Triclosan pericoloso: vietato negli USA ma diffuso in Italia

Triclosan pericoloso: vietato negli USA ma diffuso in Italia
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    Triclosan pericoloso: vietato negli USA ma diffuso in Italia

    Il triclosan è un pericoloso antibatterico vietato negli USA ma ampiamente diffuso in molti prodotti commercializzati in Italia. Dentifrici, disinfettanti per le mani, prodotti per l’igiene intima, profumi, shampoo e addirittura alcuni detersivi: tutti questi prodotti, e molto altro ancora, contengono il temuto antibatterico, da anni presente nelle liste nere di gruppi ospedalieri, ricercatori medici e ambientalisti. Utilizzato per prevenire ed eliminare la diffusione di batteri patogeni, il triclosan risulta, dalle ultime ricerche condotte, non solo inutile come antibatterico ma, sul lungo termine, molto pericoloso per la nostra salute.

    La Food and Drug Administration (FDA), l’Ente regolatorio per la sicurezza alimentare e farmaceutica americana, ha messo al bando il triclosan e altri 18 antibatterici, molto utilizzati in Italia dagli anni ’60. A motivarne il divieto numerose e importanti ragioni.

    Innanzitutto, la totale inefficacia antibatterica dei prodotti contenenti il triclosan che, secondo gli studi scientifici, paragonati a detergenti più delicati e con ingredienti migliori, non favoriscono una maggiore protezione né pulizia contro germi o agenti patogeni. Quindi, lavarsi le mani, i denti, i pavimenti o i sanitari con il triclosan non porta a un miglior risultato disinfettante.

    L’uso prolungato del triclosan porterebbe a un tragico indebolimento del sistema immunitario rendendolo più vulnerabile verso i batteri più resistenti, i quali da sempre modificano geneticamente il proprio sistema per sopravvivere agli antibatterici.

    Sempre nel lungo termine, inoltre, il triclosan può causare infertilità e tumori, in particolare al fegato, influenzare lo sviluppo cerebrale e il funzionamento cardiaco, oltre che a interferire col sistema endocrino, sopratutto nei bambini.

    Altro elemento importante, ma molte volte sottovalutato, è il danno ambientale che deriva dal massiccio utilizzo del triclosan; infatti, utilizzato anche negli antirughe, nei solari e nei cosmetici, è risultato tossico per le forme acquatiche. Stefano Polesello, dell’Istituto di ricerca sulle acque del Cnr, commenta: “Come molti altri additivi (il triclosan) è abbattuto solo parzialmente dai depuratori, e può tornare direttamente nell’acqua che beviamo, o nel pesce che mangiamo, o nel latte o nella carne“.

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    Secondo la ricerca condotta dalla rivista Salvagente, ancora tante sono le aziende che utilizzano il triclosan come antibatterico nei loro prodotti.

    • I dentifrici: Colgate-Palmolive Company, Conad, Coop, Farmaceutici Dottor Ciccarelli (Pasta del Capitano), Mirato (Benefit).
    • I saponi intimi: L. Manetti H. Roberts & C. (Chilly, Intimo Roberts), SO.DI.CO. s.r.l. (Dermasensitive), Selex, Conad, Auchan.

    Per ora, in Italia, il regolamento 358/2014 ha fissato nuovi limiti per l’utilizzo del triclosan: “dentifrici, saponi per le mani, saponi per il corpo/gel doccia, deodoranti (non spray), ciprie e correttori, prodotti per le unghie e per la pulizia delle unghie delle mani e dei piedi prima dell’applicazione di unghie artificiali: concentrazione massima d’impiego: 0,3%; nei Colluttori: 0,2%”.
    L’appello rivolto alle aziende produttrici, di rinunciare a un antibatterico inutile e dannoso, rimane attualmente senza risposta. Tuttavia è importante conoscere personalmente i rischi che si corrono, preferire prodotti antibatterici naturali e provvedere, così, alla propria salute prima che sia troppo tardi.

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