Cervello
Obesità, la chirurgia dimezza la mortalità ma altera il senso del gusto

L’obesità è una delle grandi emergenze sanitarie del mondo industrializzato, un fenomeno in crescita che purtroppo interessa anche il nostro Paese. In Italia il problema è ormai trasversale, transgender (perché gli obesi sono sia uomini che donne) e trans generazionale. Bambini e adulti accomunati dallo stesso accumulo adiposo che non di rado interessa i membri di una stessa famiglia. Come si può combattere una condizione potenzialmente letale? Anche se non ci si pensa, specialmente in giovane età, bisogna tener presente che proprio l’obesità è una delle grandi cause di morte precoce, perché scombussola completamente l’organismo, lo intossica, lo rallenta, scompensa i suoi parametri vitali e lo affatica.
Leggi l'articoloGiornata nazionale per l’Epilessia: come contribuire alla ricerca

“Facciamo luce sull’epilessia“: è questo lo slogan della XI giornata nazionale per l’epilessia che si svolgerà domenica 6 maggio, prossimo. L’iniziativa intende promuovere come sempre la raccolta di fondi destinati alla ricerca scientifica e l’informazione sulla malattia: ci sono ancora molti, troppi punti oscuri al riguardo che occorre, per l’appunto illuminare. Simboliche e al contempo reali lampadine a consumo energetico diventano il mezzo per fare ciò: sabato 5 e domenica 6 maggio in numerose piazze italiane saranno distribuite dai volontari della LICE (Lega Italiana contro l’Epilessia) oltre 5.000 di queste lampadine e tante informazioni in cambio di un contributo economico.
Leggi l'articoloUomini imbranati con le donne a causa di un calo di prestazioni cognitive

A tutte le donne è capitato incontrare uomini imbranati, a volte in maniera assolutamente imbarazzante e fuori controllo. E ogni volta, per quanto signorili e comprensive si voglia essere, la prima cosa che viene da fare, istintivamente, è prenderci gioco del malcapitato. Magari senza malizia particolare, solo così, per godere di quel minimo di potere che si possiede solo per il semplice fatto di appartenere al sesso femminile. Dimenticatevi Bridget Jones, perché l’imbranataggine, quando si parla di rapporti uomo donna, è a quasi esclusivo appannaggio del genere maschile. E perché mai? Vi chiederete voi.
Leggi l'articoloAlzheimer, si celebra oggi la V Giornata Nazionale

Parliamo di Alzheimer, la terribile malattia che porta alla demenza, perché proprio oggi, 24 marzo 2012, se ne celebra la Giornata Nazionale. Troverete stand informativi in molte piazze d’Italia, un’occasione importante per fare il punto su una patologia che sta diventando sempre più diffusa, grazie anche al fatto che la popolazione ha maggiori aspettative di vita, e, perciò, rischia maggiormente di sviluppare malattie dell’invecchiamento. Pensate che solo nel nostro Paese, uno dei più “anziani” d’Europa, e del mondo, di Alzheimer si ammalano ogni anno 270mila persone, in media.
Leggi l'articoloTimidezza patologica, un problema di carattere o un deficit cerebrale? [FOTO]
Sociofobici di tutto il mondo, afflitti da timidezza patologica, è arrivato il momento di andare al nocciolo del vostro problema, e forse di risolverlo. Disturbo del carattere, turba psicologica, semplice caratteristica individuale, quale può essere l’origine della timidezza? Quella che fa arrossire come peperoni nei momenti meno opportuni, che crea imbarazzo e toglie (letteralmente), le parole di bocca. Quella che costringe a stare dietro le quinte, che non permette di esprimersi in pubblico con serenità, che fa sentire sempre sulle spine, a disagio, con la voglia matta di scappare a gambe levate davanti a qualunque prova, che fa sudare le mani e balbettare. Vediamo cosa hanno scoperto le ultime ricerche.
Guarda le foto e leggi l'articoloI 5 sensi sono collegati a livello cerebrale, potenziandone uno si rafforzano gli altri

I nostri 5 sensi – vista, udito, olfatto, tatto e gusto – sono tutti strettamente interconnessi a livello cerebrale, tanto è vero che spesso si influenzano a vicenda. Ma secondo quanto scoperto da uno studio condotto tra Usa e Canada, il collegamento è tale che stimolando e potenziando uno dei sensi, si finisce per ottenere lo stesso risultato con gli altri. Nello specifico, come dimostrato dai ricercatori del Neuro Montreal Neurological Institute and Hospital (Canada), con i colleghi americani della McGill University e del Monell Chemical Senses Center di Philadelphia, stimolando l’area cerebrale preposta alla vista, si migliora anche l’olfatto.
Leggi l'articoloL’arteterapia non funziona con chi soffre di schizofrenia

E’ certo che l’arte-terapia sia utile, ma non per chi soffre di schizofrenia e sindromi collegate. Per arte terapia si intende quella valenza attribuita alle attività creative come il disegno, la pittura, la scultura ecc, di dar sollievo alla mente afflitta da turbe psichiche o deficit intellettivi di varia natura. In pratica la possibilità di dare sfogo alla parte meno “razionale” del nostro cervello permetterebbe uno sblocco emozionale e cognitivo che sarebbe benefico in generale e renderebbe la persona più equilibrata, così come l’esposizione alla bellezza artistica avrebbe un effetto tonico e antidepressivo.
Leggi l'articoloLa marijuana manda il cervello in tilt

