Concepimento
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Calcolo del periodo fertile, ecco come farlo

Come calcolare il proprio periodo fertile? Si tratta di un’informazione importante sia per chi sta cercando di avere un bambino, e sia per chi invece una gravidanza vuole evitarla: non a caso, il calcolo del periodo fertile è alla base dei metodi naturali di contraccezione. Ma vediamo insieme come fare questi calcoli e fino a che punto possono essere affidabili.
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Si diventa mamme tardi, rispetto al passato, in media a 34 anni, magari dopo aver aspettato per motivi personali, familiari o soprattutto professionali a cercare una gravidanza. Purtroppo però questa non sempre arriva e ci si accorge così di avere dei problemi di fertilità. La tristezza maggiore è poi scoprire che l’infertilità è conseguente a cause fortemente prevenibili, evitabili, come le malattie a trasmissione sessuale.
Leggi l'articoloMedicina tradizionale cinese e sport insieme per la fertilità femminile

La fertilità femminile, lo dicono le statistiche, non è più quella di una volta. Cercare una gravidanza, specialmente quando non si è più giovanissime, a volte per molte aspiranti mamme è una vera e propria fonte di stress e di frustrazione. Purtroppo dopo i 30 anni una donna, anche se anagraficamente e fisicamente è ancora molto giovane, vede drasticamente ridursi il numero dei proprio ovuli, e conseguentemente anche le probabilità di concepire un figlio.
Leggi l'articoloAutotrapianto ovarico: nata la prima bimba in Italia

Si chiama Aurora la prima bimba venuta al mondo grazie ad autotrapianto ovarico effettuato sulla madre, una giovane italiana di 29 anni. Si tratta, logicamente, di una notizia bellissima (come lo sono sempre le nuove nascite), ma particolarmente significativa per gli importanti risvolti medici che comporta. La madre aveva subito un trattamento di chemio all’età di 21 anni, in quanto affetta da una malattia genetica – la Beta Talassemia – per guarire dalla quale è stata sottoposta ad un trapianto di midollo osseo. Prima di questo intervento, però, si rendeva per l’appunto indispensabile un trattamento chemioterapico preventivo, che avrebbe reso verosimilmente sterile la ragazza. Ma entriamo meglio nei dettagli.
Leggi l'articoloResa sterile dalla chemioterapia, mette al mondo due gemelle

Una donna di 39 anni, resa sterile dalla chemioterapia, necessaria per curare un tumore al seno, è riuscita a coronare il suo sogno grazie alla fecondazione assistita. Già in altre occasioni abbiamo evidenziato come la chemioterapia, grazie alle moderne tecniche e tecnologie, non sia più incompatibile con la gravidanza e dunque questo non sarebbe un fatto così eccezionale, se non fosse per le caratteristiche del tumore al seno che aveva colpito la donna: si tratta del primo caso in Italia di maternità ottenuta grazie a stimolazione ovarica in una paziente che aveva superato un tumore ormono-dipendente.
Leggi l'articoloUomo partorisce…ma era una donna

Sembra uno sciogli lingua, ma è una realtà accaduta in Gran Bretagna. Un uomo di circa 30 anni si è recato in ospedale per partorire. Nessun evento miracoloso o anomalo, perché in realtà la persona in questione aveva cambiato sesso, ovvero, in origine era una donna che però, nel suo passaggio di genere aveva preferito mantenere l’utero. Cosa comprensibile se si pensa agli effetti sull’organismo di un’isterectomia, ovvero una menopausa precoce chirurgica.
Leggi l'articoloSusan Sarandon ha sofferto di endometriosi, e racconta come ha concepito sua figlia

L’endometriosi è una malattia ginecologica femminile molto diffusa e molto pesante da sopportare, sotto tutti i punti di vista. Per le donne che ne soffrono, in Italia si stima una ogni cinque, il calvario inizia spesso già durante l’adolescenza, con mestruazioni lunghe e dolorosissime, per finire con una fertilità in molti casi compromessa, che rende difficile se non impossibile il concepimento. Proprio per venire incontro al legittimo desiderio di maternità delle tante donne sofferenti di endometriosi, è nato a Roma il primo Centro di Procreazione assistita dedicato interamente a loro e alle loro specifiche problematiche.
Leggi l'articoloProcreazione assistita per donne affette da endometriosi, nasce a Roma il primo Centro

Apre a Roma il primo Centro per la procreazione assistita per donne con endometriosi. Si tratta di una struttura all’avanguardia, la prima al mondo esclusivamente dedicata alle specifiche problematiche delle aspiranti madri che siano afflitte da endometriosi, un disturbo molto più diffuso di quanto si pensi (solo in Italia se ne contano ben 3 milioni), che ha delle ripercussioni proprio sulla fertilità femminile. Entusiasta (e giustamente), il Presidente della Fondazione italiana Endometriosi Onlus Pietro Giulio Signorile, che spiega la genesi del Centro romano.
Leggi l'articoloL’obesità infantile si trasmette per via paterna

