Dieta a zona

Tutto quello che c’è da sapere sulla dieta a zona. Quali alimenti consumare e quali esercizi fare per una corretta dieta a zona per dimagrire in maniera sana senza eccessi.

La dieta dimagrante che aiuta a non riprendere i chili persi

dieta dimagrante

Ci siamo, tutti pronti per partire per le vacanze: la dieta dimagrante ha funzionato, ma ora c’è il rischio nel relax quotidiano di riprendere i chili persi. Come fare per evitare questo spiacevole effetto collaterale? Fare tanta attività motoria e limitare le quantità dei cibi: parliamo di eccessi però, perché come spesso ricordiamo, quella che conta più della quantità, è la qualità di ciò che mangiamo. Ed allora su quali cibi concentrarsi per non riprendere i chili persi con tanta fatica? Fibre e proteine.

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E se la dieta a zona fosse a colori?

dieta a zona carboidrati a colori

La dieta a zona a colori? Non è una nuova versione, ma solo un modo diverso per scegliere i carboidrati migliori. Vi abbiamo già parlato di quali alimenti sono considerati “buoni” o “cattivi” nel regime dietetico ideato da Barry Sears, ed ecco ora un piccolo trucco per individuare i carboidrati giusti, al volo, in base al colore. Lo spunto l’ho trovato in un’intervista che lo stesso Sears ha rilasciato qualche tempo fa al settimanale L’Espresso. Di base, sappiamo che il colore dei frutti e della verdura corrisponde alla presenza di polifenoli, naturali antiossidanti fondamentali per il benessere dell’organismo sotto ogni punto di vista. Proprietà riconosciute anche dalla dieta a zona.

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Come scegliere gli alimenti nella dieta a zona: ecco la lista dei “buoni” e dei “cattivi”

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La dieta a zona ha regole ben precise ed anche abbastanza semplici, una volta che si sono capiti i fondamenti basilari. Tra questi l’apporto calorico che deve essere assunto in base al principio 40 30 30, in cui il 40 riguarda le calorie aventi origine da carboidrati, 30 da proteine e 30 da grassi. Come ben sappiamo però non tutti i cibi sono eguali, pensiamo solo alle grandi diffferenze per ciò che riguarda le proteine di origine animale e quelle di origine vegetale. Come fare allora per scegliere giusto? Barry Sears ha stilato una lista ben precisa di alimenti “buoni” e “cattivi” o meglio di quelli favorevoli e sfavorevoli al raggiungimento della zona, cioè del giusto equilibrio ormonale! Ecco quali.

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Non tutti i nutrizionisti amano e consigliano la Dieta a Zona, ecco perché

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Non tutti i nutrizionisti amano e consigliano la dieta a zona, anzi, la maggior parte dei professionisti del settore tende a criticare profondamente i principi nutrizionali che ne sono alla base. Essenzialmente si nega la validità delle tesi del biochimico Barry Sears perché non esiterebbero ricerche scientifiche dirette, atte ad avvalorare le sue conclusioni. Inoltre, ed invece, l’American Heart Association criticando tutti i regimi alimentari basati sulle proteine, ha sottolineato come la dieta a zona non solo avesse questo limite (di essere ipocalorica ed iperproteica), ma incautamente fosse responsabile anche dell’aumento dei grassi saturi animali, pericolosi.

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Sportiva o sedentaria? Ecco come calcolare il fabbisogno energetico nella Dieta a zona

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Torniamo anche oggi a parlarvi della dieta a zona, il regime alimentare ideato da Barry Sears più di 20 anni fa per gli sportivi. Dopo tanto tempo tale dieta continua ad avere successo, ma rimane comunque legata alla necessità di una sana e costante attività motoria, anzi, questo aspetto rientra tra i principi essenziali della dieta a zona. Non solo. La scelta dei nutrienti da assumere ogni giorno, varia da individuo ad individuo e si basa sul calcolo del fabbisogno alimentare della singola persona a partire dal computo delle proteine quotidiane necessarie. Ma come si fa a calcolare ciò?

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Quali sono le regole di base della dieta a zona?

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Torniamo a parlare di dieta a zona, il regime alimentare ideato negli anni ottanta dal biochimico Barry Sears, fondamentale per perdere peso ed acquistare in salute. La prima regola da conoscere, la più importante è quella insita nel nome stesso: zona. Perché? Cosa si intende con questo termine? “Zona” in ambito farmacologico indica la quantità di un principio attivo necessario ad una determinata azione terapeutica. Sears ritiene che il cibo sia un farmaco, o meglio una “droga” per dirla in medichese: nella giusta dose aiuta a guarire, mentre in dosi minime non serve o eccessive è pericolosa.

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La dieta a zona, in caso di ipotiroidismo è utile per perdere peso

dieta zona ipotiroidismo

La dieta a zona può essere utile per perdere peso in caso di ipotiroidismo, ma come e perché? Sappiamo che l’ipotiroidismo, caratterizzato da bassi livelli di ormone tiroideo, causa un rallentamento del metabolismo, e questo fa oggettivamente ingrassare. E’ un disturbo che può colpire in varie forme a tutte le età, anche se c’è una predominanza tra le donne con più di 50 anni. Secondo Barry Sears, biochimico ed ideatore della dieta a zona alti valori di insulina nel sangue (iperinsulinemia) alterano l’equilibrio ormonale, diminuendo i livelli di ormone tiroideo e contribuendo all’ipotiroidismo.

