Tromboflebite: cos’è e come si cura

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    Tromboflebite

    La tromboflebite, un’eventualità dolorosa ma soprattutto potenzialmente pericolosa per le sue possibili complicanze. Colpisce soprattutto le donne e gli anziani, ma cerchiamo di capire meglio cos’è la tromboflebite, quali sono le caratteristiche, i sintomi di questa patologia e soprattutto come si cura.

    Cos’è

    Con il termine tromboflebite si intende un’infiammazione della parete di una vena caratterizzata anche dalla comparsa di un coagulo di sangue, il trombo, possibile responsabile di restringimento del lume venoso e di pericolose occlusioni.

    Interessa con maggiore frequenza gli arti inferiori e può colpire vene superficiali o profonde, distinguendosi in tromboflebite superficiale o profonda. Le cause? I possibili responsabili possono essere di diverso tipo e origine, dai traumi alle patologie venose croniche fino ai principali fattori di rischio, come il fumo o la gravidanza, la presenza di vene varicose, le terapie ormonali o la sedentarietà.

    I sintomi che dovrebbero destare qualche sospetto sono: il dolore e il fastidio in corrispondenza dei vasi interessati dal disturbo; l’edema e il gonfiore.

    I principali rischi della tromboflebite, oltre ai fastidiosi disagi che comporta, sono le sue possibili complicanze. In particolare, i pericoli maggiori sono l’embolia polmonare, l’infarto o l’ictus.

    Come si cura

    I casi più lievi, quando la tromboflebite è superficiale, si possono curare con trattamenti locali a base di pomate e supporti elastici. Le forme di tromboflebite profonda, invece, meritano una valutazione più attenta e complessa da parte dello specialista.

    Specialista che, a seconda della gravità del caso, deciderà se prescrivere la somministrazione di farmaci anticoagulanti, per scongiurare l’embolia, o consigliare l’intervento chirurgico, che può prevedere l’inserimento di un filtro venoso nella vena cava, la rimozione del vaso colpito dalla tromboflebite o l’innesto di un bypass.

    Consigli per la prevenzione

    Innanzitutto, il movimento, perché lo sport, sotto forma di attività fisica moderata e frequente, è il migliore alleato per scongiurare la comparsa di questo disturbo. Chi è costretto, per la professione che svolge, a passare tanto tempo seduto o in piedi nella stessa posizione, meglio mettere in conto micro passeggiate almeno ogni 30-40 minuti.

    Meglio evitare, poi, ogni tipo di indumento, calze e reggicalze, troppo stretti che rischiano di interferire con il microcircolo. Fondamentale eliminare ogni pessimo vizio, come il fumo, e curare tempestivamente ogni anomalia gastrointestinale, come la stitichezza, a colpi di dieta ricca di fibre e cereali integrali.

    Dolcetto o scherzetto?