Tumore al seno: prevenzione, sintomi, cure e chemioterapia

Il tumore al seno è una patologia che colpisce il seno e può essere benigna o maligna. Le cause di tale formazione non sono ancora note, ma la scienza ha fatto comunque passi da giganti, intuendo l'importanza della prevenzione e continuando a studiare nuove cure, oltre alla chemioterapia.

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    Tumore al seno

    Conosciamo meglio prevenzione, sintomi, cure e chemioterapia del tumore al seno. Con ben 37 mila nuovi casi ogni anno in Italia, il tumore al seno è la neoplasia più frequente nelle donne. Una forma tumorale molto diffusa, che può assumere forme e caratteristiche differenti. Oltre ai sintomi, le cure, l’intervento, la radioterapia e la chemioterapia, la strategia più efficace per combattere il cancro della mammella ha come protagonisti la prevenzione e la diagnosi precoce. Prima si identifica il tumore, più sono elevate le speranze e le percentuali di sopravvivenza. Per conoscere meglio questo nemico della salute femminile, ecco qualche informazione utile.

    Caratteristiche e tipologie del tumore al seno

    Il seno, una delle parti anatomiche più caratteristiche del corpo femminile, non è altro che un insieme di strutture ghiandolari, indipendenti l’una dall’altra e chiamate lobi mammari. In ciascuna mammella vi sono da 15 a 20 lobi. Ogni lobo si divide in un numero variabile di lobi più piccoli, chiamati lobuli, formati a loro volta da un sistema di dotti, detti dotti alveolari.

    La trasformazione in cellule maligne avviene quando alcune delle cellule della ghiandola mammaria si moltiplicano in modo incontrollato, sviluppando il tumore al seno. Esso viene di solito classificato in duttale infiltrante ed in lobulare infiltrante, a seconda che origini dalle cellule dell’epitelio dei lobuli o da quelle dei dotti.

    Se un tumore rimane localizzato nel dotto o nel lobulo, viene detto carcinoma in situ: invece, un tumore che si diffonde al di fuori di queste ghiandole si definisce carcinoma infiltrante o invasivo.

    Tumore al seno duttale infiltrante

    Il carcinoma duttale invasivo è il tipo più frequente di tumore al seno e rappresenta circa il 75% di tutti i tumori. La sua origine avviene dalle cellule dei dotti, cioè i canalini che conducono il latte al capezzolo.

    I sintomi associati a questa tipologia consistono in un cambiamento nella forma o nelle dimensioni del seno, nella comparsa di un nodulo o nell’ispessimento della pelle, un rigonfiamento sotto l’ascella, un dolore costante al seno, o all’ascella, e cambiamenti o secrezioni a livello del capezzolo e/o dell’areola.

    Tumore al seno lobulare infiltrante

    Il carcinoma lobulare infiltrante si forma dalle cellule dei lobuli e rappresenta il 10–15% di tutti i tumori. In alcuni casi può interessare più di una zona dello stesso seno o entrambi i seni. Questo tumore presenta un rischio leggermente superiore rispetto ad altri di ripresentarsi nell’altra mammella a distanza di tempo dalla prima diagnosi.

    I suoi sintomi sono simili a quelli del carcinoma duttale ma a volte possono essere talmente vaghi da non essere facilmente diagnosticabili. Il carcinoma lobulare infiltrante si suddivide in cinque varietà: classica, solida, tubulo-alveolare e mista. La forma solida e quella tubulo-alveolare hanno una prognosi migliore degli altri tre.

    Carcinoma di Paget

    Il carcinoma di Paget è un tumore del seno a sé stante, in cui le cellule tumorali originano da quelle epiteliali del capezzolo, che appare arrossato, retratto ed a volte sanguinante. Spesso i suoi sintomi vengono inizialmente confusi con quelli di eczemi e dermatiti, ma nel 50% circa dei casi di morbo di Paget, si ha anche la presenza di un nodulo del seno.

    Carcinoma infiammatorio

    Il carcinoma infiammatorio è caratterizzato dalla presenza di un nodulo particolarmente aggressivo e in rapida crescita, spesso dolente. In questo caso, la cute mammaria sovrastante appare calda, arrossata e tumefatta. Inoltre, è un tumore che origina delle metastasi molto rapidamente e precocemente, soprattutto lungo il sistema linfatico.

    Carcinoma giovanile

    Il carcinoma giovanile è una patologia molto rara ed ha una prognosi discretamente favorevole. Tuttavia, molti studi dimostrano che un tumore in età giovanile, al di sotto dei 35 anni, può incidere ulteriormente come fattore di rischio per delle recidive future.

    Stadiazione

    Il tumore del seno viene classificato in cinque stadi, dallo 0 al IV, ovvero dagli esordi più precoci alle forme di cancro già metastatizzato, caratterizzato dalla presenza di metastasi in altri organi. Se il tumore viene riconosciuto tempestivamente, quando è al primo stadio (0), la stima di sopravvivenza a cinque anni è del 98%.

