Tumore alla vescica: più a rischio chi frequenta le piscine

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    Il tumore alla vescica è un tipo di cancro in crescita nelle popolazioni dei Paesi industrializzati, e colpisce soprattutto individui adulti al di sopra dei 60 anni. Tra i fattori di rischio che possono incidere nell’insorgenza di questa forma tumorale in età giovanile, vi è la frequentazione assidua delle piscine. Ora, prima di allarmarvi e correre a disdire il vostro abbonamento annuale alla piscina comunale, leggete la notizia fino in fondo, così evitate gesti impulsivi. Allora, il problema, è legato alle alte concentrazioni di cloro presenti nell’acqua delle piscine e in particolare alla presenza di alcune specifiche sostanze chimiche chiamate trialometani.

    Un recente studio spagnolo condotto su 1270 persone, ha infatti verificato che il contatto quotidiano con queste molecole può aumentare il rischio di sviluppare un tumore alla vescica. I trialometani, infatti, vengono assorbiti dall’organismo attraverso la pelle, perciò, per cominciare a preoccuparsi, è necessario che la persona abbia a che fare tutti i giorni con acque sature di cloro e trialometani, come quelle delle piscine, appunto, ma anche di docce o bagni che abbiano quel tipo di composizione chimica.

    Alla luce di ciò, i più esposti apparirebbero sportivi e professionisti del nuoto, che frequentano quotidianamente e per molte ore le piscine, sia per allenamento che per lavoro. Gli esperti spagnoli, però, suggeriscono di non allarmarsi, anche se si appartiene a queste categorie. Il cloro che è necessario assorbire affinché l’individuo sia davvero a rischio di sviluppare una neoplasia alla vescica è davvero tanto. Attenzione, comunque, anche all’acqua del rubinetto: molti acquedotti pubblici aggiungono il cloro per disinfettare le acque, perciò, se anche si è soliti frequentare la piscina, magari meglio preferire acque imbottigliate.

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