Un ictus incipiente può essere preceduto da improvvisi vuoti di memoria

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    Ictus memoria

    Improvvisi vuoti di memoria potrebbero essere una spia di ictus in arrivo. Senza allarmismi, vediamo di approfondire questa notizia che ci giunge dagli USA. Secondo quanto emerso nel corso di uno studio condotto dai ricercatori della Harvard School of Public Health dell’Università di Boston e presentato durante l’American Stroke Association International Stroke Conference 2012 di New Orleans, la maggior parte delle persone colpite da ictus letale, nel periodo precedente all’attacco (si parla anche di anni prima) era stata vittima di improvvisi e ripetuti episodi di vuoti di memoria.

    La ricerca ha coinvolto circa 12mila persone (intorno ai 50 anni di età) seguite nell’arco di 10 anni, con analisi mirate ogni due anni per verificare la funzionalità cognitiva ed eventuali deficit mnemonici. Durante il periodo di monitoraggio, si sono verificati 1820 casi di ictus, dei quali 364 hanno avuto esito letale. Proprio nell’analizzare le differenze tra gli attacchi più gravi e quelli ai quali i pazienti sono sopravvissuti, gli scienziati americani hanno potuto rivelare come nel primo caso l’ictus sia stato anticipato proprio da ricorrenti episodi di cali di memoria, associati, evidentemente, ad un problema grave cardiovascolare latente.

    “Siamo stati molto sorpresi nello scoprire che le persone morte dopo un ictus hanno avuto una netta perdita di memoria anni prima dell’insorgenza dell’ictus”, ha spiegato il dott. Qianyi Wang, uno dei firmatari dello studio. “Le persone che muoiono dopo l’ictus potrebbero avere una grave malattia sottesa prima dell’ictus.

    Questo suggerisce che una malattia si sta accumulando e che qualcosa sta accadendo a queste persone prima che sia loro diagnosticato un ictus – ha proseguito la dott.ssa M. M. Maria Glymour, coordinatrice della ricerca – Tuttavia, la compromissione della memoria è associata a un aumento della mortalità a prescindere dall’ictus. Un deficit di memoria può quindi rendere i pazienti più vulnerabili alla morte dopo l’ictus, per ragioni che non sono correlate alla gravità dell’ictus stesso.

    Non siamo sicuri che la correlazione sia vera e non possiamo dirlo solo con queste analisi, ma speriamo di analizzare tutto ciò in futuro”. In parole povere, una persona giovane e apparentemente in buona salute che sia soggetta a frequenti e vistosi cali della memoria dovrebbe come minimo effettuare un bel check up completo, perché proprio i problemi mnemomici potrebbero rappresentare un campanello d’allarme di un disturbo serio di salute.