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A cosa servono i blocchi nella Dieta a Zona?

dieta a zona blocchi

Ormai lo sappiamo, in caso di dieta a zona è fondamentale assumere i giusti nutrienti. Per essere precisi questo regime alimentare suggerisce le seguenti quantità per ogni pasto: 40 % di carboidrati, 30% di proteine e 30 di grassi. Certo è che non si tratta di impresa semplice calcolare tali rapporti. Per questo motivo sono stati elaborati i cosiddetti “blocchi“. Ogni blocco (di circa 100 Kcalorie) rappresenta un insieme di tre mini-blocchi dalle giuste quantità: 7 g proteine, 9 carboidrati e 3 grassi.

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Anche Jennifer Aniston segue la dieta a zona

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Anche la splendida Jennifer Aniston da anni si tiene in forma con la dieta a zona. Ed i risultati sono decisamente invidiabili. Lei è stata una delle prime persone famose a parlare pubblicamente dei suoi successi con questo tipo di regime alimentare. A tal punto da diventarne una sorta di testimonial per la gioia di Barry Sears ideatore della dieta a zona. Dopo di lei anche altre celebrità hanno approcciato al questo tipo di alimentazione. Parliamo di Sandra Bullock, Demi Moore, Sarah Jessica Parker e Jennifer Lopez. Tra gli uomini anche Bill Clinton!

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Con la dieta a zona si può anche rallentare il processo di invecchiamento, vediamo perché

Dieta a zona invecchiamento

La dieta a zona, quel regime alimentare, anzi, quella filosofia di vita “inventata” dal biochimico californiano Barry Sears, oltre a garantire una salutare perdita di peso, è anche utile per contrastare e ritardare gli effetti dell’invecchiamento. Vediamo meglio come. Innanzi tutto, dobbiamo specificare che per quanto naturale e inevitabile, il processo di invecchiamento negli esseri umani è legato a quattro fondamentali fattori tutto sommato regolabili: la produzione di radicali liberi, un eccesso di insulina nel sangue, la produzione di cortisolo (anche definito “ormone dello stress”), e i livelli glicemici troppo elevati.

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I benefici sulla salute della dieta a zona

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Anche in Italia si sta diffondendo sempre più la dieta a zona, quel regime alimentare inventato dall’americano Barry Sears, biochimico, negli anni Ottanta, per aiutare i suoi pazienti affetti da diabete e malattie cardiache, a recuperare benessere fisico grazie a nuove e più corrette abitudini alimentari, unite ad una sana attività fisica. Proprio questa è, probabilmente, la formula vincente della dieta a zona, che più che ad un calo di peso in termini di kg (che naturalmente costituisce la prima e massima aspirazione di chi comincia una dieta), mira ad un recupero generale del benessere psico-fisico e dell’energia vitale.

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Dieta a zona, l’importanza dell’esercizio fisico

dieta a zona ed esercizio fisico

La dieta a zona nasce negli anni novanta come regime alimentare studiato per alcuni atleti professionisti. Il suo successo nello stato di benessere psicofisico oltre che nella diminuzione di massa grassa a favore della massa magra, ne ha fatto una dieta di successo. Ma che non va considertata solo come mezzo per dimagrire. E’ infatti un vero e proprio stile di vita e come tale, lo sport, l’attività motoria ne è parte integrante (non solo il motore originale dunque). Perché e come? L’obiettivo della dieta a zona consiste nel tenere in equilibrio i livelli di alcuni ormoni, primo fra tutti l’insulina.

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Bambini in sovrappeso e dieta a zona, si può?

Bambini sovrappeso dieta zona

I bambini in sovrappeso o obesi possono seguire la dieta a zona per perdere i kg in più senza che la loro salute ne risenta? Secondo gli esperti di questo regime alimentare “inventato” dal biochimico Barry Sears, assolutamente sì. Con qualche accorgimento in più. Come forse saprete, la dieta a zona si prefigge il raggiungimento di un equilibrio ormonale, che permette di perdere peso e di mantenere poi quello acquisito, attraverso la giusta ripartizione degli alimenti nell’arco della giornata in combinazione con l’esercizio fisico costante.

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I principi essenziali della dieta a zona

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Per praticare la dieta a zona è importante capirne a priori alcuni principi di base. Prima di tutto occorre considerarla come un vero e proprio stile di vita volto al benessere generale: questo si può raggiungere tenendo presente alcuni punti fondamentali: la formula 40/30/30 che indica la percentuale di apporto calorico per tipologia di alimenti (rispettivamente carboidrati, grassi e proteine) a pasto; la composizione dei grassi; l’integrazione di olio di pesce ricco di Omega-3; l’attività fisica (sia anaerobica che aerobica); la dieta a zona non è eguale per tutti.

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Cos’è la dieta a zona?

dieta a zona piramide

La dieta a zona può essere definita come un regime alimentare, un obiettivo psicofisico da raggiungere, uno stato di benessere basato sull’equilibrio, una dieta dimagrante, uno stile di vita. Sì, tutto questo, secondo il biochimico Barry Sears che negli anni Novanta l’ha ideata e sviluppata. Tutto nasce da un concetto: il cibo è ciò che ci da energia, ma come un cattivo carburante può rovinare il motore di un veicolo, una cattiva alimentazione può provocare malattie e senso generale di malessere. Si altera anche l’umore.

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