Anoressia e bulimia possono essere causate anche da un trauma

L'anoressia e la bulimia sono due facce della stessa medaglia: i due disturbi del comportamento alimentare più diffusi presentano comunque alcune differenze. Uno studio USA ha dimostrato come entrambi possano, però, avere le stesse cause: traumi vissuti in infanzia e adolescenza che possono aver lasciato un segno indelebile.

Pubblicato da Redazione Martedì 16 ottobre 2018

Anoressia e bulimia possono essere causate anche da un trauma
Foto di Photographee.eu / Shutterstock.com

L’anoressia e la bulimia sono disturbi alimentari purtroppo dilaganti, che si stanno rivelando un’emergenza sociale di grande rilevanza. Sono soprattutto adolescenti e giovani (più donne, ma il fenomeno si sta diffondendo sempre più anche tra il genere maschile) a soffrirne, e qualche volta la lotta che devono sostenere si rivela talmente gravosa da non portare a uno finale “felice”. Ma se è soprattutto l’anoressia a mietere vittime, la bulimia porta con sé conseguenze ugualmente terribili sul corpo, che ne risulta segnato, indebolito, umiliato.

E se il corpo soffre, anche la mente e il cuore sono feriti. Quali possono essere le cause che portano a questi disturbi dell’alimentazione?

Si è cercato di indagare a tutto campo, senza escludere nessuna possibilità, dalle cause organiche che si originano nel cervello, nel sistema nervoso, a quelle genetiche, fino a quelle psicologiche legate alle dinamiche dei rapporti familiari, ad esempio tra madre e figlia.

Ma un nuovo studio rivela che all’origine di comportamenti alimentari autolesionisti vi può essere un evento traumatico, non necessariamente drammatico, ma comunque tale da creare uno squilibrio in chi lo subisce.

Il nuovo studio americano

Lo studio sulle cause della bulimia e dell’anoressia e degli altri vari disturbi dell’alimentazione, è stato condotto dai ricercatori dell’Università del Minnesota (USA), che hanno coinvolto 27 individui adulti giovani (26 ragazzi e 1 ragazzo), dell’età media di 27 anni, sofferenti per l’appunto di questo genere di problemi. Nello specifico, 9 soggetti erano anoressici, 3 bulimici, 1 con entrambe le patologie e i restanti 14 con disturbi alimentari non facilmente catalogabili.

“Lo scopo del nostro studio è stato quello di scoprire se ci fosse un legame tra gli eventi di transizione nella vita familiare e la comparsa di disturbi del comportamento alimentare”, ha spiegato Jerica Berge, autrice principale della ricerca americana. Tra i tanti fattori scatenanti di anoressia, bulimia & co (che vedremo più avanti), alcuni sono assolutamente “naturali”, che quindi fanno parte del normale processo di crescita (e in generale avvengono nelle vite di tutti noi), e per questo tali da poter, anzi da dover essere affrontati in modo diverso. A patto di avere attorno persone che comprendano il momento di disagio dell’adolescente (o del giovane), e lo supportino.

Prevenire è meglio che curare, anche in questo caso. “I disturbi alimentari sono un importante problema di salute pubblica e sapere che cosa li causa ci può aiutare a sviluppare trattamenti più efficaci e di sostegno – ha spiegato la Berge – Speriamo che i nostri risultati possano essere di interesse per genitori e professionisti sanitari, così come sottolineano la necessità di una maggiore consapevolezza e sostegno nei momenti di cambiamento e stress”. Ma quali sono questi eventi traumatici che possono sfociare in disturbi dell’alimentazione?

Anoressia e bulimia, i 6 principali traumi che le originano

Lo studio USA, grazie all’indagine sul campione di giovani sofferenti di disturbi dell’alimentazione come anoressia e bulimia, ha individuato sei principali traumi, più o meno importanti, che possono esserne stati causa.

E’ importante tenerli a mente per sapere quando un ragazzo sia più vulnerabile e agire preventivamente con una rete di supporto.

  • Ingresso in una scuola nuova (che può provocare senso di solitudine e isolamento)
  • Cambiamenti nei rapporti familiari o di relazione interpersonale come divorzio dei genitori o la rottura con il fidanzato/a (senso di rabbia impotente, risentimento, senso di colpa)
  • Morte di una persona causa (il lutto, infatti, è uno dei traumi più “pesanti” da elaborare)
  • Violenze, abusi sessuali, specialmente in ambito familiare (qualche volta ingrassare o dimagrire non solo una richiesta di aiuto, ma anche una difesa, perché la vittima pensa che se perderà il suo appeal, gli abusi termineranno)
  • Cambio di casa, trasloco in altra città, cambio di lavoro (un grande stress mal sopportato, senso di vuoto, alienazione)
  • Malattia o degenza in ospedale (in questi casi ci si lascia andare in un senso, o nell’altro)

Anoressia e bulimia: le differenze

Nonostante -come abbiamo visto- possano avere origini simili, l’anoressia e la bulimia sono due disturbi alimentari estremamente diversi. Nel corso della propria vita, una persona con problemi di tipo alimentare può oscillare tra una e l’altra. In sostanza, sono due facce della stessa medaglia ed è per questo che è importante cercare un aiuto professionale quando ci si rende conto di esserne state colpite. Attenzione, poi, ai pericoli della rete: navigando non è difficile imbattersi in siti e blog pro-ana o pro-mia. Si tratta rispettivamente di siti che “incoraggiano” a “diventare” anoressiche o bulimiche; è vero che le cause dei disturbi alimentari hanno radici più profonde, ma è altrettanto vero che quando siamo fragili possiamo cadere nella trappola del web.

Vediamo ora le principali differenze tra la bulimia e l’anoressia.

Anoressia

Quando una donna è soffre di anoressia riduce drasticamente le porzioni di cibo: il controllo del peso è la chiave del disturbo. Chi ne soffre tende a mangiare davvero poco e a perdere molto peso, fino a raggiungere livelli di magrezza estremamente pericolosi, per la sopravvivenza stessa. Chi è anoressica, poi, tende ad avere una percezione distorta di sé, vedendosi sempre grassa e sovrappeso anche se la realtà dei fatti è ben diversa. L’ossessione, quando si è vittima di questo disturbo, è dimagrire ma anche avere il totale controllo del proprio corpo.

Bulimia

Quando, invece, si soffre di bulimia l’atteggiamento nei confronti del cibo è diverso. Di origine nervosa, la bulimia porta la persona che ne è colpita ad abbuffarsi di cibo in un breve lasso di tempo. Successivamente, poi, la persona bulimica si sente in colpa e quindi si provoca il vomito per “espellere” dal proprio corpo le calorie ingerite. Per questo, non è detto che chi soffre di anoressia sia magra e chi di bulimia sia grassa. Se è vero che nel primo caso, se non tempestivamente curata, l’anoressia porta a dimagrire eccessivamente, è altrettanto pacifico che con la bulimia non si sia per forza in sovrappeso.

Alcuni sintomi sono però comuni a entrambe le patologie: senso di inadeguatezza, depressione, ansia.

Testi a cura di: Paola Perria