E’ considerata una droga “leggera”, ma la marijuana, in realtà, è pericolosa per la nostra salute, specie se consumata in modo regolare. Infatti i suoi principi attivi agiscono sul nostro cervello, mandandolo in tilt, specialmente alterando le normali funzioni che sovraintendono al controllo delle azioni. In pratica, a forza di fumare marijuana si finisce per perdere la gestione dei nostri comportamenti, che si automaticizzano diventando una sorta di meccanismo di ripetizione senza senso, come i gesti di un robot. Questo, almeno, è il risultato di uno studio condotto su modello animale dai ricercatori italiani del Dipartimento di Neuroscience and Brain Technologies dell’Istituto italiano di Tecnologia di Genova, guidato dalla dott.ssa Raffaella Tonini.
Leggi l'articoloTroppi sms impoveriscono il linguaggio, più utile leggere libri e riviste

Quanti sms inviate in un giorno? Fate caso al vostro linguaggio, più brevi messaggini di testo scrivete, leggete e mandate con il vostro telefono cellulare, più il vostro bagaglio linguistico tende ad impoverirsi e voi a diventare meno pronti a recepire nuove parole. Secondo quanto scoperto dalla ricercatrice presso l’Università di Calgary (Canada), Joan Lee grazie ad uno studio pubblicato sulla rivista Dissertations and Features, infatti, chi usa molto la funzione sms del proprio cellulare, è meno incline ad arricchire il proprio vocabolario rispetto a chi, invece, prediliga leggere libri, quotidiani o riviste.
Leggi l'articoloIl cervello viene “disturbato” dalle suonerie dei cellulari e la mente si inceppa

Malefiche suonerie dei cellulari, il nostro cervello risente talmente tanto dell’effetto “disturbante” delle melodie in stereofonia da rallentare le sue prestazioni. Se state lavorando, e volete mantenere lucida la vostra mente, allora sarebbe meglio impostare il vostro telefonino in modalità silenziosa, al limite con la funzione vibrazione. Infatti uno studio molto significativo condotto da ricercatori della Washington University di St Louis (USA), ha dimostrato in quale percentuale la suoneria del cellulare (non necessariamente del proprio) che si attivi improvvisamente diffondendo nell’etere una orecchiabile melodia sia in grado di compromettere una qualunque attività di tipo intellettuale.
Leggi l'articoloLe parole che si formano nella mente si possono registrare, anche se restano mute

I pensieri che formuliamo nella mente sotto forma di parole sono impulsi cerebrali del tutto uguali a quelli del linguaggio vero e proprio, e come tali possono essere registrati. In pratica, anche se restano mute, tutte le parole che si formano nel nostro cervello hanno pari dignità, perché nascono nello stesso modo, anche se nessuno le conoscerà mai perché resteranno confinate all’interno della nostra testa. Quanto volte abbiamo pensato, vedendo qualche persona con un’espressione facciale spia di un determinato e facilmente intuibile pensiero non espresso, quanto ci sarebbe stato bene un bel fumetto che uscisse fuori dalla sua bocca?
Leggi l'articoloScoperta un’area del cervello in cui si originano etica, senso religioso e moralità

I cosiddetti “valori non negoziabili” esistono, e sono dentro al nostro cervello. Etica, senso religioso, moralità, senso della giustizia… non sono parole vuote, e tantomeno si tratta (solo) di traguardi raggiunti dal progresso civile e dalla democrazia. In realtà, tutto ciò che pensiamo di considerare importante, anche sacro, valori, dogmi, convinzioni profonde, ha innanzi tutto un’origine biologica. Sì, avete capito bene, proprio come le emozioni, la paura, il dolore, la tendenza al suicidio (come scoperto da un altro recente studio).
Leggi l'articoloLa dipendenza da Internet esiste, e agisce proprio come una droga

Una dipendenza simile a quella da droghe e alcool, peccato che sia Internet a “provocarla”, ovverosia, il web, con le sue molteplici a ipnotiche attrattive. Esiste anche questa patologia, annoverata ormai tra le dipendenze, malattie del cervello che ben conosciamo nelle loro forme più “classiche”, ma che mai, fino ad ora, avevamo associato all’utilizzo dell’amato pc e alla navigazione nel mare magnum del web. Internauti come i cocainomani? Ebbene sì, non solo la frequentazione assidua e compulsiva del web provoca assuefazione, ma soprattutto agisce in modo determinante sulla struttura stessa del nostro cervello, alterandola.
Leggi l'articoloForti stress riducono le dimensioni del cervello

Subire forti stress ha un impatto tale sul nostro cervello da produrre delle modifiche strutturali, addirittura una riduzione della massa. Quando un essere umano passa attraverso eventi traumatici dal punto di vista emotivo e psicologico, tra cui si possono annoverare lutti, separazioni e divorzi, perdita del lavoro ecc, ma anche abusi e violenze di varia natura, l’area cerebrale che governa le emozioni subisce un contraccolpo, rimpicciolendosi in modo significativo.
Leggi l'articoloAttenzione ai videogiochi violenti, modificano l’attività cerebrale

I videogiochi violenti hanno sul nostro cervello un impatto tale da produrre delle variazioni sensibili nell’attività di alcune aree cerebrali, nello specifico, quelle relative alle emozioni. Insomma, giocare per molte ore con videogames che riproducono azioni violente avrebbe il “potere” di modificare l’attivazione di queste zone, provocando un’alterazione anche nei comportamenti o nelle reazioni emotive, con conseguenze sul carattere e sull’aggressività. Specialmente in età infantile e adolescenziale, quindi, sarebbe auspicabile far sì che l’accesso a questo tipo di attività ludiche interattive fosse limitato.
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