Depressione

La depressione è un male pericoloso e silenzioso che si insinua nella nostra vita e che non si scaccia via tanto facilmente, quì troverete ricerche, consigli, studi in corso e i farmaci migliori per curarla.

Depressione stagionale, come superarla con i cibi del buon umore

Alimenti autunno buon umore

L’estate sta finendo (diceva una canzone) e la solita depressione stagionale tipica dell’autunno incombe. Siamo soprattutto noi donne le vittime predestinate di questo curioso fenomeno di sfasamento che si associa proprio al cambio di stagione. La chiamano meteoropatia, in realtà si tratta di un disturbo più complesso, legato ai cambiamenti climatici e alla riduzione progressiva delle ore di luce che influenzano il nostro bioritmo. Malinconia, senso di spossatezza e mancanza di energia fisica, umor nero… depressione, in poche parole. Transitoria, certo, non stiamo parlando di forme depressive gravi, ma comunque riuscire a prevenirla o alleviarne i sintomi sarebbe senza dubbio auspicabile. Noi vi suggeriamo un modo semplice per ritrovare il nostro naturale buon umore: puntando tutto sull’alimentazione.

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Depressione e ansia colpiscono le donne di tutto il pianeta

Depressione ansia donne

Ansia e depressione sono un male moderno ma assolutamente democratico: colpiscono in tutto il pianeta, incluse quelle zone del mondo che immaginiamo magicamente immuni da problemi della psiche. Evidentemente, anche luoghi da sogno, come la Polinesia o i Caraibi, non garantiscono una perfetta salute mentale nei loro abitanti, solo in virtù del fatto che offrono scenari meravigliosi. Del resto, lo stesso di potrebbe dire anche della nostra Italia, che quanto a bellezze naturali e artistiche certo non è da meno! Invece sempre più persone cadono in depressione, sono afflitte da turbe, fobie, ansie e attacchi di panico. E la maggior parte di loro, hainoi, sono donne.

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Depressione, gli psicofarmaci per combatterla la aggravano

Depressione psicofarmaci

La depressione è una malattia subdola che può colpire tutti, ma che statisticamente sembra prediligere la popolazione femminile. Che si manifesti come sindrome depressiva post partum, che tanto disagio e sofferenza psichica procura alle mamme, ripercuotendosi inevitabilmente sul rapporto con il bebè, o che si presenti in particolari momenti della vita, in cui si è più fragili e vulnerabili (come in seguito ad un lutto), questo male interiore può diventare un vero e proprio incubo. Per chi ne soffre, che non riesce più a trovare stimoli e piacere nel condurre la propria esistenza, e anche per chi, del malato, sia un congiunto o un amico.

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Depressione in gravidanza e post partum: prevenire è possibile

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La depressione post-partum è uno spettro che molte donne temono, in quanto può rovinare i momenti più belli in assoluto della maternità. Purtroppo, in tante l’hanno anche sperimentata e sono consapevoli che tali disturbi dell’umore non sono esclusivamente successivi alla nascita del bimbo, ma possono iniziare anche durante la stessa gravidanza. Per questo scientificamente si parla anche di depressione perinatale intendendo con questo termine un periodo di tempo che riguarda in generale l’epoca “intorno” alla quale nasce un bambino.

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Depressione, malattia sociale sempre più al femminile

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Un nuovo studio evidenzia quanto la depressione sia sempre di più una malattia tipicamente o maggiormente al femminile. L’analisi ha riguardato crca 54.000 cittadini europei, 7.000 in Italia, che hanno dichiarato di aver sofferto di uno stato di depressione almeno una volta nel corso dell’ultimo anno. I dati in percentuale assoluta sono sempre gli stessi, ma ciò che si evince maggiormente è lo status sociale di questa patologia.

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Depressione post partum, a soffrirne sono anche i papà

Depressione post partum padri

E’ ancora un fenomeno poco indagato, quello della depressione post partum che colpisce i padri, e tuttavia, è un problema che esiste in percentuali non insignificanti. A sollevare la questione sono stati i ricercatori dell’Università di New York (USA), grazie ad uno studio pubblicato sulla rivista Journal Maternal and Child Health. Si tratta di una ricerca che ha però preso l’avvio da uno studio precedente (il primo del genere su larga scala), condotto dal prof. Michael Weitzman, che aveva proprio rilevato gli effetti sui figli, di forme depressive che avessero colpito i padri.

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La depressione comincia durante l’adolescenza

Depressione adolescenza

La depressione che colpisce da adulti ha le sue radici nell’adolescenza, almeno in buona parte dei casi. A mettere in luce il collegamento sono stati i ricercatori dell’Università di Oxford (coordinati dal prof Mark Williams) e dell’Università di Bangor (coordinati da Ian Russel e Rebecca Crane), entrambe nel Regno Unito, grazie ad uno studio i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Journal of Affective Disorders. Per l’indagine sono stati coinvolti 275 soggetti colpiti da depressione clinica e ciclica, che quindi ha la caratteristica di ripresentarsi più volte nel tempo.

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Veronica Pivetti e la sua lotta contro la depressione: “Volevo morire”

Veronica Pivetti depressione

Veronica Pivetti è stata preda di una depressione terribile per ben sei anni della sua vita, “anni d’inferno”, come lei stessa li ha definiti. E’ per noi difficile associare l’immagine allegra e ironica di questa bravissima attrice e conduttrice con quella di una persona depressa, eppure è proprio così, anche lei ne è stata vittima, e ha deciso di raccontare la sua battaglia contro la voglia di annullarsi, di scomparire, in un libro dal titolo emblematico: “Ho smesso di piangere”. Ora Veronica può guardarsi indietro con più tranquillità, il peggio è passato ed è tempo di pensare ai nuovi progetti lavorativi, come la conduzione di “Per un pugno di libri” la domenica pomeriggio su Rai3, e le nuove fiction.

