Tumore alla cervice uterina: sintomi, diagnosi, cause e cure

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    tumore collo utero

    Quali sono i sintomi, la diagnosi, le cause e le cure del tumore alla cervice uterina?

    La cervice uterina è la parte inferiore dell’utero, in diretto collegamento con la vagina, dal quale si prelevano le cellule da analizzare per effettuare il pap test. I tumori della cervice uterina sono classificati in base alle cellule da cui prendono origine e sono prevalentemente di due tipi: il carcinoma a cellule squamose (l’80% dei tumori della cervice) e l’adenocarcinoma (circa il 15%). Il cancro della cervice uterina o tumore del collo dell’utero è uno dei big killer che colpisce le donne, anche se grazie alle strategie di prevenzione e di diagnosi precoce, oggi attuate, negli ultimi anni la mortalità è stata notevolmente ridotta.

    Quali sono le cause del cancro alla cervice?

    Il tumore della cervice uterina si manifesta quando delle cellule neoplastiche cominciano a svilupparsi in modo anomalo e fuori controllo. Oggi sappiamo che una delle cause principali per cui questo accade è la presenza del papillomavirus umano o HPV, che si può contrarre attraverso rapporti sessuali non protetti con chi è infetto. Non tutti i tipi di HPV provocano il cancro, ma una sessualità responsabile è comunque il primo passo verso la prevenzione. Il cancro della cervice uterina è una patologia che colpisce maggiormente le donne sessualmente attive tra i 25 e i 45 anni. Spesso questo virus rimane asintomatico e latente nell’organismo per anni, per poi manifestarsi con un tumore. Per questo, è importante sottoporsi regolarmente allo screening del pap test, un controllo da effettuare almeno ogni due anni. Lo scopo di questa indagine diagnostica è quello di individuare le cellule anonime, prima ancora che si trasformino in un vero e proprio tumore, e prevenire ulteriori complicazioni.

    Quali tipi di papillomavirus provocano il tumore della cervice uterina?

    Quasi tutti i casi di tumore del collo dell’utero sono causati dal papillomavirus umano (HPV), il quale è caratterizzato da ben 100 tipi diversi di virus, la maggior parte dei quali innocui e addirittura asintomatici. Tuttavia, i principali responsabili dell’innesco neoplastico sono stati identificati nel 70% dei casi in due particolari ceppi chiamati HPV 16 e HPV 18. Non sempre però le donne infettate da tali tipologie di virus si ammalano di cancro: ciò significa che esistono ulteriori fattori, ancora non noti, che influenzano l’evoluzione dell’infezione nella forma tumorale.

    I sintomi più comuni del tumore alla cervice

    Nella fase iniziale, cioè quando cominciano ad alterarsi le cellule della cervice uterina, non vi sono specifici segnali in atto, se non in rarissimi casi. Quando invece si è già in fase neoplastica, i sintomi presenti nell’organismo a causa del tumore alla cervice sono identificabili in:

    Come si diagnostica il tumore alla cervice uterina

    Sottoporsi ad una visita ginecologica almeno una volta l’anno dovrebbe essere un appuntamento imprenscindibile per ogni donna, per poter salvaguardare meglio la propria salute fisica. Ma lo è ancora di più se questa prevede il pap test o test di Papanicolau, dal nome dello scienziato che lo ha messo a punto.

    In questo specifico controllo, il medico recupera, in modo veloce e indolore, delle cellule del collo dell’utero, da analizzare al microscopio. Nel caso si individuino alterazioni cellulari di qualche tipo si possono prevedere altre indagini diagnostiche più approfondite. Questo è ciò che avviene normalmente con gli screening che molti Paesi (Italia compresa) offrono gratuitamente alle donne in base alla fascia d’età. Invece, in caso di sintomi sospetti, verrà effettuata una semplice biopsia con l’asportazione, sempre indolore, di un piccolo campione di tessuto.

