Troppi farmaci ai bambini italiani, spesso inutili, lo dicono le statistiche

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    Farmaci bambini italiani

    Bambini italiani imbottiti di farmaci? Le statistiche parlano chiaro, nonostante il generale e diffuso stato di buona salute della popolazione infantile del nostro Paese, sono ancora troppi i medicinali di vario genere che vengono somministrati ai minori, spesso totalmente inutili e non proporzionati alla malattia che dovrebbero curare. Se ne è parlato nel corso del Convegno Uso razionale dei farmaci per i bambini e i loro genitori: un obiettivo dinamico e strategico, svoltosi all’Istituto Mario Negri di Milano. I dati resi noti hanno offerto l’occasione per fare il punto della situazione e riflettere sulla predisposizione dell’Italia verso le terapie farmacologiche in età pediatrica.

    Si è scoperto, ad esempio, che anche bimbi in perfetta salute assumono in media almeno 3 medicinali all’anno per le malattie dell’infanzia (alcuni dei quali prodotti e venduti solo nel nostro territorio nazionale), che il 52% è sottoposto a cure antibiotiche una volta all’anno (contro il 14% dei coetanei britannici), percentuale che in Puglia sale fino al 69%, e che l’8% è oggetto di ricovero ospedaliero (sempre annualmente).

    Insomma, a snocciolarle così sembrerebbero cifre sconfortanti, che farebbero ipotizzare una generale debolezza organica dei piccoli italiani, ma in realtà le cose non stanno affatto così. Il problema dell’eccessiva medicalizzazione ha origine, come ben sappiamo, proprio da subito, ovvero, dalla nascita, che è sempre più:

    “Un evento medicalizzato e sempre meno naturale; i parti cesarei sono infatti il 38% del totale (24% in Friuli V. Giulia e 62% in Campania); la più alta percentuale nei Paesi europei”, spiega Maurizio Bonati, Capo del Laboratorio per la Salute Materno-Infantile, organizzatore del convegno.

    Una delle notizie che ci devono far riflettere maggiormente, poi, ha a che vedere con le disuguaglianze territoriali del benessere, perché se è vero che l’Italia si pone al 18° posto mondiale per quanto riguarda lo sviluppo umano, è altrettanto vero che svetta, in Europa, proprio per disomogeneità quanto a qualità della vita e dell’assistenza sanitaria. E, aggiungo io, i tagli alle regioni e ai comuni per quanto riguarda la Salute, non aiuteranno a migliorare lo stato delle cose, purtroppo.