Tumore al seno, le dimensioni della mammella influiscono

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    Tumore al seno dimensioni

    Un seno abbondante è più a rischio di tumore rispetto ad uno di taglia mini? La domanda non vi appaia assurda, e la riposta, che è affermativa, va comunque, e lo sottolineiamo due volte, presa con le pinze. Secondo una recente indagine scientifica tutta da confermare, tra le donne con seno prosperoso vi sarebbe una lieve maggior incidenza di casi di neoplasia alla mammella, e questo sarebbe determinato dall’influenza di quattro specifici geni collegati con il naturale accrescimento del seno, ma anche con la formazione di cellule cancerose. Nessun allarme, ci mancherebbe, anche perché si tratta del primo studio di questo genere, che andrebbe comunque confermato da ulteriori e più mirate ricerche. Ma entriamo nello specifico.

    Cancro al seno e dimensioni della mammella, lo studio USA

    Lo studio che rivela un collegamento tra le dimensioni del seno e sua maggior probabilità di sviluppare un tumore, è stato condotto dalla azienda che si occupa di effettuare test genetici 23and Me (americana) e pubblicato sul sito BMC Medical Genetics. Per giungere alle loro conclusioni, i genetisti hanno effettuato un’indagine su un campione di 16mila donne selezionate tra le stesse clienti dell’azienda, tutte di origine europea, che hanno dovuto rispondere a un questionario relativo sia alle dimensioni del proprio seno, che ad eventuali gravidanze, allattamento e interventi chirurgici o malattie.

    I dati raccolti sono stati suddivisi tenendo conto delle diverse età della partecipanti alla ricerca, di cui sono stati prelevati campioni genetici per poter effettuare i confronti. Era in assoluto la prima volta che si prendeva in considerazione la grandezza del seno come fattore di rischio per lo sviluppo di tumori. Fino ad ora si era soprattutto tenuto conto della particolare morfologia della mammella, ad esempio, la densità oppure la presenza di microcisti benigne. Che relazione è dunque stata scoperta tra dimensioni e cancro?

    Cancro al seno più probabile per le “maggiorate”?

    I genetisti americani, guidati dal dottor Nicholas Eriksson, pur partendo dal presupposto che la dimensione che ogni seno femminile raggiunge è ereditaria, affermano, proprio per questo motivo, che: “Alcune delle stesse vie biologiche siano alla base sia della normale crescita del seno che del cancro al seno. Alcuni studi hanno scoperto come una dimensione maggiore del seno in una giovane donna sia associata a un rischio leggermente più elevato di cancro al seno. I fattori genetici che abbiamo trovato supportano questo concetto, ossia che la dimensione del seno e il cancro al seno sono correlate. Questi risultati permettono di riconoscere i fattori genetici alla base del normale sviluppo del seno e dimostrano che alcuni di questi fattori sono condivisi con il cancro al seno”.

    Quali sono questi fattori genetici? Si tratta di sette polimorfismi a singolo nucleotide, chiamati SNPs, dei quali tre sono anche associati alla formazione delle masse tumorali. Dopo questo studio preliminare, dunque, lo step successivo sarà quello di comprendere il meccanismo che porta i geni preposti al fisiologico accrescimento del seno, a sovrintendere anche la formazione di cellule cancerose. In ogni modo, direi che tutte le maggiorate (naturali) d’Italia possano continuare a dormire sonni tranquilli, soprattutto se saranno così giudiziose da effettuare costanti controlli senologici ed esami di screening diagnostici.