Visite da incubo dal ginecologo

Ecco alcuni esempi di viste ginecologiche davvero da incubo, di pessime esperienze raccontate da chi le ha vissute e non le ha più dimenticate.

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    Visite da incubo dal ginecologo. Otto pessime esperienze raccontate da altrettante donne che hanno avuto incontri poco piacevoli con lo specialista. Sia che si tratti di una prima visita un po’ imbarazzante, sia che si tratti di un colloquio un po’ troppo ricco di dettagli, la lista delle visite da incubo dal ginecologo è davvero più sorprendente del previsto.

    “Era la mia prima visita dal ginecologo. Avevo 17 anni e avevo da pochissimo un’attività sessuale. Ho deciso di fare una visita perché avevo un problema di ciclo mestruale, un’ipermenorrea decisamente dolorosa. E la scelta del ginecologo non è stata la più felice. Un po’ per l’età, perché era un quasi settantenne un po’ sordo e molto all’antica. Un po’ perché nessuno mi aveva detto che avrei dovuto indossare una sottoveste. Così mi ha fatto spogliare completamente nuda e mi ha lasciato ad attenderlo, in piedi, senza nessun vestito addosso, per ben 20 minuti, per poi farmi la morale sui rapporti sessuali prima del matrimonio. Un’esperienza decisamente imbarazzante” Clementina B.

    “Il mio primo ginecologo mi ha detto che non mi avrebbe dato una spirale a meno che io non fossi impegnata in una relazione seria e monogama, che io ho interpretato come un monito a non essere troppo facile. Era anche il ginecologo di mia madre e scommetto che oltre a chiedere sempre a me “come mi stavo comportando” lo chiedesse anche a lei. Mia madre ha detto che era totalmente innocuo, ma ho cambiato ginecologo. Il mio nuovo ginecologo è fantastico, tranne per la colposcopia a sorpresa nella mia ultima visita. Meglio avvisare una donna prima di prendere a pugni la sua cervice!” Christina T.

    “Sono andata dal ginecologo che mi ha diagnosticato una displasia della cervice (un disturbo caratterizzato da cambiamenti anomali delle cellule della superficie della cervice). Oltre a una conizzazione laser, un tipo di biopsia, volevo anche un controllo ormonale. Alla domanda, la ginecologa seccata mi ha chiesto se avessi avuto questa brillante idea consultando internet e ha sottolineato che non si deve credere a tutte le stupidaggini che si leggono in rete. “No, in realtà, la mia richiesta nasce da un colloquio personale con il capo del dipartimento di immuno-oncologia dell’Istituto Nazionale della Salute specializzato in tumore del collo dell’utero. Ma grazie comunque” è stata la mia risposta”. Kendra C.

    “Quando provai per la prima volta ad avere una spirale, cinque anni fa, il ginecologo dove andavo mi ha detto di non aver mai sentito l’acronimo STI e di non potermi dare la spirale per via del mio stile di vita superficiale. Ero single, senza partner, ma volevo una spirale, così potevo lavorare nel mondo sviluppato senza preoccuparmi dell’acceso al controllo delle nascite”. Christina E.

    “Avevo 18 anni e il mio medico era assente così sono andata dall’altra dottoressa presente nello studio. Ero sdraiata sul lettino, con i piedi nelle staffe, quando lei mi sussurra tutta carina se poteva assistere anche Charlie. Ho guardato in basso e Charlie era il suo cagnolino bianco. Nella mia sala visite, dove lei avrebbe esaminato la mia vagina. Ero molto giovane e non era davvero un problema finché Charlie non si è impossessato delle mie scarpe, ma non sono più tornata”. Vicki S.

    “Sono andata dalla mia solita equipe medica per l’esame annuale delle pelvi, quindi sapevo cosa mi aspettava – ma avevo un medico diverso. Una dottoressa che faceva esami rettali durante le visite di check-up senza nessuna spiegazione o avvertimento. Mi sono sentita così violata e scossa che dopo la visita mi sono comprata un paio di scarpe costose. Sono ancora traumatizzata, e sono passati 12 anni”. Moon C.

    “Ero una ragazzina molto responsabile e chiesi al mio primo ginecologo dei consigli sulla prima volta, su come perdere la verginità. Lui, per tutta risposta, scrisse la mia età su un foglio me lo fece leggere e mi disse: “Se tu fossi mia figlia…”. Insomma mi disse che ero troppo giovane e che il sesso era sbagliato. Ho ancora attacchi di rabbia se penso a quella visita”. Andrea L.

    “Al college sono andata per sbaglio in uno di quei centri pro vita mascherati da cliniche per le donne. Ho avuto un rapporto sessuale per la prima volta dopo aver nuotato e avevo una vaginite batterica. Questa finta clinica mi diede un test per le malattie sessualmente trasmesse e io lo feci, ovviamente. Mi dissero che avevo l’herpes e provarono a convincermi che non avrei mai potuto fare sesso anche se non avevo segni evidenti o doloranti. Ho pianto con mia madre e non sono più tornata”. Julia L.

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