Tumore al polmone, la tac per la diagnosi precoce

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    tumore polmone e tac

    Il tumore al polmone ha ora un nemico certo, capace di individuarlo presto anche se di piccole dimensioni. Non si tratta di un’indagine particolare o complicata, ma semplicemente di una tac a spirale, a basso dosaggio e senza liquidi di contrasto, assolutamente non invasiva: solo 6 secondi per individuare un tumore di pochi millimetri. A dirlo sono due ricerche molto importanti che arrivano alle medesime conclusioni: con questa indagine diagnostica si riduce il 20% della mortalità per cancro ai polmoni.

    Poche settimane fa la notizia arrivava dal National Cancer Institute americano e ieri è stata confermata dalla presentazione dei dati dello studio Cosmos, condotto presso lo Ieo (Istituto Europeo di Oncologia). Lo studio Cosmos rappresenta la più grande indagine scientifica a livello europeo di questo tipo, ha coinvolto circa 6.200 persone per 10 lunghi anni ed in tal senso può dirsi unica al mondo. In tutto questo periodo sono stati tenuti sotto controllo volontari over 50, fumatori accaniti ed ex fumatori (che però erano stati succubi del fumo per almeno un ventennio) e che consumavano almeno 20 sigarette al giorno.

    Ogni anno i tabagisti in questione sono stati sottoposti ad una tac a spirale. Su 40.000 indagini totali sono emersi 297 tumori ai polmoni, la maggior parte dei quali in fase iniziale, dunque operabili, la guarigione si è raggiunta a 5 ed addirittura a 10 anni nel 70% dei casi. Il tutto si scontra con le cifre normali, quotidiane: la sopravvivenza è solo del 15%, perché il tumore si scopre tardi. Oggi esistono moderne tecnologie come il robot chirurgo Da Vinci, che permettono interventi di alta precisione e minima invasibilità. Ma fondamentale è sempre la diagnosi precoce.

    Umberto Veronesi ha parlato di una “svolta epocale” auspicandosi comunque che il sistema sanitario nazionale possa offrire alle persone a rischio questa indagine diagnostica, esattamente come avviene per altri screening diagnostici, come la mammografia per il tumore al seno. Il Big Killer numero uno, ovvero il carcinoma polmonare, che di recente colpisce anche tante, troppe donne, va trattato, colpito sul nascere, anche perché non esistono ancora cure farmacologiche in grado di curarlo totalmente. Ricordiamo che il fumo di sigaretta (e l’indagine ne da indirettamente conferma) è tra i principali fattori di rischio, quindi smettere di fumare è sicuramente l’arma migliore.

    Dolcetto o scherzetto?