Parkinson
Il virus dell’influenza fattore scatenante di Parkinson e Alzheimer?

E’ davvero così innocua l’influenza stagionale, salvo complicanze per le persone già a rischio? Tutti noi tendiamo a non dare troppa importanza ai malanni stagionali, e del resto è anche normale così, si tratta di malattie che come arrivano (facendoci penare un po’ per qualche giorno), passano senza grossi strascichi. Per lo meno, così pensiamo. Ma se, invece, i virus delle comuni influenze stagionali o dei raffreddori fossero tra quei temibili fattori scatenanti di patologie a carico del sistema nervoso centrale, come il morbo di Parkinson e la malattia di Alzheimer?
Leggi l'articoloDal tai chi un aiuto contro il Parkinson, dà una mano a ritrovare l’equilibrio

Alle persone anziane che soffrono di Parkinson, specialmente al primo stadio o in forme non particolarmente gravi, i medici consigliano sempre di fare attività fisica regolare, per lo meno, di sforzarsi di farla. E’ molto importante, infatti, contrastare il progressivo irrigidimento di muscoli e articolazioni provocato dal morbo, mantenendosi in esercizio. Ma non tutta la ginnastica può andare bene allo stesso modo. Esistono esercizi specifici che vengono insegnati nei centri di riabilitazione, e a questi potrebbe presto aggiungersi il tai chi,una disciplina orientale dei cui benefici stiamo cominciando ad accorgerci anche noi occidentali.
Leggi l'articoloIl morbo di Parkinson si previene anche con la dieta mediterranea

Prevenire malattie degenerative come il morbo di Parkinson si può, anche grazie all’alimentazione. Ad esempio, uno studio giapponese ci rivela che la dieta mediterranea (quella “vera”, patrimonio dell’Unesco), è in assoluto la migliore proprio per aiutarci a non sviluppare questa patologia del sistema nervoso centrale, eliminando, quindi, uno dei fattori scatenanti principali. E’ noto, infatti, che per ammalarsi di Parkinson bisogna che si verifichino alcune condizioni, innanzi tutto, che esista una predisposizione genetica, e in secondo luogo, che fattori ambientali scatenanti permettano di innescare il processo degenerativo.
Leggi l'articoloE se la nicotina aiutasse la memoria?

Pare proprio di sì: la nicotina sembra aumentare la capacità mnemonica definita di “working memory”, cioè quella in grado di archiviare delle informazioni ricevute durante un’azione per poi poterle riutilizzare. Il tutto ipotizza la possibilità di utilizzare questa sostanza per combattere i deficit di memoria e le difficoltà motorie legate al Parkinson. A queste conclusioni è giunta una ricerca scientifica realizzata dall’Ibfm-Cnr e dall’Università di Milano Bicocca. Ma attenzione, non è tutto oro quello che luccica e la nicotina non va necessariamente assunta con le sigarette!
Leggi l'articoloTra i fattori scatenanti del Parkinson c’è anche la trielina, un comune solvente chimico

Importante scoperta a proposito delle cause scatenanti del Parkinson: secondo quanto rilevato da uno studio incrociato condotto negli Stati Uniti, Canada, Argentina e Germania, tra i fattori che determinano l’insorgenza della malattia o che ne accelerano la comparsa ci sarebbero solventi chimici molto comuni, come la trielina. La ricerca è stata condotta su 99 coppie di gemelli e ha evidenziato come proprio una costante esposizione alla TCE – tricloroetilene, comunemente nota come trielina – magari sul posto di lavoro, generi un un rischio di 6 volte superiore alla norma di ammalarsi di Parkinson.
Leggi l'articoloStudio giapponese rivela: chi si ammala di Parkinson non sa mentire

Una delle caratteristiche dei malati di Parkinson è la incapacità di mentire, qualità indubbiamente degna di rispetto, ma che in questo specifico caso è priva di merito, nel senso che non è determinata da una volontà individuale di sincerità e onestà. Ricercatori giapponesi dell’Università di Tohoku, infatti, sono riusciti a dimostrare scientificamente come tutti i pazienti affetti da morbo di Parkinson siano incapaci di dire bugie, e questo per una “mancanza” metabolica del loro cervello.
Leggi l'articoloFacciamo il punto sul morbo di Parkinson. Origine, sintomi principali e cure

Il morbo di Parkinson è una malattia degenerativa che generalmente insorge intorno ai 60 anni (ma che può comparire anche molti anni prima) e che interessa il sistema nervoso centrale manifestando sintomi piuttosto caratteristici e progressivi. Tuttavia, su questa patologia c’è ancora parecchia disinformazione. Vediamo di farne il punto, in modo semplice e aggiornato, grazie al professor Gianni Pezzoli del Centro Parkinson degli Istituti Clinici di Perfezionamento (Milano), uno dei massimi specialisti italiani. In una recente intervista, il professore ha spiegato i punti fondamentali per capire la malattia, a cominciare dalle cause.
Leggi l'articoloNato il primo cucciolo transgenico, servirà per testare nuove cure contro Parkinson e Alzheimer

