Memoria
Tecniche di memorizzazione: quali sono e come funzionano

Le memoria, un tasto dolente per molti, che, grazie alle tecniche di memorizzazione giuste, potrebbe diventare un vero punto di forza. Basta imparare qualche trucco ad hoc, adattarlo alla situazione o, meglio, alle informazioni da fissare nella memoria, e il gioco è fatto. Nessun ricordo rischierà di scomparire nel nulla troppo facilmente. Ecco quali sono le tecniche di memorizzazione più famose e come funzionano.
Leggi l'articoloEsami di maturità 2012, la dieta giusta per potenziare la memoria

Conto alla rovescia per l’inizio degli esami di maturità 2012, un momento cruciale nella vita di tanti ragazzi e ragazze, che va affrontato con il giusto impegno ma anche senza lasciarsi travolgere dall’ansia. Una performance brillante, infatti, non può essere che il risultato di una preparazione a cui si sia giunti attraverso un percorso di studio costante e motivato, non certo grazie a frettolose full immersion nei libri dell’ultimo minuto, che oltre a risultare fallimentari nella maggior parte dei casi, sono anche fonte di grande stress. Tuttavia, al di là dello studio e della reale conoscenza degli argomenti, che diamo per pacifica, ci sono altri “trucchi” che possono aiutare i maturandi a rendere al massimo durante gli esami.
Leggi l'articoloCome superare lo stress degli esami di maturità

Gli esami di maturità 2012 sono alle porte e già da tempo le notti si sono fatte insonni. Di fatto si tratta della prima grande prova con se stessi, c’è ansia per il futuro a lungo termine, anche se ciò che preoccupa maggiormente sono le settimane a venire: quali scelte per l’università? Saranno determinanti per il proseguo della vita. E le amicizie? Rimarranno o si perderanno? L’esame di maturità è la vera linea di confine, tra l’adolescenza e la vita da adulti. E’ chiaro che già di per se stesso porta uno stato di agitazione emotiva complesso, aggravato dalla paura di un esame impegnativo, per il quale, magari, non si è studiato abbastanza (o semplicemente non si crede di essere preparati). Lo stress e la stanchezza per l’anno scolastico che si sta concludendo sono al massimo, come superarli?
Leggi l'articoloMemoria a rischio senza gli acidi grassi Omega3

La memoria degli esseri umani è un meccanismo meraviglioso, che però tende ad incepparsi, o comunque a perde colpi, a causa dell’età. Piccole predite di memoria, ricordi che faticano ad affiorare, parole che non vengono alla mente, possono indicare solo stress, stanchezza, ma se si tratta di episodi frequenti, allora potrebbero essere una prima spia di una tendenza alla degenerazione cerebrale, persino sintomi precoci di demenza senile e Alzheimer.
Leggi l'articoloA causa di una rara sindrome una ragazza inglese può ricordare solo le ultime 24 ore

Si chiama Sindrome di Susac, ed è una malattia talmente rara che nel mondo si contano appena 250 persone che ne siano affette. Una di queste è una ragazza inglese, Jess Lydon, che vive a Walsagrave (contea di West Midlands) e che di tutti i 19 anni della sua vita, ricorda solo le ultime 24 ore. La patologia che l’ha colpita, infatti, tra le altre complicanze influisce proprio sulla memoria a lungo e medio termine, cancellandola e lasciando solo quella a breve termine che include, appunto giusto i ricordi delle ore più vicine a noi.
Leggi l'articoloMemoria a rischio con una dieta di oltre 2mila calorie giornaliere

Se volete mantenere sveglia la vostra mente e di ferro la vostra memoria fino a tarda età, allora dovete partire dall’alimentazione, innanzi tutto usando le… forbici. Darci un taglio con le calorie, infatti, aiuta a contrastare il lieve declino cognitivo tipico dell’età anziana, ovvero che si manifesta attorno ai 70 anni con vuoti di memoria e minor elasticità mentale. Nello specifico, non si dovrebbero mai superare le 2mila calorie giornaliere, indipendentemente dal sesso e dallo stile di vita seguito.
Leggi l'articoloUn ictus incipiente può essere preceduto da improvvisi vuoti di memoria

Improvvisi vuoti di memoria potrebbero essere una spia di ictus in arrivo. Senza allarmismi, vediamo di approfondire questa notizia che ci giunge dagli USA. Secondo quanto emerso nel corso di uno studio condotto dai ricercatori della Harvard School of Public Health dell’Università di Boston e presentato durante l’American Stroke Association International Stroke Conference 2012 di New Orleans, la maggior parte delle persone colpite da ictus letale, nel periodo precedente all’attacco (si parla anche di anni prima) era stata vittima di improvvisi e ripetuti episodi di vuoti di memoria.
Leggi l'articoloUn paese su misura per i malati di Alzheimer sta sorgendo in Svizzera

Un villaggio costruito su misura per i malati di Alzheimer o di demenza senile, con tante piccole abitazioni progettate per rendere loro la vita più facile, e naturalmente che abbia il suo cuore pulsante non nella chiesa o nella piazza cittadina, ma in una struttura ospedaliera altamente specializzata. Non è un sogno (o un incubo, a seconda delle interpretazioni), ma una quasi realtà. Accade in Svizzera, dove un progetto nato in Olanda e poi materialmente migrato nella piccola nazione alpina, sta già sorgendo e presto ospiterà i primi “fortunati” pazienti.
Leggi l'articoloE se la nicotina aiutasse la memoria?

