Wedding surgery, la beauty routine delle spose

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    Una volta la beauty routine delle spose erano manicure, parrucchiere e make up, oggi sono biorivitalizzazione cutanea, filler e botox. Complice anche l’età media degli sposi, salita in Italia a 34 anni per lo sposo e 31 per la sposa, e la possibilità di eseguire interventi mininvasivi si sta affermando anche da noi la nuova moda della wedding surgery, ovvero il ricorso alla medicina e chirurgia estetica per arrivare al top il giorno del grande sì. Tra i trattamenti più richiesti troviamo quelli che interessano l’area del volto, delle spalle e del décolleté, che di solito l’abito lascia scoperti. In particolare, le spose chiedono di cancellare lentiggini o efelidi, macchie solari e residui di acne. Mentre per le prime è molto efficace il laser Q-switched di ultima generazione, per gli inestetismi dovuti all’acne si ricorre alla luce pulsata con ottimi risultati.

    Molto richiesti sono poi i trattamenti per correggere le prime rughe del viso e la perdita di tono per i quali si impiegano peeling, filler di acido ialuronico e botox che distendono le rughe, “aprono lo sguardo” e regalano un aspetto fresco e rilassato. Stessi device, diverso obiettivo: i filler biocompatibili vengono utilizzati anche per riempire labbra e sollevare zigomi per armonizzare le proporzioni e correggere difetti morfologici che in foto risultano generalmente più evidenti.

    Ma cresce esponenzialmente anche la domanda di rinoplastica, blefaroplastica, liposuzione e mini-lifting e non solo per le spose: secondo dati recenti presentati all’ultimo Congresso di medicina estetica Agorà-Amiest, il numero di uomini insoddisfatti della propria immagine e che ricorrono al ritocchino è aumentato esponenzialmente: se nel 2012 erano il 13%, nel 2013 si è passati al 24%, e per lo più in vista del matrimonio chiedono di risollevare la palpebra, ridurre il doppiomento o infoltire una capigliatura che tende al diradamento.

    Attenzione alla programmazione però: se per laser e peeling bastano pochi giorni per un recupero al 100%, interventi più invasivi come quelli chirurgici vanno eseguiti almeno qualche mese prima e non solo per i tempi di recupero, che sono ovviamente più lunghi, ma anche per avere il tempo di abituarsi alla nuova immagine.