    Cura e trattamento

    Chi soffre di tumore all’utero può intervenire in diversi modi. Tuttavia, la scelta della terapia migliore dipende da una serie di fattori che riguardano la diffusione del tumore nei tessuti vicini all’utero, la presenza di metastasi in altre parti del corpo, l’età e lo stato di salute generale della paziente. In questo senso, sarà possibile scegliere tra:

    Intervento chirurgico

    Se il tumore alla cervice uterina viene individuato precocemente, ci sono ottime probabilità di sopravvivenza per la paziente. Tuttavia, la terapia di guarigione comporta solitamente la rimozione chirurgica del cancro e, di conseguenza, l’attuazione dell’isterectomia, ovvero la rimozione dell’utero. A seconda dell’estensione del tumore, si possono salvare o meno le ovaie e le tube di Falloppio, prevenendo così la cosiddetta menopausa chirurgica e i suoi effetti collaterali. Se la diagnosi avviene in una fase, si può prevenire la totale asportazione dell’utero mantenendo la possibilità di avere figli.

    Radioterapia

    La radioterapia, da sola o in combinazione con la chirurgia, rappresenta una valida opzione terapeutica per tutte le pazienti affette da tumore all’utero. In genere, si pratica come alternativa alla sala operatoria in caso di tumore alla sua fase iniziale. Ma può utilizzarsi anche in concomitanza con la chemioterapia in una fase più avanzata. Purtroppo entrambi possono provocare infertilità.

    Per curare il tumore all’utero, la radioterapia esterna usa radiazioni molto potenti che uccidono le cellule tumorali. La radioterapia interna, invece, viene prodotta da un piccolo cilindro, contenente una sostanza radioattiva, che viene collocato nella vagina per pochi minuti. Di norma, questa terapia è locale, quindi non colpisce ulteriori tessuti.

    Chemioterapia

    Anche la chemioterapia può essere utilizzata per curare il cancro della cervice uterina, la quale può essere indicata per i tumori all’utero non completamente rimossi con l’intervento. La chemioterapia per il tumore all’utero di norma è somministrata per endovena ed è suddivisa in cicli. Purtroppo, diversi sono gli effetti collaterali per la paziente dopo questo tipo di trattamento: infatti, uccide le cellule anomale ma colpisce anche gli organi circostanti al tumore.

    Terapia ormonale

    La terapia ormonale può rappresentare un’opportunità per le pazienti affette da tumore in stadio avanzato. Spesso, i medici prescrivono le compresse di progesterone per contrastare la crescita del tumore dell’utero.

    Sopravvivenza in caso di tumore della cervice

    Prima il tumore della cervice uterina viene diagnosticato, maggiore è la prospettiva di sopravvivenza; infatti, se trattato nella sua fase iniziale, si può sperare in una guarigione totale. In particolare, si può parlare di sopravvivenza dopo 5 anni dalla diagnosi . Solitamente, viene indicato questo periodo di tempo per stimare i casi di successo nella lotta al tumore della cervice uterina, perché, dopo, difficilmente il cancro si ripropone. Per le donne affette da questo problema, ciò significa una speranza di vita mediamente più lunga e meno rischi di mortalità. Inoltre, sapere che dal tumore della cervice si guarisce è un ottimo sostegno psicologico per le donne che devono lottare contro questo problema.

    Prevenire il tumore della cervice uterina

    La prevenzione del tumore della cervice uterina rimane una parte determinante del processo di lotta ai tumori femminili. Come già detto in precedenza, questa infezione rientra tra le malattie sessualmente trasmissibili, quindi, è fondamentale avere sempre rapporti sessuali protetti, soprattutto se non si ha un partner stabile. Usare il profilattico aiuta ad evitare l’HPV, ma anche un altro pericoloso virus come quello dell’hiv, senza escludere un numero infinito di disturbi meno pericolosi, ma non per questo irrilevanti per la qualità della vita delle donne, a partire dalla candida.

    La vaccinazione HPV

    Ma esiste anche un altro strumento importante per la prevenzione del tumore della cervice uterina: la vaccinazione contro l’HPV 16 e l’HPV 18, tra i ceppi maggiormente responsabili del cancro in questione. Da qualche anno sono stati messi a punto dei vaccini specifici e migliorati alcuni servizi sanitari nazionali (compreso il nostro). Questi vaccini sembrano avere maggiore efficacia se somministrati precocemente, qualche anno prima che la ragazza diventi sessualmente attiva. Ciò non toglie che ogni donna può scegliere di vaccinarsi. Tuttavia, in Italia, i vaccini non sembrano avere molto successo: non tutte le ragazzine, aventi diritto, si sottopongono alla vaccinazione gratuita, perché le mamme non sono al corrente della problematica o non la ritengono rilevante.

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