Trapianto di rene da vivente: ora è più facile

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    Trapianto

    Un trapianto di rene da donatore vivente con una particolare metodica operatoria: è accaduto nei giorni scorsi presso l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Un papà proveniente dalla Toscana, ha potuto offrire un rene alla sua bambina, subendo un intervento meno invasivo del solito. La tecnica chirurgica “hand-assisted” è stata usata per la prima volta in Italia, grazie alla collaborazione tra l’equipe dell’ospedale romano e quella della Mayo Clinic di Rochester (USA). La peculiarità di questa procedura sta nel fatto di essere poco aggressiva per il donatore: minore degenza, scarso dolore post operatorio e soprattutto tanta sicurezza.

    Donare un organo da vivi, ad un parente è possibile (genitori, fratelli,o comunque consanguinei), come pure è possibile ad uno sconosciuto, se ci sono i requisiti della cosiddetta donazione samaritana di cui vi abbiamo già parlato. Ma la sicurezza fisica di chi offre un organo, va salvaguardata prima di ogni cosa.

    Interventi chirurgici di questo tipo sono dunque fondamentali. Alberto G. Ugazio, Presidente della Società Italiana di Pediatria (SIP), ha sottolineato come sia un’importante passo avanti per salvare la vita a tanti bambini, in attesa di un rene, parte di midollo o fegato. Ma non solo.

    Il nostro paese è all’avanguardia per numero di donazioni da cadavere, grazie all’organizzazione e soprattutto alle tecniche chirurgiche di espianto-trapianto. Ma siamo all’ultimo posto in Europa per le donazioni da vivente: i dati 2007 ci vedono con solo l’1,7% contro il 13,4% di Regno Unito e Svezia, il 22% di Islanda e Paesi Bassi. Addirittura nel Nord-America, interventi come quello di Roma nel 2000 si praticavano nel 60% dei casi. Negli ultimi 10 anni questo trend è decisamente avanzato.

    Il tutto è importante per cambiare ulteriormente la cultura della donazione degli organi: molti studi clinici ed epidemiologici hanno evidenziato la superiorità del trapianto da vivente, in termini di sopravvivenza dell’organo, rispetto a quello da donatore deceduto. In più è stata confermata la qualità e l’aspettativa di vita dei donatori come equivalente al resto della popolazione.

    Il prelievo/trapianto romano è stato condotto nell’ambito del V Course on Pediatric Urology “How we do it” ed è parte integrante di un progetto internazionale finalizzato allo sviluppo della donazione da vivente.

    Foto da:

    http://www.medicinalive.com

    Dolcetto o scherzetto?