L’obesità infantile non è solo frutto di una alimentazione sbagliata – eccessivamente ricca di grassi e di zuccheri – e di una insufficiente attività fisica da parte dei bambini, ma anche un simpatico regalino che giunge per via ereditaria. A questo punto, naturalmente, la prima cosa che viene in mante è che la predisposizione del bimbo a mettere su un bel po’ di ciccia superflua dipenda dalla madre, specialmente se anche lei è tendente all’obesità e si è alimentata in modo sbilanciato durante la gravidanza. Tutto vero, le colpe alimentari delle mamme ricadono sui figli, ma non solo quelle.
Leggi l'articoloNo dell’ex Governo alla fecondazione assistita per i portatori di malattie genetiche

Le nuove linee guida delle Legge 40 in materia di fecondazione assistita, previste dall’ormai ex Governo Berlusconi, e per il cui via libera si attende solo l’ok del Consiglio superiore di Sanità, prevedono, tra le altre cose, che la pratica venga vietata ai portatori di malattie genetiche. Ci riferiamo a patologie come la talassemia, ad esempio, o la fibrosi cistica. Tuttavia, apertura alle pratiche di procreazione assistita sono previste per chi sia fertile ma portatore di gravi patologie infettive non genetiche come l’HIV, l’HBV (epatite B) e HCV (l’epatite C).
Leggi l'articoloScoperto interruttore della fertilità femminile

Scoperto l’interruttore che regola la fertilità femminile. E’ una notizia molto importante perché riguarda la possibilità di prevenire aborti spontanei, ma soprattutto di studiare una nuova terapia per l’infertilità. In cosa consiste questo interruttore? In una proteina chiamata SGK1 presente nella mucosa della cavità uterina. I ricercatori dell’Imperial College di Londra hanno esaminato o tessuti uterini provenienti da 106 donne in cura presso il loro istituto perché non riuscivano a portare a termine una gravidanza (abortività ricorrente) o a rimanere in stato interessante (“infertilità inspiegata” che colpisce circa 1 donna su 6).
Leggi l'articoloIncinta dopo un tumore al seno ed il congelamento degli ovuli

Un tumore al seno spaventa sempre le donne, ma quando sono molto giovani, in età fertile, il timore si fa più grande, perché si rischia l’infertilità conseguente alla chemioterapia. E’ un problema che riguarda dal 40 al 70% delle pazienti, ovvero, solo per il cancro al seno, di un numero che oscilla tra le 15.000 e le 26.000 giovani donne italiane. Numerose le tecniche attuali per preservare la fertilità ed oggi, una concreta nuova speranza. E’ quella che nasce dalla storia di una ragazza di 37 anni, la prima a rimanere incinta in Italia dopo la crioconservazione degli ovuli.
Leggi l'articoloIncinta dopo la sterilizzazione: l’ospedale manterrà il bambino

Ecco un caso che farà sicuramente discutere. Dopo il quinto figlio, una coppia di genitori friulani ha optato per la sterilizzazione della signora attraverso la legatura delle Tube di Falloppio, intervento avvenuto nell’immediato post parto, come di uso. Ma subito dopo la donna è rimasta nuovamente incinta e alla nascita del sesto bimbo i nuovi ginecologi hanno confermato ciò che la gravidanza aveva già reso evidente: la legatura delle tube non era stata fatta a regola d’arte! La coppia ha denunciato l’ospedale.
Leggi l'articoloLa maternità dopo un tumore al seno d’ora in poi sarà realtà

La maternità dopo un tumore al seno è possibile. Già in altre occasioni vi abbiamo illustrato come sia possibile arginare l’aggressività di alcune terapie anti cancro, preservando la fertilità: ad esempio con il prelievo di tessuto ovarico da conservare in un’apposita banca. Ora, una ricerca scientifica pubblicata sulla rivista di settore Jama e condotta da studiosi italiani, offre una nuova possibilità di approccio: sono state coinvolte 281 donne dal 2003 al 2008, reclutate in 16 centri aderenti al Gim (Gruppo Italiano Mammella).
Leggi l'articoloFertilità a rischio per le donne che bevono troppi caffè

Occhio ai troppi caffè se siete donne, la vostra fertilità potrebbe risentirne. E’ quanto avrebbero scoperto i ricercatori della School of Medicine dell’Università del Nevada, coordinati dal dott. Sean Ward, attraverso uno studio su modello animale. La caffeina, infatti, avrebbe un effetto negativo sulle tube di Falloppio, che hanno il compito di agevolare il transito degli ovuli fino all’utero durante l’ovulazione, inibendone l’attività muscolare. I risultati della sperimentazione sulle cavie, hanno dimostrato come l’assunzione di quantità considerevoli di caffeina abbia il potere di bloccare le cellule che rivestono le pareti delle tube di Falloppio, anche delle “peacemaker”.
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