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Ansia e depressione in agguato se ci si guarda allo specchio troppo a lungo

Ansia specchio

Specchio delle nostre brame”… ma quanta ansia e quanto stress ci hai provocato e continui a provocarci? Decisamente troppo, e per di più proporzionale al tempo che ci passiamo di fronte, così, almeno, sentenzia uno studio inglese condotto dai ricercatori dell’Institute of Psychiatry di Londra e pubblicato sulla rivista Behavior Research and Therapy. Attraverso una sperimentazione condotta su due gruppi formati ciascuno da 25 persone, invitate a guardarsi allo specchio e a indicare le proprie reazioni emotive, gli scienziati hanno potuto osservare come la propria immagine riflessa crei disagio a lungo a andare, anche negli individui più equilibrati.

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Contro la pressione alta è utile il the nero

Te nero pressione alta

La pressione alta è un problema trasversale che affligge molte persone nel mondo, di tutte le età, tant’è vero che, proprio di recente, avevamo scoperto proprio come tanti 20-25enni ipertesi non hanno neppure idea di esserlo. In realtà, una pressione sanguigna troppo alta ha delle ripercussioni notevoli sul nostro organismo, e può arrivare a danneggiare il cuore se non vi si pone rimedio il prima possibile. Una dieta sana ed equilibrata, in cui si privilegino alimenti come la frutta e la verdura e si riducano drasticamente le dosi di sale e di grassi, è senza dubbio il primo passo e, a tal proposito, vi segnalo una news davvero utile.

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Depressione assicurata per chi lavora 11 o più ore al giorno, specialmente se donne

Depressione lavoro

Quante ore lavorate al giorno? Se sono 11 o di più, la depressione è in agguato per voi, e fareste bene a rallentare i ritmi prima che sia troppo tardi e il crollo vi faccia davvero male. Secondo quanto scoperto da un’indagine anglo-finlandese, condotta dal dottor Stephen Stansfeld della Queen Mary University of London e dalla collega Marianna Virtanen del Finnish Institute of Occupation Health di Helsinki, ad essere particolarmente a rischio sono i giovani e le donne che lavorano in ufficio almeno 55 ore alla settimana. La loro probabilità di cadere in depressione è ben oltre il doppio rispetto a chi segue un ritmo lavorativo meno frenetico, diciamo non più di 7-8 ore al giorno.

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Il litio per curare la depressione può causare problemi alla tiroide

Litio depressione tiroide

I Sali di litio sono una delle cure indicate contro la depressione causata dal disturbo bipolare, ma come molti farmaci di questo tipo, purtroppo ha anche degli effetti collaterali importanti sul fisico di chi li assume. Nello specifico, sarebbe la tiroide a risentirne maggiormente, secondo quanto emerso da un imponente studio condotto dai ricercatori del Dipartimento di Psichiatria dell’Università di Oxford, coordinati dal prof. John R. Geddes. Gli studiosi, per valutare i principali effetti collaterali delle cure a base di litio, hanno analizzati i dati relativi a 400 precedenti ricerche, e sono così giunti a concludere che il 25% dei pazienti trattati con questi farmaci risentono di disfunzioni tiroidee, contro l’1-3% generale.

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Tra le cause della depressione ci sono anche i social networks

Depressione Facebook

Oggi vi segnalo una notizia che mi ha incuriosito: pare che la depressione sia in aumento tra i giovani, a causa della sempre più massiccia frequentazione dei social networks. In buona sostanza, gli utenti di Facebook si rivelano molto più “infelici e scontenti” della propria vita, rispetto ai loro coetanei liberi dai condizionamenti di FB. Secondo uno studio condotto dai ricercatori Hui-Tzu Grace Chou e Nicholas Edge, docenti di sociologia presso la Utah Valley University, pubblicato sulla rivista Cyberpsyichology, Behavior and Social Networking, infatti, l’avere una rete di amicizie virtuali da frequentare assiduamente, lungi dal rendere l’esistenza più piena e soddisfacente, al contrario pare incidere in modo molto negativo sulla percezione della propria vita da parte dei ragazzi.

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Antidepressivi pericolosi in gravidanza

antidepressivi gravidanza pericolosi

Assumere farmaci antidepressivi in gravidanza può essere pericoloso per il bambino che si porta in grembo, così come per la maggior parte dei medicinali che vanno assunti solo su specifica indicazione dei medici curanti e dopo valutazione dei rischi rispetto ai benefici. La depressione durante la gravidanza è piuttosto comune, con tassi d’incidenza che variano dal 7 al 25% e si sta sviluppando una anomala tendenza all’utilizzo eccessivo di farmaci antidepressivi cosiddetti inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI) ovvero i comuni farmaci a base di sertralina, citalopram, paroxetina e fluoxetina, anche durante la gestazione.

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Curare la depressione con la stimolazione cerebrale

depressione stimolazione cerebrale

La depressione si può curare con un pacemaker nel cervello? Forse sì. La Stimolazione Cerebrale Profonda (Deep Brain Stimulation) è una tecnica neurochirurgica atta a stimolare, attraverso l’impianto intracranico di alcuni elettrodi, alcune zone del cervello. Si tratta di una metodica già consolidata e largamente utilizzata anche in Italia per curare la malattia di Parkinson ed alcune forme di epilessia farmaco-resistenti, mentre è abbastanza controverso il suo utilizzo in psichiatria, ovvero per curare proprio malattie come la depressione. Una nuova ricerca scientifica pone un punto a favore di questa metodica e per questa particolare patologia, purtroppo molto frequente nelle donne.

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