Trapianto di midollo: nuove cure per nausea e vomito

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    Trapianto di midollo

    Il trapianto di midollo è una delle strade che si percorrono per curare malattie gravi come leucemie, linfomi, malattia di Hodgkin, patologie autoimmuni, anemia mediterranea, sclerosi multipla e tante altre. Fare il trapianto di midollo è una scelta molto importante perchè oltre ad esserci il rischio di rigetto si devono fare i conti con nausea e vomito sono fra gli effetti collaterali più debilitanti causati da chemioterapia e dalla radioterapia successivi al trattamento. Una recente ricerca scientifica effettuata in America ha messo appunto un nuovo farmaco che, pare, diminuisca considerevolmente gli effetti collaterali, ovviamente come tutte le ricerche ed i nuovi farmaci ci sono tanti punti interrogativi.

    Secondo una ricerca condotta dai medici della Loyola University Health System, in Illinois, il vomito e la nausea potrebbero essere tenuti sotto controllo da un mix di farmaci antiemetici. Per guarire da queste malattie è importante la chemioterapia per uccidere le cellule cancerose, solo che queste cellule hanno recettori simili a quelli di altre cellule, che vengono egualmente distrutte (è per questo che cadono i capelli per esempio), questo accade anche per altre cellule del sistema immunitario.

    Ai pazienti quindi vengono fatte delle infusioni di cellule del midollo osseo tramite il trapianto in modo da promuovere la formazione di un nuovo sistema immunitario sano. Gli effetti collaterali più fastidiosi sono certamente nausea e vomito è l’irritazione di bocca e gola.

    Il farmaco che potrebbe essere di svolta è l’aprepitant che agisce bloccando i segnali di nausea e vomito a livello cerebrale ma che deve essere associato ad altri farmaci per gli spasmi allo stomaco. Lo studio effettuato su 170 pazienti si è dimostrato risolutivo per il 73% dei pazienti che hanno risolto il problema del vomito, il 49% dei pazienti invece ha avuto miglioramenti anche per la nausea.

    Speriamo che questi nuovi farmaci siano davvero utili e che non sia solo una ricerca fine a se stessa.

    Foto da:

    www.landesbioscience.com

    Dolcetto o scherzetto?