Tumori del sangue: quali sono, i sintomi e le possibili cure

Sono molte le forme di tumore del sangue, e in Italia si registrano circa 36 mila nuovi casi ogni anno

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    Tumori del sangue: quali sono, i sintomi e le possibili cure

    Ogni anno 36 mila italiani si ammalano di tumori del sangue, di cui due terzi dei casi sono persone con più di 65 anni, ma fortunatamente oggi la speranza di vita è aumentata. Ma quali sono i sintomi e le possibili cure? Esistono diversi tipi di tumori del sangue, divisi fra leucemie, linfomi e mielomi, scopriamo come riconoscerli e cosa fare.

    I tumori del sangue

    Sono molte le tipologie di tumore del sangue, ma sono riconducibili a tre macro categorie: leucemie, linfomi e mielomi. Nelle persone affette da leucemia vi è una proliferazione incontrollata delle cellule immature, che interferisce con lo sviluppo delle normali cellule del sangue. Il mieloma multiplo è invece una neoplasia caratterizzata dalla proliferazione incontrollata delle plasmacellule, cioè delle cellule che producono gli anticorpi. I linfomi sono tumori maligni che originano nel sistema linfatico e si dividono in due grandi categorie: Linfoma o morbo di Hodgkin e i linfomi propriamente detti o Linfomi Non Hodgkin.

    I sintomi

    I sintomi di un tumore del sangue sono vaghi e poco specifici, e potrebbero essere spia anche di molte altre patologie: febbre, senso di debolezza che perdura per più di due settimane, dolori alle ossa o alle articolazioni, perdita di appetito e dimagrimento, formazione di ematomi o lividi, sanguinamenti e ulcerazioni che non guariscono, gonfiore indolore di un linfonodo del collo, ascellare o inguinale, sudorazione eccessiva soprattutto di notte e un prurito diffuso su tutto il corpo. In presenza di sintomi sospetti è bene andare dal medico che, dopo la visita, può prescrivere degli accertamenti per una più approfondita valutazione.

    La diagnosi

    La diagnosi dei tumori del sangue si effettua con una visita medica da cui si evince se vi è un ingrossamento dei linfonodi, e per scoprire eventuali sintomi sospetti. Alla visita seguono gli esami del sangue, dove l’emocromo stabilirà se il numero di globuli bianchi, globuli rossi e piastrine è alterato rispetto ai valori standard. Con il sangue del prelievo si effettua anche uno “striscio” per osservare le cellule del sangue al microscopio. Seguono, se necessarie, una biopsia ossea, un piccolo prelievo di midollo osseo, e una rachicentesi, il prelievo di liquido cefalorachidiano. A questi esami possono essere infine associati radiografia, ecografia o TAC, per valutare l’estensione della malattia nell’organismo.

    Terapie e cure

    Grazie alla ricerca, sono state messe a punto negli ultimi anni nuove e più efficaci strategie terapeutiche che hanno portato, per alcune tipologie di neoplasie, prospettive di guarigione e il prolungamento della sopravvivenza. Si tratta spesso di soluzioni complesse che si basano, in molti casi, su un mix dei vari trattamenti disponibili: dal trapianto di cellule staminali emopoietiche a nuove categorie di farmaci biologici, dalla radioterapia fino a un migliore utilizzo della chemioterapia.

    E con le nuove sperimentazioni i medici mirano ad ampliare la gamma di pazienti che possono trarre vantaggi dalle terapie più innovative, includendo sempre più frequentemente anche i pazienti anziani, i principali soggetti colpiti dai tumori, e ai quali precedentemente si potevano praticare solo cure palliative.