    • Stadio 0 – Carcinoma in situ, ovvero un tumore le cui cellule non sono ancora fuoriuscite dalle ghiandole all’interno delle quali si sono originate. Tumori a questo stadio non sono ancora caratterizzati da malignità, infatti vengono definiti forme precancerose più che tumori veri e propri;
    • Stadio I - Il tumore è non supera i 2 centimetri e non si è diffuso al di fuori del seno. Anche questa forma viene ancora considerata precancerosa e non vede il coinvolgimento dei linfonodi;
    • Stadio II – È un cancro in fase iniziale che misura meno di 2 centimetri di diametro, ma ha già coinvolto i linfonodi ascellari che appaiono ingrossati. Ma può anche risultare un tumore di dimensioni comprese tra i 2 e i 5 centimetri di diametro che non si è ancora diffuso nei linfonodi vicini;
    • Stadio III – Il tumore è localmente avanzato, di dimensioni variabili anche oltre i 5 centimetri, ed ha coinvolto i linfonodi sotto l’ascella, oppure i tessuti vicini al seno, per esempio la pelle e la zona toracica;
    • Stadio IV - Il tumore si è diffuso nel tessuto accanto al seno, comprese le costole o i muscoli toracici, e potrebbe essersi diffuso nei linfonodi all’interno del seno o sotto il braccio.

    L’importanza della prevenzione

    La prevenzione del tumore al seno comincia dall’auto-palpazione. Questa dev’essere eseguita circa una volta al mese, possibilmente al termine del flusso mestruale.

    Per scoprire la presenza di un tumore è necessario ricercare delle alterazioni fisiche nel seno, come ad esempio la comparsa di un nodulo nella mammella o nel cavo ascellare, la variazione di forma o di simmetria della mammella, l’irritazione e l’arrossamento del capezzolo o della pelle mammaria.

    Altri segnali da non sottovalutare sono la presenza di una perdita di sangue o di altre secrezioni dal capezzolo, accompagnata dal dolore, o da un’aumentata sensibilità dello stesso. In presenza di eventuali anomalie, meglio rivolgersi subito al medico, per un accertamento accurato.

    I movimenti da eseguire nella palpazione devono essere eseguiti con una pressione da lieve a più intensa seguendo tre passaggi fondamentali:

    • muovere i polpastrelli intorno alla mammella creando degli anelli concentrici, che si chiudono in una spirale, partendo dall’esterno per arrivare in prossimità del capezzolo
    • effettuare dei movimenti verticali, coprendo l’intera superficie della mammella
    • eseguire una serie di movimenti dall’esterno all’interno della mammella, e viceversa, al fine di esaminarne ogni settore

    Altrettanto importante è anche l’osservazione del seno, per verificare la presenza di eventuali sintomi visibili, come delle alterazioni di forma o di dimensione delle mammelle o del capezzolo. Allo scopo, meglio mettersi davanti allo specchio con le mani appoggiate sui fianchi, con le braccia in alto o con le mani dietro la testa. Scelta la posizione migliore, premere con forza per contrarre i muscoli pettorali.

    Se la prevenzione “fai da te” si basa soprattutto su auto-palpazione e osservazione, quella specialistica ha come protagonisti due esami strumentali, da eseguire periodicamente: l’ecografia, un esame semplice e non invasivo, che esplora la struttura della ghiandola mammaria per mezzo degli ultrasuoni, e la mammografia, un esame radiologico che, sfruttando i raggi X, permette di studiare accuratamente le mammelle.

    Anche l’alimentazione e lo stile di vita possono prevenire il cancro alla mammella, infatti è sempre necessario seguire una dieta sana, eliminando gli eccessi, ed abolire la sedentarietà, il fumo e l’obesità.

    Sintomi più frequenti

    I sintomi del tumore al seno dipendono dalla tipologia, dal diametro, dalla diffusione e dall’età della paziente. In genere, le forme iniziali di tumore del seno non provocano alcun dolore.

    La metà dei casi di tumore del seno si presenta nel quadrante superiore esterno della mammella. Il più comune sintomo del tumore al seno è la presenza di un nuovo nodulo mammario, che tuttavia è il segnale di una forma tumorale già avanzata.

    Se il nodulo è duro ed indolore e presenta bordi irregolari è più probabile che sia cancerogeno, ma può essere tale anche se di natura morbida e rotondeggiante. In ogni caso è fondamentale che ogni nodulo sia tenuto sotto stretto controllo da parte di un medico specialista esperto nella diagnosi delle malattie della mammella.

