11 cose che solo una persona affetta da disturbi alimentari può conoscere e raccontare

Leggere dei sintomi e delle cause dei disturbi alimentari è un conto, viverli è un altro. Sentire storie di amici e conoscenti che ne hanno sofferto è totalmente diverso dal viverlo sulla propria pelle, sulla propria carne, sulle proprie ossa.

Pubblicato da Gaia Magenis Mercoledì 14 marzo 2018

11 cose che solo una persona affetta da disturbi alimentari può conoscere e raccontare

I disturbi alimentari sono un mostro che continua a colpire giovani e meno giovani. Se ne legge continuamente, ma come è finirci dentro per anni e lottare ogni giorno contro un mostro più grande di te sempre pronto a bussare alla tua porta e a trascinarti giù? Ci sono cose che sono una persona affetta da disturbi alimentari può conoscere e raccontare. Io l’ho fatto.

Non esistono solo anoressia e bulimia

I disturbi del comportamento alimentare sono tantissimi e impari a conoscerli solo quando ci sei dentro.

Per capirne un po’ di più basta vedere la pagina Wikipedia dedicata al tema dove sono elencate alcune delle patologie principali: anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo da alimentazione incontrollata BED, obesità, picacismo e disturbo da ruminazione, disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo, disturbo da binge-eating, disturbo della nutrizione o dell’alimentazione con altra specificazione, disturbo della nutrizione o dell’alimentazione senza specificazione e ortoressia.

I disturbi alimentari non dipendono dalla voglia di apparire

Certo vedersi bene allo specchio è un plus, ma non partono da lì i disturbi alimentari. C’è qualcosa dentro che scatta, senza se e senza ma. C’è chi sfoga la rabbia con le urla, chi con i pianti e chi con il cibo. Accusare i media o le immagini che passano in tv non è la soluzione per sconfiggere queste malattie.

Non chiedermi di cosa soffro, non ne ho la risposta

E’ impossibile per una persona capire quale malattia ha preso possesso del suo corpo e nella sua mente. Evitate di insinuare, evitate di tracciare una diagnosi dai racconti di chi sta male. Ascoltateci, è di questo che abbiamo bisogno.

Da soli è impossibile farcela, ma tutto parte da lì

Ho pensato di poterne saltare fuori tante e tante volte, ma la malattia è molto più grande di quel che si pensa. L’aiuto psicologico e psichiatrico sono il primo passo per ritrovare la forza e l’amore verso se stessi.

Le scorciatoie non funzionano. Mai.

L’obesità non si combatte con gli interventi di riduzione gastrica: li fregherai in men che non si dica. Non mangerai cibi solidi, ma liquidi e ipercalorici. Continuerai a introdurre cibi senza ritegno e non ti fermerai davanti ai dolori lancinanti. Devi prima guarire di testa per poi star bene con il fisico.

Anoressia non vuol dire essere magri

Non tutte le persone magre sono anoressiche, non tutte le persone grasse sono bulimiche. Spesso, molto spesso, anche le persone obese o in grave sovrappeso possono soffrire di anoressia. In preda al panico e alla lancetta della bilancia che non smette di salire, inizieranno a rifiutare il cibo e a pesarsi in modo compulsivo. Quello è il primo passo verso l’anoressia.

Sconfiggere i disturbi alimentari è quasi impossibile

Per molti, questa affermazione, potrebbe sembrare un modo per giustificare una mia mancata voglia di combattere. Ma non è così, è solo una presa di coscienza. Sarai prima bulimica, passerai poi per l’anoressia senza mangiare e i finirai per conoscere i binge-eating dove assumerai cibo senza alcun controllo. Alla fine quando, penserai di esserne uscita, inizierai a controllare ciò che mangi e a fare attenzione alle calorie fino a diventarne ossessionata. Non sono guarita, ma ci sto provando.

Guarire dai disturbi alimentari costa

Non parliamo di fatica mentale, ma di soldi. Non tutte le persone possono permettersi terapie lunghe anni, a volte decenni, per sconfiggere o combattere i disturbi alimentari. Psicologi, psicoterapeuti, nutrizionisti ed eventuali cure farmacologiche sono a spesa, a volte, troppo grande da sostenere.

Parlare è il primo passo verso la serenità

Non ho mai nascosto la mia malattia, non ho mai fatto finta di stare bene. Anzi, l’ho sempre urlato a gran voce. Ho raccontato di come sono arrivata a rischiare la morte per il mio peso. Ho raccontato di come ho fallito più e più volte, ma anche di quando ho vinto perdendo decine e decine di kg. Ho fatto conoscere la mia storia a chi era caduto negli stessi disturbi per fargli capire che non si è mai soli.

Chiedere e ottenere aiuto è possibile

Le associazioni italiane sono diverse e, oggi, è ancor più facile trovare qualcuno che possa aiutarvi a sconfiggere quel mostro. ABA, AIDAP, FIDA, ERIKA e non solo: contattateli, fatevi conoscere e cercate di ritrovare il sorriso. Parte tutto da lì.

Avete bisogno di una spinta

La vostra forza è tutto, ma trovare una piccola spinta vi può aiutare a sconfiggere la malattia giorno per giorno. Che sia un nuovo amore o un nuovo lavoro, una nuova casa o la voglia di riprendere le redini della vostra vita in mano: cercate una spinta e tutto sarà più facile.