Vaccinazione contro la rosolia: ecco perché è importante

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    virus della rosolia

    La rosolia è una malattia contagiosa che se contratta da una donna in gravidanza può essere molto pericolosa per il nascituro. E’ per questo motivo che da decenni è in corso una campagna di vaccinazione già nelle bambine. L’OMS suggerisce ora la possibilità di eradicazione totale della malattia, proprio grazie ad una intensificazione di tali vaccini, che nell’ultimo decennio hanno eliminato la rosolia e la correlata Sindrome da Rosolia Congenita (CRS) in molte aree del mondo: pensate che nell’area delle Americhe, non si registra un’infezione dal 2009! Ma dove la copertura vaccinale è bassa purtroppo la situazione è ancora drammatica.

    Cos’è la rosolia ed i rischi

    La rosolia è una malattia virale, ovvero provocata dal contagio del virus della Rubella, molto frequente nei bambini e nei giovani adulti. Di per se stessa è una malattia esantematica lieve, priva di complicanze se contratta in queste fasce d’età, ma molto grave se ad essere contagiata è una donna incinta.: può provocare la morte del feto (aborto spontaneo) o difetti congeniti alla nascita, noti col termine generale di Sindrome da Rosolia Congenita. Ogni anno, ancora oggi nascono 110.000 bambini nel mondo con questa patologia che può comportare: sordità congenita, difetti alla vista e problemi cardiaci, oltre ad altre disabilità permanenti di varia gravità, come il diabete mellito e disfunzione della tiroide. Recenti studi hanno evidenziato anche casi di autismo. Prima dell’introduzione della vaccinazione un bambino su 1000 era colpito da CRS.

    L’obiettivo dell’OMS

    L’OMS raccomanda a tutti i paesi di che non hanno ancora introdotto il vaccino della rosolia di farlo, utilizzando i programmi di immunizzazione contro il morbillo. In particolare da Aprile è stato lanciato un nuovo piano globale strategico per combattere morbillo e rosolia che riguarda il periodo fino al 2020. In particolare il primo obiettivo a breve termine (2015) è quello di ridurre i decessi per il morbillo del 95% rispetto all’anno 2000 e diffondere la campagna di eradicazione morbillo-rosolia-crs in tutto il mondo, per arrivare al 2020 con la loro totale scomparsa in almeno 5 aree OMs.

    La vaccinazione contro la rosolia

    Il vaccino contro la rosolia è caratterizzato da un ceppo vivo attenuato. Una sola dose fornisce un’immunità pari al 98% del totale, equivalente a quella dell’infezione virale. Tale vaccino è in uso da circa 40 anni ed esiste in formulazione monovalente (da solo) o in combinazione con altri, come nel caso più comune, almeno in Italia, del trivalente (insieme morbillo, parotite e rosolia). Le preoccupazioni circa queste vaccinazioni sono ben note, mentre ancora non sono ben chiare le connessioni con l’autismo stesso. Di per se, la vaccinazione contro la rosolia, si spiega nelle pagine dell’OMS ha reazioni avverse generalmente lievi: febbre leggera, rossore e dolore nel luogo dell’iniezione, lievi dolori muscolari. Si legge specificatamente: “Campagne di immunizzazione di massa nella regione delle Americhe che coinvolge più di 250 milioni di adolescenti e adulti non ha individuato gravi reazioni avverse associate con il vaccino”.

    Foto: Ajc1 per Flickr

    Dolcetto o scherzetto?