Tumore al seno: gli effetti collaterali delle cure fanno sospendere precocemente la terapia

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    Il tumore al seno continua ad essere un big killer per le donne, anche se la mortalità è diminuita, grazie alla diagnosi precoce e alle nuove scoperte scientifiche che permettono di individuare cure sempre più mirate. Purtroppo, affermare che si muore di meno non basta, perché è anche aumentato il numero delle diagnosi e si rischia che si abbassi l’attenzione alle terapie, che sappiamo essere ricche di effetti collaterali. E’ ciò che accade in una donna su tre secondo uno studio scientifico condotto negli Stati Uniti, presso la Northwestern University e riportato dalla Bbc.

    In particolare la ricerca ha coinvolto 686 donne in cura con gli inibitori dell’aromatasi, che si utilizzano per combattere le recidive del tumore al seno sensibile agli estrogeni. Stiamo parlando dei 2/3 delle tipoligie di cancro alla mammella e questi farmaci si somministrano in generale alle donne in post-menopausa per evitare che il cancro torni dopo la chirurgia. Purtroppo, quando si ha a che fare con gli ormoni, gli effetti collaterali ci sono e dunque anche queste donne hanno raccontato di aver sviluppato una serie di sintomi tipici: dolori alle articolazioni, vampate di calore, nausea, calo del desiderio sessuale ed aumento di peso. Questi disturbi, per molte signore, si sono dimostrati talmente difficili da gestire e sopportare, soprattutto col passare dei mesi, da dar sospendere l’assunzione degli inibitori delle aromatasi nel 36% dei casi.

    Si tratta di un dato veramente preoccupante perché in questi casi la terapia va fatta per almeno 5 anni, onde evitare di ricadere in una recidiva del tumore, per bloccare lo sviluppo di nuove cellule tumorali. Per essere precisi, la maggior parte delle donne che abbandona è quella che avrebbe maggior bisogno della cura, e che è sottoposta combinatamente anche alla chemioterapia e ai suoi effeti collaterali. L’abbandono di questi farmaci però non è immediato: la sintomatologia peggiora col passare del tempo e dunque delle 686 donne coinvolte nella ricerca il 10 % ha sospeso la terapia dopo 24 mesi ed il 26% dopo 4 anni. Un dato pericoloso, che ci dice quanto effettivamente del cancro si abbia sempre meno paura mentre aumenta il timore nei confronti delle cure.