Trapianto di mani doppio: la donna torna a casa

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    Il doppio trapianto di mani effettuato presso l’Ospedale san Gerardo di Monza circa un mese fa, può dirsi un vero successo. La signora Carla Mari ieri è stata dimessa ed è tornata a casa. Cercherà di tornare alla normalità, nonostante l’attenzione dei mass media. Già perché questo intervento di microchirurgia plastica ricostruttiva e chirurgia della mano che ha permesso contemporaneamente il trapianto di due mani è stato veramente eccezionale. La donna, tre anni fa aveva subito l’amputazione di entrambe le mani e dei piedi a causa di una grave setticemia.

    La signora Mari ha espresso con serenità le sue sensazioni durante una conferenza stampa presso l’ospedale nei giorni scorsi: “quando mi sistemo i capelli sento il calore della mia mano e non il freddo delle protesi e se ho prurito, posso grattarmi!” Dei gesti semplici, spontanei in tutti noi, a cui la donna dovrà riabituarsi….come pure a fare la pizza e la pasta fatta in casa: dopo il trapianto il Governatore della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, aveva fatto visita alla donna portandole in dono un pacchetto di farina. Un vero augurio.

    La Signora Carla ha reagito benissimo anche dal punto di vista psicologico, ma ancora il rischio di rigetto non è passato del tutto. Lo ha spiegato il Dott.Massimo Del Bene, direttore dell’Unità operativa di chirurgia plastica e ricostruttiva, chirurgia della mano e microchirurgia ricostruttiva del San Gerardo, ma soprattutto il medico che ha curato il delicato trapianto. “Con le cellule staminali contiamo di ridurre nel tempo le cure anti-rigetto, ma nel frattempo, la signora Mari dovrà iniziare la fisioterapia. Finora abbiamo preferito che muovesse da sola le mani, fra una settimana inizierà seguita da uno specialista riabilitatore.”

    Di fatto bisognerà attendere ancora un pochino di tempo, per permettere alle ossa di stabilizzarsi, ma la corteccia cerebrale, studiata attraverso una risonanza magnetica funzionale, già riconosce i movimenti dei nuovi arti.

    E’ bello parlare di buona sanità e farlo raccontando la storia di una donna forte come la signora Carla è meglio. Non credete amiche di Pourfemme?