Un vaccino contro l’Alzheimer, al via le prime sperimentazioni

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    Alzheimer vaccino

    Contro l’Alzheimer forse a breve avremo un’arma in più: un vaccino. Stiamo parlando di una delle malattie dell’invecchiamento più temute, la cui incidenza sta, purtroppo, crescendo in modo esponenziale, probabilmente anche per via dell’aumento medio delle aspettative di vita. Il morbo di Alzheimer colpisce tutte le facoltà cognitive, essendo un disturbo che interessa il sistema nervoso centrale, di tipo degenerativo cronico (ovvero, non si guarisce), che ha la sua origine in parte in una predisposizione genetica, e in parte in fattori ambientali scatenanti.

    Prevenire questa terribile malattia che distrugge la memoria degli esseri umani, è forse possibile, secondo alcuni recenti studi, cercando di mantenere la mente allenata e attiva fin da giovani e adottando uno stile di vita salutare, ma di fatto non esiste una vera cura in grado di arrestare il processo, una volta che sia stato innescato. Per questo motivo la Ricerca medica sta puntando sulla messa a punto di un vaccino, al momento in fase sperimentale su modello animale.

    Si chiama (1-11)E2, e dovrebbe essere in grado di stimolare una risposta immunitaria da parte dell’organismo, contro la produzione della proteina Beta-Amiloide, che è la molecola responsabile della formazione delle placche che determinano la morte delle cellule cerebrali.

    Il vaccino è stato studiato dai ricercatori italiani che lavorano presso due Istituti del Consiglio nazionale delle Ricerche di Napoli: l’Istituto di Genetica e Biofisica (Igb-Cnr) e l’Istituto di Biochimica delle Proteine (Ibp-Cnr), ed è stato sperimentato sui topolini di laboratorio in via preliminare. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Immunology and Cell Bilogy, e, questa è la speranza, potrebbe in un prossimo futuro permettere di sconfiggere la malattia di Alzheimer, se dovesse rivelarsi efficace. Noi ce lo auguriamo e, naturalmente, facciamo il tifo per i ricercatori italiani.