Tumore all’esofago: sintomi, cause e terapia

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    Tumore all’esofago, sintomi, cause e terapie. Ecco qualche informazione utile per conoscere meglio questa malattia oncologica. Questo tipo di cancro che, pur non essendo tra i più conosciuti, si aggiudica un tristissimo posto nella top ten dei tumori che colpiscono il maggior numero di persone, il nono posto tra le neoplasie più diffuse nel mondo. Un cancro che colpisce l’organo dell’apparato digerente che si occupa del trasporto degli alimenti ingeriti dalla bocca allo stomaco, cioè l’esofago.

    Di cosa si tratta

    Il tumore all’esofago colpisce questo organo, troppo spesso sottovalutato, dell’apparato digerente. Un organo che non è solo un canale di transito di alimenti e bevande, anzi. Un organo che, grazie ai movimenti dei muscoli che ne rivestono le pareti, garantisce la spinta utile per la discesa degli alimenti senza intoppi dalla bocca allo stomaco.

    Le cause

    Esistono due possibili versioni del tumore all’esofago, cioè il carcinoma a cellule squamose, se scatenato dalle cellule di rivestimento e l’adenocarcinoma, causato dalla crescita anomala delle ghiandole della mucosa. In entrambi i casi, tra le cause da non sottovalutare, come succede nella maggior parte delle neoplasia, c’è anche il fattore ereditario.

    I sintomi possibili

    Più che sintomi veri e propri, piccoli e grandi fastidi da interpretare come possibili campanelli d’allarme. Rientrano in questo gruppo: la disfagia, cioè la difficoltà di deglutizione, la perdita di peso, l’alterazione della voce, la sensazione di oppressione e dolore all’altezza del torace e, nelle fasi più avanzate del tumore, l’ingrossamento anomalo dei linfonodi del collo.

    La diagnosi e la terapia

    Comparsi i disturbi che cominciano a insinuare il sospetto, identificati alcuni o tutti i segnali anomali, non resta che recarsi dal medico per approfondire e ottenere una diagnosi chiara. Diagnosi chiara che è garantita da due esami strumentali, la radiografia con mezzo di contrasto e l’endoscopia.

    Dopo la diagnosi del tumore, non resta che passare alle cure possibili. Nei casi in cui si può intervenire, la strategia che assicura un maggior margine di successo è sicuramente l’operazione: questa opzione, più invasiva, prevede l’esofagogastrectomia parziale con linfoadenectomia regionale. Quando, invece, non si può procedere con l’intervento chirurgico, le uniche possibilità sono i trattamenti mirati a colpire il tumore per contrastarne lo sviluppo e facilitarne la regressione, cioè la chemioterapia e la radioterapia.

    Dolcetto o scherzetto?