Arteriosclerosi: arriva il vaccino

Alla base dell'arteriosclerosi ci sono un insieme di fattori, anche se gli squilibri alimentari sembrano avere una maggiore incidenza. Un gruppo di studiosi svedesi stanno lavorando ad un vaccino in grado di bloccare un recettore chiave dell'infiammazione.

Pubblicato da Tiziana Lunedì 13 dicembre 2010

Arteriosclerosi: arriva il vaccino

L’arteriosclerosi è una patologia molto diffusa, ma è in fase di progettazione un vaccino in grado di impedire ai linfociti T di riconoscere il colesterolo “cattivo” e di scatenare l’infiammazione. L’arteriosclerosi, che è una delle cause principali alla base di gravi malattie cardiovascolari come l’ictus o l’infarto, si presenta quando i grassi e il colesterolo si depositano sulle pareti interne dei vasi sanguigni e delle arterie, provocando una riduzione o un’ostruzione del flusso sanguigno. Un gruppo di ricercatori svedesi, sembra, però aver trovato un modo per “spegnere” il recettore chiave che permette al sistema linfocitario T di individuare il colesterolo LDL, scatenando l’infiammazione vascolare.

Oltre alla predisposizione genetica, l’arteriosclerosi è favorita da una serie di fattori tra cui l’omocisteina alta, l’obesità, l’ipertensione, il fumo o  il diabete. L’aspetto peggiore di questa malattia, è sicuramente il suo avanzare lento e silenzioso, i sintomi, infatti, si manifestano solo tardivamente.

Ma un gruppo di ricercatori svedesi, guidati dal dottor Göran Hansson, sta lavorando ad un vaccino in grado di ridurre l’arteriosclerosi del 60-70%. Gli studiosi, infatti, hanno scoperto che i linfociti T non attaccano le particelle di colesterolo depositato sulle pareti delle arterie quando sono ossidate, ma quelle trasportate dal fegato ai tessuti, dove vengono utilizzate.

Il dottor Hansson ha spiegato che:

Poiché la reazione al colesterolo LDL può essere dannosa, le cellule T sono normalmente tenute bloccate da segnali inibitori. I meccanismi di controllo dell’organismo funzionano bene finché l’LDL si trova nel sangue, nel fegato o nei linfonodi. Ma quando si accumula nelle pareti delle arterie questa inibizione non è più sufficiente, le cellule T vengono attivate e si arriva all’infiammazione.

Il vaccino creato dai ricercatori, così, avrebbe proprio il compito di “disattivare” il recettore chiave capace di individuare il colesterolo LDL e di provocare la reazione immunitaria. Al momento, gli esperimenti sono stati condotti esclusivamente su topi di laboratorio, ma gli studiosi stanno elaborando una versione utile anche agli esseri umani.