Asportazione dell’utero: un intervento demolitivo spesso evitabile

Troppe donne nel mondo (70mila l'anno solo in Italia) si sottopongo ad asportazione dell'utero, per far fronte ai dolori insopportabili dovuti al ciclo mestruale. Spesso per risolvere i problemi fisiologici annessi alla natura femminile, sono disponibili metodi meno definitivi, come l'utilizzo di un dispositovo a lento rilascio di levonorgestrel.

Pubblicato da Lucrezio.Bove Giovedì 11 marzo 2010

L’avevamo già detto in passato in un altro articolo: sono ancora troppe le donne che considerano i dolori mestruali, anche quelli più insopportabili, un problema irreversibile, perchè proprio della natura femminile. Eppure in molti casi basterebbe rivolgersi a un ginecologo, per trarre benefici importanti dalle moderne terapie non invasive, sviluppate negli ultimi anni. E’ poi crescente il numero di donne esasperate, che si sottopongono ad asportazione dell’utero: ben il 60% di queste potrebbe risolvere grazie a metodi meno definitivi, che non intaccano in nessun modo le capacità riproduttive della paziente.
La Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) ha già inserito nelle linee guida internazionali, lo strumento intrauterino a rilascio graduale di levonorgestrel, come soluzione prioritaria per quelle donne che soffrono di dolori insopportabili, dovuti a flussi abbondanti di lunga durata.

Il dott. Giampietro Gubbini, a capo del progetto salva-utero Mestrop, ci segnala che il dispositivo a rilascio graduale di levonorgestrel è “raccomandato dalla comunità scientifica come prima scelta, perchè rappresenta una valida alternativa farmacologica ad interventi demolitivi come l’isterectomia o l’ablazione endometriale”.

L’asportazione dell’utero (isterectomia), dopo il taglio cesario, rappresenta l’intervento chirurgico più diffuso al mondo e ogni anno, solo in Italia, coinvolge 70mila donne. Per i sostenitori del progetto Mestrop è una cifra folle, riducibile attraverso una campagna di informazione adeguata, che renda le donne più consapevoli riguardo alle moderne tecnologie in ambito ginecologico.

E’ importante chiedere il parere di più di un esperto, prima di sottoporsi a interventi chirurgici demolitivi che nella maggior parte dei casi si rivelano non indispensabili.

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