Tegon è un cucciolo di beagle molto speciale, è transgenico, venuto al mondo grazie a sofisticate tecniche di clonazione. Il suo arrivo è stato salutato con vivo entusiasmo nel laboratorio sudcoreano dove è stato “progettato”, perché si spera che le sue peculiarità renderanno questo cagnolino, apparentemente identico a tutti gli altri, molto utile nella ricerca medica contro malattie degenerative quali il morbo di Parkinson e l’Alzheimer. Il piccolo Tegon brilla di una straordinaria luce verde smeraldo se posto sotto i raggi ultravioletti dopo la somministrazione di un antibiotico a base di doxiciclina.
Leggi l'articoloDall’erboristeria arriva un rimedio naturale contro il morbo di Parkinson

Le proprietà curative delle piante sono davvero infinite: contro il Parkinson potrebbe rivelarsi efficace un rimedio naturale proveniente dalla Medicina Tradizionale Cinese e dai suoi ritrovati erboristici. Si chiama Gouteng, infatti, la pianta le cui virtù terapeutiche potrebbero essere utilizzate proprio nella lotta contro questa malattia degenerativa che colpisce il sistema nervoso centrale. Questo rimedio fitoterapico in Cina viene da secoli utilizzato contro la pressione alta, ma i ricercatori della Hong Kong Baptist University sono riusciti a scoprire che le proprietà dell’estratto di Gouteng sono buone anche contro la ben più temibile malattia di Parkinson.
Leggi l'articoloA provocare il morbo di Parkinson potrebbe essere una mutazione genetica

Il morbo di Parkinson provocato da una mutazione genetica? Secondo quanto scoperto dai ricercatori dell’Università canadese della British Columbia, all’interno di una collaborazione internazionale che ha visto coinvolti anche USA, Asia, GB, Europa e Medio Oriente, sarebbe proprio questo il meccanismo alla base della malattia degenerativa che colpisce il sistema nervoso centrale. La mutazione in questione, identificata con la sigla VPS35, è stata individuata dagli scienziati grazie ad una ricerca operata sul DNA di un’intera famiglia svizzera particolarmente predisposta alla malattia, dato che ben 11 suoi componenti l’avevano sviluppata.
Leggi l'articoloIl caldo mette a rischio gli anziani, ecco perché

Il caldo afoso di questi giorni mette particolarmente a rischio le persone anziane. Questo accade perché il sistema di termoregolazione, fisiologico, che attraverso la sudorazione mantiene adeguata la temperatura del corpo senza provocare danni agli organi interni, dopo i 65-75 anni non funziona più alla perfezione (nei bambini invece non è ancora adeguatamente sviluppato). Ma la causa principale del rischio, come si legge in un opuscolo del Ministero della Salute al riguardo, va cercata nella presenza di varie malattie croniche che già indeboliscono l’organismo, oltre che all’utilizzo dei farmaci per tenere queste sotto controllo.
Leggi l'articoloParkinson, nuove scoperte sulle cause genetiche

Una nuova ricerca scientifica appena pubblicata su Nature Genetics ha individuato due alterazioni genetiche che aumentano il rischio di contrarre la PSP (Paralisi Sopranucleare Progressiva), una forma molto grave seppur rara di parkinsonismo. Il lavoro scientifico ha coinvolto 28 Paesi in tutto il mondo ed ha visto l’analisi dei profili genetici di circa 2000 pazienti.
Leggi l'articoloLe cause della salivazione eccessiva e i rimedi per curarla

La salivazione eccessiva può apportare un estremo disagio sociale anche perché può provocare anche difficoltà nel linguaggio. Essenzialmente però le motivazioni di una salivazione eccessiva vanno indagate per escludere alcune patologie che possono esserne alla base. Solitamente i disturbi legati ad una salivazione eccessiva sono riconducibili a scialorrea o a ptialismo, ovvero ipersalivazione. Nel primo caso si è in presenza di una difficoltà di deglutizione (dovuta a varie cause) che non permettono di ingoiare la saliva: la malattia di Parkinson , o l’acalasia ad esempio. Con l’ipersalivazione invece si assiste ad una produzione aumento abnorme di saliva, fisiologica, dovuta ad alcune patologie o stati emotivi o comunque condizioni passeggere. I due termini scientifici tendono comunque ad essere utilizzati come sinonimi.
Leggi l'articoloMorbo di Parkinson: la causa è l’Helicobacter Pylori?

Il Morbo di Parkinson potrebbe essere causato dall’Helicobacter Pylori, ovvero il famoso batterio che solitamente colonizza lo stomaco provocando bruciore, gastrite, reflusso gastroesofageo, fino a ulcere e tumore. A collegare le diverse patologie una ricerca scientifica appena presentata durante il congresso della Società Americana di Microbiologia in corso a New Orleans. Alcuni ricercatori dell’Università Statale della Louisiana Health Sciences Center, hanno individuato su dei topolini di laboratorio l’insorgenza dei sintomi del Parkinson dopo 3-5 mesi dall’infezione con un particolare tipo di Helicobacter Pilory.
Leggi l'articoloParkinson: con la musicoterapia i pazienti riprendono a camminare

Parliamo di Parkinson e di terapie mirate al rallentamento dei sintomi, soprattutto per quanto riguarda i problemi di deambulazione e la rigidità muscolare. Secondo quanto scoperto e sperimentato dai ricercatori dell’Università di Munster, la musicoterapia sarebbe davvero molto efficace come stimolo per far muovere e camminare i pazienti colpiti dal morbo. In pratica, il segreto starebbe nel ritmo, che agisce a livello neurologico come riflesso condizionato, permettendo a persone colpite da improvvisi irrigidimenti, che quindi tendono ad immobilizzarsi, a riprendere la propria mobilità.
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