    Altri possibili sintomi del cancro al seno sono:

    • Gonfiore di tutto il seno o di una parte di esso
    • Irritazione o increspatura della pelle
    • Dolore al seno o al capezzolo
    • Retrazione del capezzolo (che si ripiega su se stesso)
    • Arrossamento o ispessimento del capezzolo o della pelle del seno
    • Secrezione diversa dal latte materno
    • Cambiamenti nelle dimensioni o nella forma del seno
    • Morbidezza del capezzolo

    Come viene fatta la diagnosi

    L’auto-palpazione può far intuire la presenza di un’anomalia; la palpazione da parte dello specialista può fornire qualche conferma in più, ma la vera certezza si ottiene solo con la diagnosi attraverso gli esami strumentali. In particolare, l’ecografia e la mammografia sono in grado di accertare o escludere la presenza di un tumore al seno.

    La scelta di sottoporsi a ecografia o mammografia dipende dall’età, anche se nella maggior parte dei casi si utilizzano entrambi. In alcuni casi specifici, per esempio di fronte a mammelle molto dense o a lesioni difficili da classificare, è possibile ricorrere anche alla risonanza magnetica.

    L’eventuale presenza e identificazione di noduli richiede un’analisi più approfondita del corpo estraneo attraverso la biopsia, che può essere eseguita direttamente in sala operatoria o in ambulatorio, mediante l’agoaspirato del seno. Questo prelievo consente di studiare al microscopio il campione di tessuto prelevato dal nodulo mammario, e stabilire la natura e le caratteristiche dell’alterazione.

    Esiste, inoltre, la possibilità di effettuare una biopsia liquida, ovvero iniettare con un ago, una sostanza radioattiva colorata, nei dotti mammari. Se vi è una qualsiasi massa estranea, verrà osservata ai raggi X. Questo tipo di screening non differenzia le lesioni benigne da quelle maligne, ma è indicata nel caso di secrezioni sierose od ematiche dal capezzolo o nel sospetto di un tumore duttale.

    Cura e trattamenti

    In presenza di diagnosi di tumore al seno, le opzioni terapeutiche principali previste sono l’intervento chirurgico, la radioterapia e la chemioterapia. L’operazione è mirata alla rimozione chirurgica delle aree tumorali, in modo più o meno invasivo o conservativo in base alla tipologia di tumore e alla sua estensione.

    In genere, quasi tutte le donne con un cancro del seno, indipendentemente dallo stadio in cui si trova il tumore, subiscono un intervento chirurgico per rimuovere i tessuti malati. Esistono tuttavia diversi approcci.

    Chemioterapia

    La chemioterapia è un tipo di cura dei tumori che usa farmaci per distruggere le cellule malate, rallentando o arrestando completamento la loro crescita. Spesso la chemioterapia è usata come unica cura contro il cancro ma, nella maggior parte dei casi, viene associata ad altri interventi chirurgici.

    La scelta dei farmaci chemioterapici avviene da parte del medico, che decide sulla base del tipo di tumore e sullo stato di salute generale della paziente.

    È possibile sottoporsi alla chemioterapia durante il ricovero ospedaliero, a casa, nello studio medico, in clinica o in un ambulatorio ospedaliero. La frequenza delle sedute di chemioterapia varia da soggetto a soggetto, così come la durata del trattamento.

    Radioterapia

    La radioterapia è un trattamento che sfrutta fasci di radiazioni ionizzanti, o fasci di particelle ionizzanti, per danneggiare il materiale genetico (DNA) delle cellule maligne. Il tumore al seno viene così bombardato dalle radiazioni.

    Oltre a colpire la massa tumorale, possono essere colpiti anche i linfonodi, pertanto, tale intervento è auspicabile quando i linfonodi sono clinicamente coinvolti nella patologia, o se si teme una diffusione maligna del tumore attraverso il circolo linfatico.

    Mastectomia

    La mastectomia è l’asportazione chirurgica di una mammella, che si rende necessario quando il tumore è ad uno stadio avanzato oppure quando si è certi che c’è una predisposizione. Esistono procedure operative diverse, e anche in questo caso la scelta di una metodica, piuttosto che di un’altra, dipende dalla gravità del tumore. La mastectomia può essere parziale o totale, e coinvolgere uno o entrambi le mammelle.

    Terapia ormonale

    Alcuni tipi di tumore al seno sono possono venir contrastati dagli estrogeni. In presenza di questi tumori, dopo 5 anni di terapia, è stato visto che la riduzione del rischio di recidiva e di mortalità, è rispettivamente del 47% e del 26%.

    Attualmente, il farmaco somministrato è il tamoxifene, per una durata di 5 anni. Il suo compito è quello di ridurre l’incidenza di tumore della mammella controlaterale e di prevenire l’osteoporosi e le malattie cardiovascolari. Tuttavia, gli effetti collaterali della terapia osservati sono l’aumento del rischio di sviluppare un tumore dell’endometrio e di trombo-embolia.