Tumore al seno: prevenire, riconoscere e curare il cancro

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    tumore al seno come riconoscerlo

    Il tumore al seno spaventa molte donne, ed a ragione visto che è anche uno dei grandi big killer dell’oncologia: il più frequente nel genere femminile, colpisce una donna su 10. Ogni anno in Italia assistiamo a circa 42.000 nuove diagnosi. Si tratta di cifre in netto aumento rispetto al passato, che per fortuna però coincidono anche con la diminuzione della mortalità generale. Questo grazie alla diagnosi precoce, alla prevenzione, e a nuove terapie per la cura. La scienza sta facendo grandi passi in avanti in questo senso. Ma vediamo nel dettaglio quali sono le cause, o meglio i fattori di rischio, che possono provocare un cancro della mammella, la prevenzione, la diagnosi e le possibilità terapeutiche.

      Fattori di rischio del tumore al seno Sono stati individuati numerosi fattori di rischio per questo tipo di tumore: alcuni modificabili attraverso uno stile di vita più salutare, altri invece no e proprio per questo meritano una maggiore attenzione. Eccoli.

    Prevenzione e diagnosi precoce

    Come è evidente molti fattori di rischio possono essre modificati, eliminati, altri come la familiarità no. E’ dunque importante effettuare test e controlli con regolarità. Solo così è possibile identificare precocemente il tumore al seno e trattarlo. Prima si effettua la diagnosi e maggiori sono le possibilità di sopravvivenza. Ecco come fare.

    • Autopalpazione: a partire dai 20 anni le donne devono effettuare un’autopalpazione, attraverso semplici gesti che il ginecologo potrà insegnare loro.
    • Visita senologica: va fatta almeno una volta l’anno da un senologo o dal ginecologo
    • Mammografia: lo screening (gratuito con il SSN) la prevede annualmente dopo i 50 anni.
    • Ecografia: può essere un’aggiunta alla mammografia o sostituirla prima dei 45/50 anni.
    • Risonanza magnetica: si utilizza con successo, ma solo in casi particolari e specifici.
    • PEM: una tomografia a emissione di positroni (come la Pet, ma specifica per la mammella
    • Pap-test del seno: consiste nel far passare un liquido nei dotti galattofori (ovvero dove passa il latte durante l’allattamento) per poi raccoglierlo nuovamente ed analizzarlo al microscopio. Anche microscopiche cellule pre-tumorali potrebbero così essere individuate.
    • Test Genetici: servono ad individuare i casi di tumore ereditario. Non indicano la presenza della malattia, ma solo la predisposizione a contrarla. Alcune donne optano in tali casi anche per lasi fa in seguito alla presenza di un nodulo sospetto.

    Le terapie per il tumore al seno

    • Chirurgia: ogni tumore al seno viene trattato con l’asportazione. Quando il carcinoma è esteso è necessario togliere tutto il seno (mastectomia radicale). E’ possibile ed immediata una terapia ricostruttiva attraverso protesi mammaria.
    • Radioterapia: si sceglie a seconda dei casi. Può essere post operatoria o intraoperatoria ( cioè l’irradiazione diretta dell’area malata durante l’intervento chirurgico).
    • Chemioterapia: spesso utile anche nei tumori in fase iniziale. E’ d’uso anche la chemioterapia neoadiuvante ovvero effettuata prima della chirurgia per ridurre le misure e l’aggressività della massa tumorale.
    • Farmaci: servono per evitare le ricadute e vanno presi infatti nei 5 anni successivi alla diagnosi. Ve ne sono alcuni che agiscono sui recettori degli ormoni (strettamente correlati allo sviluppo di questa neoplasia). Hanno una grande efficacia comprovata, ma producono di fatto una menopausa precoce, chimica. C’è poi il trastuzumab che blocca alcuni recettori ed è attualmente utilizzato nelle donne in menopausa.
    • Supporto psicologico: è un passo fondamentale non solo per la paziente, ma anche per tutta la sua famiglia.