Tumori: il 30% è causato da cattive abitudini alimentari

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    Tumori alimentazione scorretta

    La prevenzione dei tumori comincia a tavola. Questa affermazione ormai circola da un po’, e finalmente, forse stiamo riuscendo a capire che la nostra salute dipende in buona misura da come “trattiamo” il nostro corpo, oltre che da fattori esterni o predisposizioni genetiche. Le cattive abitudini alimentari, ad esempio, la scarsa attenzione alla quantità e alla qualità (e alla provenienza) dei cibi con cui ci nutriamo, possono incidere fino al 30% sullo sviluppo di eventuali neoplasie. Ovvero, detto in altri termini, un terzo delle forme tumorali che affligge la popolazione adulta può essere evitato grazia ad un’alimentazione più corretta.

    Verdure, frutta, legumi e pesce, sono i cosiddetti cibi anti-cancro, quelli che svolgono un’azione protettiva nei confronti di questa malattia. Se ne è parlato all’incontro dell’Oncologia del Nord-Est svoltosi a Cortina, in occasione della prima presentazione della proposta di pasti personalizzati per pazienti oncologici della ricerca Swiss Medical Food. Gli specialisti, nell’affrontare l’argomento cancro-alimentazione, hanno anche fornito dati molto precisi a proposito della percentuale di casi di tumore che si possono prevenire a tavola.

    Secondo il dott. Umberto Tirelli, Direttore del Dipartimento di Oncologia medica dell’Istituto Tumori di Aviano si può stabilire che: “Meno del 22% e non più del 42% delle morti per cancro sarebbero evitabili cambiando le abitudini alimentari”. Specifica poi il dott. Paolo Bellingeri, esperto di nutrizione del paziente oncologico che: “Un consumo quotidiano di carne rossa e carne conservata, già nel breve e medio termine, causa un aumento del rischio rispetto al consumo di pesce”.

    Inoltre: “Un’alimentazione ricca di frutta e verdura infatti eviterebbe nel 20-33% dei casi un tumore al polmone, 66-75% un carcinoma gastrico, 33-50% un carcinoma mammario, 66-75% un tumore del colon e del retto, 33-50% un tumore della bocca e della gola, 33-66% un tumore del fegato, 50-75% un carcinoma dell’esofago”. Cifre che parlano, non c’è che dire.