattori salvavita molto importanti contro il tumore al seno o carcinoma mammario. Quest’ultimo è considerato la neoplasia più diffusa nelle donne, dovuta dalla crescita anomala e incontrollata di cellule della mammella, il cui materiale genetico è danneggiato e forma una massa tumorale all’interno della ghiandola mammaria.

A cosa fare attenzione

L’autopalpazione del seno non provoca dolore ed è molto semplice da effettuare. Inizia, prima di tutto, con una attenta osservazione del busto davanti allo specchio:

Autopalpazione del seno cosa osservare

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  1. In posizione eretta, guarda se sono presenti protuberanze o ispessimenti nei seni e nella parte ascellare;
  2. Controlla che non vi siano fossette sulla pelle;
  3. Verifica che non vi siano cambiamenti nella simmetria, nella forma e nelle dimensioni dei seni, sia di fronte che di lato, con il busto eretto, le spalle rilassate e le braccia lungo i fianchi;
  4. Accertati che non vi siano retrazioni o variazioni nell’aspetto dei capezzoli;
  5. Allo stesso modo, guarda che non vi siano infiammazioni o eruzioni cutanee della cute o dell’areola, come arrossamenti, gonfiori o sensazioni di calore;
  6. Controlla l’assenza di perdite di sangue o di liquido dai capezzoli, come siero o sangue;
  7. Verifica che non siano presenti raggrinzamenti, rilievi o avvallamenti sulla superficie della cute;
  8. Accertati che non vi sia dolore nella zona delle ascelle o dei seni.

In caso di presenza di uno o più noduli della mammella, presta attenzione alla loro posizione, alla consistenza e al volume. Occorre, però, tenere presente che il seno ha una natura nodulare e, dunque, spesso le formazioni che destano preoccupazioni non sono nulla di serio.
Durante questa fase, puoi osservare se sono presenti irregolarità del seno, cambiamenti nel colore della pelle, ulcerazioni della cute o screpolature del capezzolo. Generalmente, due mammelle non sono identiche in ogni dettaglio, ma sono simmetriche e hanno un profilo regolare.

Come farla

Dopo l’osservazione, vediamo come riconoscere i noduli, grazie all’autopalpazione del seno vera e propria che va effettuata come segue:

Autopalpazione del seno come farla

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  1. In posizione eretta, alza entrambe le braccia per osservare l’aspetto dei seni;
  2. Sempre in posizione eretta, alza il braccio corrispondente al seno da esaminare, portandolo sopra la testa;
  3. Fai piccoli movimenti circolari, roteando il seno da entrambi i lati, utilizzando i tre polpastrelli di indice, medio e anulare uniti;
  4. Muovi le dita in senso circolare, con una pressione crescente;
  5. Esegui movimenti con la mano dall’alto verso il basso e in senso radiale;
  6. Palpa anche le ascelle, cercando dei cambiamenti di volume;
  7. Premi il capezzolo, delicatamente, tra indice e pollice, in modo da verificare eventuali fuoriuscite di liquido, siero o sangue;
  8. Ripeti l’operazione per entrambi i seni;
  9. Sdraiati, poggiando la testa sul cuscino;
  10. Alza il braccio corrispondente al seno da analizzare, mettendolo sopra la testa;
  11. Ripeti le stesse manovre indicate precedentemente, per controllare entrambi i seni.

È importante effettuare questa operazione su tutta la superficie del seno. Per identificare alterazioni insolite, presta attenzione anche all’aspetto del capezzolo e della pelle.
La mano riesce a percepire la presenza di noduli di 1 centimetro; mentre, è la mammografia che può trovare noduli allo stadio iniziale, anche di soli 2-3 millimetri di diametro. I noduli non sono dolorosi, ma palpabili e, a volte, visibili.
Naturalmente, in caso di noduli o di irregolarità al seno, è consigliabile rivolgersi, il prima possibile, al proprio ginecologo per una visita.

Quando farla

L’autopalpazione andrebbe eseguita tutti i mesi, ma basta anche una volta ogni 2-3 mesi.
Per ottenere migliori risultati, va effettuata una settimana circa dopo la fine del ciclo mestruale, ovvero quando il seno è più morbido e certi cambiamenti delle mammelle sono più facilmente percepibili. Se sei in menopausa, invece, non c’è un momento particolare consigliato, ma è necessario mantenere delle scadenze regolari: ad esempio, potresti farla ogni inizio del mese, così da non dimenticarla.
L’autopalpazione del seno andrebbe iniziata verso i 20 anni, continuando a cicli regolari per tutta la vita, dato che il rischio di tumore al seno non tende a diminuire con l’avanzare dell’età.
L’autopalpazione del seno e controlli medici regolari sono fortemente consigliati sopratutto a chi ha avuto familiari con tumore al seno. Diagnosticare in modo precoce un tumore limita il rischio che questo possa trovarsi in una fase avanzata.