Valori pressione: come interpretarli per capire se è bassa, alta o normale [VIDEO]

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    Si parla spesso, propriamente o meno, dei valori della pressione, ma si sa davvero di cosa si tratta? Se è vero che sono tra i termini medici più diffusi, è altrettanto vero che molti non sanno come interpretarli, per capire se la pressione è davvero alta, bassa, o meglio, normale. Ecco qualche informazione utile in materia.

    Di cosa si tratta

    Non è altro che la spinta esercitata dal sangue sulle pareti delle arterie mentre scorre: ecco cosa si intende per pressione arteriosa. Numerosi i fattori che influenzano i suoi valori, cioè la spinta del sangue, dalla forza e dal ritmo con cui il cuore si contrae spingendo il sangue nei vasi sanguigni, alla quantità di sangue in circolo.

    Importante fare una distinzione tra pressione arteriosa e venosa. Spesso si intercambiano i termini a piacere, ma in realtà si tratta di due forze ben diverse. In particolare l’arteriosa, che si usa come riferimento perché in grado di fornire più informazioni sullo stato del cuore, è molto più elevata rispetto alla pressione venosa.

    I valori, la massima e la minima

    Quando si misura la pressione, si rilevano due valori, la massima (o pressione sistolica), cioè la pressione esercitata dal sangue sulle pareti delle arterie durante la fase di contrazione del cuore, e la minima (o pressione diastolica), quella tra una contrazione e l’altra.

    Si definiscono normali, i valori, di pressione minima e massima, che restano entro un determinato range. Al di sopra o al di sotto di tali intervalli, si può parlare di pressione bassa o alta, di ipotensione o ipertensione. In particolare, in condizioni normali la pressione minima dovrebbe essere compresa tra 60 e 90 millimetri di mercurio, e la massima tra 100 e 140.

    Le anomalie

    Se i valori rilevati sono più alti o più bassi della norma, però, non deve scattare subito l’allarme. Infatti, non sempre sono il sintomo di un problema cardiocircolatorio, in alcuni casi si tratta solo di squilibri temporanei, legati a congiunture e situazioni particolari (momento di forte stress, disidratazione e calore eccessivo ecc.). In gravidanza, per esempio, è frequente l’abbassamento dei valori della pressione, a causa della dilatazione dei vasi sanguigni imputabili ai cambiamenti ormonali.

    Quindi, niente panico se le anomalie sono casi rari e isolati. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che sono necessarie almeno tre misurazioni, da effettuare a distanza di una settimana l’una dall’altra, per confermare l’esistenza di valori alterati e sospettare la presenza di un disturbo che coinvolge l’apparato cardiovascolare.