Pare proprio di sì: la nicotina sembra aumentare la capacità mnemonica definita di “working memory”, cioè quella in grado di archiviare delle informazioni ricevute durante un’azione per poi poterle riutilizzare. Il tutto ipotizza la possibilità di utilizzare questa sostanza per combattere i deficit di memoria e le difficoltà motorie legate al Parkinson. A queste conclusioni è giunta una ricerca scientifica realizzata dall’Ibfm-Cnr e dall’Università di Milano Bicocca. Ma attenzione, non è tutto oro quello che luccica e la nicotina non va necessariamente assunta con le sigarette!
Leggi l'articoloIl declino cognitivo del cervello comincia già a 45 anni, ma si può prevenire

Ahinoi, il nostro cervello comincia a declinare a 45 anni, e le nostre abilità cognitive, così come la nostra memoria, perdono colpi ben prima dei canonici 60 anni considerati come la soglia d’inizio della fase “down“. Secondo quanto scoperto da un team di ricercatori americani, inglesi e francesi guidati dalla dott.ssa Archana Sing-Manoux dell’University College di Londra, grazie da uno studio pubblicato sul British Medical Journal, proprio i 45 sono gli anni critici del cervello umano, quanti bastano per segnare il passo e cominciare la fase del declino e i primi vuoti di memoria.
Leggi l'articoloPer potenziare la memoria si deve fare sport

Le persone giovani devono fare sport, anche per rinforzare la memoria. Che l’attività fisica praticata in modo regolare faccia bene alla salute è davvero una verità che conosciamo da sempre, da quando il proverbio latino mens sana in corpore sano fu tramandato ai posteri come perla di assoluta saggezza. Ma già gli antichi greci avevano scoperto l’importanza della ginnastica come mezzo per ottenere il massimo dall’organismo umano e mantenerlo in forma e soprattutto sano. Quindi, obiettivamente, non stiamo scoprendo nulla di nuovo, semmai stiamo riuscendo a dimostrare scientificamente la validità delle intuizioni dei nostri antenati. Prendiamo, per l’appunto, il discorso legato alla memoria.
Leggi l'articoloScarpe col Gps per i malati di Alzheimer, un aiuto per non perdere l’orientamento

Contro l’Alzheimer e i suoi devastanti effetti sulla memoria umana, arriva in aiuto la tecnologia. A vederle, sono delle scarpe sportive, delle sneackers perfettamente uguali alle altre, ma nascondono al loro interno un software Gps che permette, a chi le indossa, di non perdersi mai. Un piccolo chip che segnali ai familiari dell’anziano affetto dalla malattia di Alzheimer, quando si stia allontanando dal proprio ideale “recinto” di protezione (diciamo il quartiere, ad esempio) e rischi pericolosamente di perdere l’orientamento.
Leggi l'articoloAttenzione all’ipocondria: se ti credi malato, potresti sviluppare forme di demenza

… e il malato “immaginario”, si ammalò davvero… di demenza senile! Ebbene sì, non è uno scherzo, ma quanto dimostrato da uno studio francese condotto dai ricercatori dell’Università di Bordeaux 2 su un campione di 8169 persone – sia uomini che donne – di circa 65 anni. Seguiti per sette anni, i pazienti monitorati sono stati intervistati, tramite apposito questionario, su quale ritenevano essere la loro condizione generale di salute. Alla fine della sperimentazione, gli studiosi francesi, guidati dal dott. Christophe Tzourio, hanno rilevato che delle persone sotto osservazione, 618 avevano sviluppato forme di demenza, e che di queste, la percentuale maggiore era proprio tra chi aveva in precedenza giudicato “scarsa” e “debole” la propria salute.
Leggi l'articoloPiccoli black out di memoria possono indicare una predisposizione all’Alzheimer

Importante scoperta a proposito della diagnosi precoce dell’Alzheimer. Ha a che vedere con la memoria a breve termine, che è quella facoltà del nostro cervello che sovrintende ai ricordi “volatili”, quelli che verosimilmente non si fisseranno in maniera permanente ma che semplicemente ci permettono di vivere il quotidiano, consapevoli di cosa stiamo facendo al presente, o che faremo tra 1 minuto, o che abbiamo fatto 10 minuti fa. Nella vita di tutti i giorni, ricordare precisamente tutto è quasi impossibile, anche perché spesso abbiamo la mente talmente occupata da informazioni, domande, programmi da eseguire e preoccupazioni che, ogni tanto, andiamo in tilt.
Leggi l'articoloStoria di Naomi, la donna che in una notte ha perso la memoria dei suoi ultimi 19 anni!

Quel che è capitato a Naomi Jacobs ha dell’incredibile: ha perso la memoria dei suoi ultimi 19 anni di vita – la giovane ne ha ora 34 – nel giro di una notte! Semplicemente un bel mattino si è svegliata, convinta di dover andare a scuola, certa di avere 15 anni, di essersi addormentata pensando al ragazzo che le faceva battere il cuore, e sicura di svegliarsi con il profumo della colazione preparata dalla mamma, come tutti i giorni. Una storia che sembra uscita dritta dritta da qualche film di fanta-medicina, appassionante proprio in quanto inverosimile.
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