Tiroide: attenzione alle pentole antiaderenti

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    Le padelle antiaderenti contengono una sostanza pericolosa per la tiroide. Lo sostiene una ricerca dell’Università di Exter, coordinata dal dottor David Melzer pubblicata da “Environmental Health Perspectives “. Secondo gli studiosi, infatti, le padelle antiaderenti, a cui poche donne rinuncerebbero, sono potenzialmente pericolose per la tiroide, poiché contengono l’acido perfluoroattanico, una sostanza che si deposita nel sangue rappresentando un rischio soprattutto per chi soffre di problemi di tiroide, una patologia quasi prettamente femminile, visto che colpisce 8-10 volte più le donne degli uomini.

    La tiroide, definita da molti il “termostato interno dell’organismo umano”, ha un ruolo fondamentale, favorisce la crescita e lo sviluppo di diversi organi, in particolare modo del cervello e partecipa ai processi metabolici. In questo senso, è molto utile il selenio, che è in grado di aiutare l’organismo ad assimilare lo iodio necessario per far lavorare bene la ghiandola della tiroide.

    Gli studiosi hanno analizzato i dati precedentemente raccolti dai Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie, passando in rassegna i campioni prelevati su 4000 soggetti tra il 1999 ed il 2006. In questo modo, hanno notato come i soggetti con il 25% in più di acido perfluoroattanico nell’organismo manifestasse il doppio delle probabilità di sviluppare disturbi della tiroide. Inoltre, le donne si sono dimostrate più vulnerabili rispetto agli uomini.

    La professoressa Tamara Galloway, docente di Ecotossicologia ed autrice della ricerca ha spiegato che:

    i nostri risultati evidenziano una reale necessità di ulteriori ricerche sugli effetti per la salute umana dell’esposizione a basso livello di sostanze chimiche presenti nell’ambiente, come l’acido perfluoroattanico, che sono onnipresenti nelle case delle persone.

    In effetti, l’acido perfluoroattanico e le sostanze similari, sono sotto i riflettori già da qualche tempo. Infatti, l’EPA, l’agenzia americana per la protezione dell’ambiente, già nel 2006 aveva definito l’acido come “Probabile cancerogeno“. Tuttavia, ci sono alcuni studiosi, tra cui anche l’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, che non sono convinti dell’esito della ricerca e chiede ulteriori verifiche.

    Dolcetto o scherzetto?